Dio, scienza e ricerca: la sfida delle primarie è aperta

di Andrea Boggio

Come influiranno i temi del finanziamento alla ricerca e della liceità dell’uso delle staminali embrionali sulla scelta dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

La campagna presidenziale negli USA è ormai entrata nel vivo. Fino ad ora la ricerca scientifica non ha "sfondato" come tema politico importante, con l'eccezione dell'ammissibilità della ricerca con cellule staminali embrionali. Questa scarsa attenzione è dovuta soprattutto a due motivi. Primo, la ricerca - intesa come strutture e risorse ad essa dedicate - non è propriamente un tema "caldo", di scontro. Tra i candidati vi è una convergenza di vedute che l'America debba continuare a rimanere competitiva. Questa competitività è tuttavia in pericolo. Durante l'amministrazione Bush, sebbene il governo federale abbia aumentato i fondi di ricerca del 66% (da 17 a 29 miliardi di dollari), il budget della National Science Foundation e del National Health Institute si sono notevolmente ridotti - in gran parte per la necessità di finanziare la guerra in Irak. I candidati che si sono espressi sulla questione sono dell'opinione che maggiori fondi vadano allocati alla NSF ed al NIH (per esempio, Hillary Clinton vuole una crescita del 50%, Obama ne promette una del 100%). Secondo, le opzioni di policy sembrano omogenee, e pertanto poco interessanti in termini di campagna elettorale. Tutti i candidati hanno infatti proposto di rendere permanenti le deduzioni fiscali a favore degli investimenti privati in ricerca e sperimentazione. Il tema dell'utilizzzo di cellule staminali embrionali ha invece riscosso una certa attenzione, e tutti i candidati in corsa hanno espresso il loro punto di vista. L'interesse politico per le staminali non nasce tanto dal desiderio del pubblico di promuovere la medicina rigenerativa, ma da due ragioni squisitamente proprie delle discussioni politiche americane: il rapporto tra Stato e religione ed i diritti civili. Riguardo al rapporto tra Stato e religione, gli americani sono da sempre interessati a sapere quali siano i sentimenti religiosi dei propri candidati e se il loro credo influirà sulle future decisioni. Gli elettori conservatori vogliono un candidato che sia disposto a proteggere certi valori tradizionali come famiglia, vita e patria. Gli elettori liberal vogliono che il credo religioso non sia di ostacolo alla protezione di certe libertà (il diritto di scelta in materia di aborto) o a riforme animate dallo spirito di giustizia sociale (accesso a sanità ed educazione pubbliche). Alcuni diritti civili hanno sempre diviso e continueranno a dividere l'opinione pubblica americana: pena di morte, affirmative action (discriminazione positiva) ed aborto. La discussione sulle staminali è pertanto importante pubblicamente in quanto legata al tema dell'aborto e dei diritti del concepito. I candidati hanno posizioni che si allineano alla tradizionale divisione politica tra liberals e repubblicani. Clinton, Obama ed Edwards sono a favore della ricerca con staminali embrionali e propongono di eliminare le restrizione ai finanziamenti federali. Clinton ed Obama hanno anche concretizzato questa promessa con il loro voto a favore dello Stem Cell Research Enhancement Act, su cui il Presidente Bush ha esercitato il suo potere di veto dopo che il progetto di legge era stato approvato da entrambe le camere (Edwards non ha votato a favore perché non è attualmente membro del Congresso). I candidati repubblicani sono contrari all'utilizzo delle staminali in laboratorio. Le posizione più intransigenti sono quelle di Romney e Huckabee. Fino al 2005 sostenitore della libertà di scelta in tema di aborto e dell'uso di staminali, il mormone Romney ha categoricamente respinto l'idea che sia accettabile estrarre cellule staminali da embrioni, forse per il desiderio di essere credibile alla luce dell'elettorato conservatore cristiano (nel 2001, quasi l'80% degli Americani si professava "cristiano"). L'ex-predicatore Huckabee sostiene che i diritti garantiti dalla Costituzione federale andrebbero estesi anche al concepito, così come è stato possibile nel suo stato, l'Arkansas, la cui constituzione richiede al governo statale di fare tutto il possibile per proteggere la vita del concepito. Una posizione più morbida è stata assunta da McCain, il quale, contrario alla libertà di scelta in materia di aborto, ha proposto una cauta apertura alla possibilità di finanziare a livello federale la ricerca con le staminali, "a patto che ci siano delle linee guida molto chiare in materia". Una posizione a sé è quella di Giuliani. L'ex-sindaco di New York ha da sempre appoggiato il diritto ad abortire ed è aperto alla possibilità di finanziare a livello federale la ricerca sulle staminali, "a patto che non si crei vita per poi distruggerla". Ultimamente però Giuliani ha rivisto in parte le sue idee; inoltre, vista la sua strategia "defilata" nella prima fase delle elezioni primarie, puntando egli tutte le sue energie sulla Florida, ha potuto evitare di articolare nel dettaglio le sue scomode prese di posizione. I candidati di entrambi gli schieramenti però sembrano d'accordo su un punto: è proibito create embrioni esclusivamente destinati alla ricerca. A fine gennaio, la corsa alla Casa Bianca è più aperta che mai. Una volta eletto, il nuovo presidente si sforzerà di aumentare l'investimento pubblico in ricerca. Il destino delle staminali embrionali appare tuttavia più incerto che mai. Il paese è diviso ed è possibile che questo tema finirà per emergere quale tema scottante della compagna elettorale del 2008, così come il riconoscimento dei matrimoni gay lo è stato nel 2004.

Lunedì, 4 Febbraio, 2008 - 14:48
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689791, Fax. +39 06.68805396, Email info [at] lucacoscioni.it