Soccorso Civile: diritto di voto ai disabili

Severino Mingroni***Finalmente si è coronata la nostra battaglia per il diritto di voto ai disabili!***

Vai a questo link per saperne di più sull'iniziativa non violenta che ha portato all'approvazione del progetto di legge, per vedere immagini e video, leggere alcune testimonianze e dichiarazioni sulla nostra battaglia e il testo integrale della legge Welby-Mingroni:

www.lucacoscioni.it/rassegnastampa/vittoria-approvata-la-legge-garantire-il-diritto-di-voto-ai-disabili-intrasportabili

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Qui di seguito riportiamo le modalità pratiche di voto ,in occasione delle prossime consultazioni elettorali, a seguito dell'approvazione della legge, inviateci da Bruno Tescari:

 

1) Dal 23 Aprile 2009 (45 gg. prima del 7 Giugno 2009) o anche prima e sino al 18 Maggio 2009 (20 gg. prima del 7/6/09) la ASL deve designare propri medici abilitati al rilascio della certificazione di cui   al comma 3 lettera b)  

 

2) Dal 28 Aprile 2009 (40 gg. prima del 7 Giugno 2009 e sino al 18 Maggio 2009  (20 gg. prima del 7 Giugno 2009) occorre chiedere alla ASL di essere visitati dal medico del punto 1), per il rilascio del certificato di cui al comma 3 lettera b)  con data non anteriore al 28 Aprile 2009

(la legge non indica a quale ASL ci si deve rivolgere: del Comune di residenza? Della dimora abituale? Della dimora ove si ritiene che saremo il giorno della votazione? Della dimora ove ci troviamo al momento della richiesta, con ciò impegnandoci a non lasciarla sino al momento della visita medica? O sino al momento del voto?)

 

3) Dal 28 Aprile 2009 (40 gg. prima del 7 Giugno 2009 e sino al 18 Maggio 2009  (20 gg. prima del 7 Giugno 2009) va fatta domanda in carta libera – allegando il certificato di cui al comma 3 lettera b) – al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali si è iscritti. Nella domanda deve essere specificata la volontà di votare nella dimora indicandone l’indirizzo (con ciò impegnandoci ad esserci al momento del voto)

(Un rilievo: la nuova norma non prevede il caso in cui l’elettore non sia in grado di firmare. Non è prevista la procedura di cui all’art. 4 del DPR 445/00 né l’obbligo da parte del Comune di raccogliere la firma tramite un suo pubblico ufficiale)

 

 4) Il voto sarà raccolto - durante le ore in cui sarà aperta la votazione - dal presidente dell’ufficio elettorale di sezione nella cui circoscrizione dimora la persona con disabilità. Dovranno essere presenti anche uno degli scrutatori del seggio, designato con sorteggio, e il segretario. Potranno infine partecipare anche i rappresentanti di lista che ne facciano richiesta.

 

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La situazione prima dell'approvazione del progetto di legge:

Il decreto-legge 3 gennaio 2006 n. 1, convertito con modificazioni nella legge 27 gennaio 2006 n. 22, con una disposizione contenuta nell’articolo 1 ha introdotto nel nostro ordinamento la possibilità di voto domiciliare.
Gli elettori affetti da gravi infermità tali da impedire l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, che si trovino in condizioni di d
ipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali, hanno la possibilità, qualora lo richiedano, di essere ammessi al voto presso il proprio domicilio.
La normativa, quindi, esclude dalla possibilità di voto domiciliare tutti i malati e i disabili che, pur essendo impossibilitati a muoversi o ad allontanarsi dalla propria abitazione, non si trovano in condizioni di dipendenza da tali apparati, privando di fatto tali cittadini di un fondamentale diritto costituzionalmente sancito: ne consegue che la maggior parte dei malati e dei disabili intrasportabili sono di fatto impossibilitati ad esercitare il diritto di voto.
Inoltre la stessa normativa esistente è di difficile applicazione, perché costringe chi ne voglia usufruire ad una complicata serie di adempimenti burocratici, e perché l’ambiguità con cui è formulata dà luogo ad alcune difficoltà interpretative che ne rendono incerto l’ambito di applicazione. Quello che si chiede è la modifica dell’attuale normativa (leggi qui la proposta di legge di Bruno Tescari), per estenderla a tutti i malati e ai disabili intrasportabili, e non soltanto a quelli in condizioni di dipendenza da macchinari: in particolare, il diritto di votare presso il proprio domicilio dovrebbe spettare a tutti coloro a cui è impedito l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano per la presenza di barriere architettoniche, o perché lo spostamento dalla dimora comporterebbe seri rischi di aggravamento dello stato di salute.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza di Marco Gentili, studente coscioni affetto da Sla2, riguardo il diritto di voto ai disabili in occasione delle prossime consultazioni elettorali.

 

- Per un errore tecnico la voce che sentite è femminile -

 “vivere in uno stato democratico vuol dire avere diritti e doveri. Tra i diritti naturali emerge primariamente quello della libertà in ogni sua sfaccettatura, che implica la facoltà di esprimere la propria opinione su quesiti referendari o governativi, che la realtà politica del momento prospetta.

Visto che è dovere di ogni cittadino votare, viene con sé che tale compito deve essere garantito come diritto primario e inderogabile.”

 

 

Mercoledì, 20 Febbraio, 2008 - 20:06

5 per mille

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