30 anni di 194: oggi per l'abolizione della ricetta sulla pillola del giorno dopo


Mobilitazione straordinaria per la trentennale dell'aborto. La contraccezione è il reale strumento antiabortista!

La petizione da firmare (online) - I firmatari
La petizione da scaricare (pdf) - Tutti i tavoli
Volantino / 1 (fronte retro) (pdf) - Volantino / 2 (pdf)
Brochure
a cura dell'Associazione Adelaide Aglietta

 

Tavoli di informazione sessuale

In molti dei tavoli saranno presenti medici che prescriveranno alle donne che ne facessero richiesta la pillola del giorno dopo.

I TAVOLI NELLE SCUOLE E NELLE UNIVERSITA':
http://www.lucacoscioni.it/portiamo_leducazione_sessuale_in_universita_e_nelle_scuole

MAGLIE(LE)/Liceo. Giornata dell'arte, piazzale antistante Campi sportivi, 24 maggio -Responsabile: Valentina, tel. 3201787382/0836483377, e-mail: blackholesun@fallasa.it

NOVARA/Università. Fuori dall'università e dal liceo, 24 maggio.
- Responsabile: Michele Savino, tel. 3478874734, e-mail: savim88@hotmail.it

ANCONA/Università. Facoltà di Medicina, 22 maggio, dalle 10 alle 17.
- Responsabile: Stefano Pagliarini, tel. 3498094086, e-mail: paja084@hotmail.it

TARQUINIA(VT)/Liceo Classico. Sede centrale, 22 maggio.
- Responsabile: Marco Gentili, tel. 0766857876, e-mail: marcogentili89@alice.it

ROMA/Università La Sapienza. Città Universitaria, davanti a Giurisprudenza, 22 maggio
- Responsabile: Alessandro Giova, tel. 3387736802, e-mail: stifler84@virgilio.it

ROMA/Università Tor Vergata. Facoltà di Lettere e Filosofia h11-13 e Scienze h13-17, 22 maggio
-
Responsabile: Ruggero Sapataro, tel. 3333804312, e-mail:hhh2087@yahoo.it

ROMA/LUISS Guido Carli. Ingresso v.le Romania 22 maggio
- Responsabile: Annalisa Chirico, e-mail: annalisachirico@libero.it

ROMA/LUISS Guido Carli. Ingresso v.le Romania 21 maggio
- Responsabile: Annalisa Chirico, e-mail: annalisachirico@libero.it

GORIZIA/Università. Polo universitario di Gorizia, 21 maggio - dalle 10 alle 13. Nel pomeriggio a c.so Italia.
- Responsabile: Alessia Cogliandro, e-mail: alessiacc@libero.it

ROMA/LUISS Guido Carli. Ingresso v.le Romania 20 maggio
- Responsabile: Annalisa Chirico, e-mail: annalisachirico@libero.it

PISA/Università.
- Responsabile: Mauriana Pesaresi, tel. 3490912533, e-mail: mauriana.pesaresi@gmail.com

ROMA/Liceo Classico Vivona.
- Responsabile: Michele Bollino, e-mail: michele_bollino@live.it

I TAVOLI IN CITTA'

VERONA in piazza Erbe (angolo Via Pellicciai) domenica 25 maggio - dalle 16.00 alle 18.00
Al tavolo sarà presente il medico Professor Alberto Turco
- Responsabile: Laura Vantini, email: lvantini@libero.it

VERONA in piazza Erbe (angolo Via Pellicciai) domenica 25 maggio - dalle 11.30 alle 12.30
Al tavolo sarà presente il medico Professor Alberto Turco
- Responsabile: Laura Vantini, email: lvantini@libero.it

 

OSNAGO (LC) presso la fiera MANIFESTA 2008 domenica 25 maggio - dalle 15 alle 19.30
- Responsabile: Sergio De Muro, email: cellulacoscionilecco [at] gmail.com

SIENA in piazza Gramsci, domenica 25 maggio - dalle ore 9 alle ore 12
Al tavolo sarà presente il dottor Francesco Megale che è disponibile a prescrivere la pillola del giorno a chi ne avesse bisogno o a chi volesse premunirsi. Alle ore 11 conferenza stampa.
- Responsabile: Giulia Simi, email: simi [at] unisi.it

FIRENZE in piazza della Repubblica, domenica 25 maggio - dalle ore 10.30 alle 13.30
Al tavolo sarà presente la dottoressa Fabrizia Cioffi, per l'eventuale prescrizione della pillola del giorno dopo
- Responsabile: Antonio Bacchi, email: antbacchi [at] tiscali.it

DOMODOSSOLA sotto i portici del teatro Galletti, domenica 25 maggio - dalle 10.00 alle 12.00
Per l'occasione sarà presente al tavolo il Prof. Alberto Bellocco, medico legale di Domodossola, che prescriverà la pillola del giorno dopo a tutti i cittadini che ne faranno richiesta
- Resposabile: Roberto Casonato, e-mail: dental.maggiore [at] tin.it

BOLOGNA via Rizzoli sabato 24 maggio - dalle 10.30 alle 19
Prescriverà la pillola alle donne che ne facessero richiesta il Dott. Nicola Ucci
- Responsabile: Monica Mischiatti, email: monica_mischiatti [at] yahoo.it

CREMONA tavolo informativo in corso Campi (lato farmacia) sabato 24 maggio - dalle 16 alle 20
Alle ore 17, presso il tavolo, si terrà la conferenza stampadei promotori dell'iniziativa. Saranno presenti: il dott. Giuseppe Gigliobianco e gli esponenti della Cellula Coscioni e dell'Associazione Radicale Piero Welby di Cremona
- Responsabile: Sergio Ravelli, e-mail: s.ravelli [at] fastpiu.it

TORINO via Garibaldi n. 14 sabato 24 maggio - dalle ore 16 alle ore 19
Organizzano il tavolo la Cellula Coscioni e l'Associazione Radicale Adelaide Aglietta di Torino
Prescrivono la pillola del giorno dopo i dottori Silvio Viale e Tullio Rapacciuolo.
- Responsabile: Giulio Manfredi, e-mail: manfredi61 [at] hotmail.com

FRANCAVILLA FONTANA (BR) Piazza Umberto I, sabato 24 maggio - dalle 20 alle 24
- Responsabile: Sergio Tatarano, email: sergiotatarano [at] libero.it

OSNAGO (LC) presso la fiera MANIFESTA 2008 sabato 24 maggio - dalle 15 alle 19.30
- Responsabile: Sergio De Muro, email: cellulacoscionilecco [at] gmail.com

MILANO via festa del Perdono di fronte all'Università Statale, venerdì 23 maggio - dalle 12 alle 15
Prescriverà la pillola alle donne che ne facessero richiesta (dalle ore 13.00) il dott. Marzi
Responsabile: Valerio Federico, email: valeriofederico [at] hotmail.com

OSNAGO (LC) presso la fiera MANIFESTA 2008 venerdì 23 maggio - dalle 15 alle 19.30
- Responsabile: Sergio De Muro, email: cellulacoscionilecco [at] gmail.com

GENOVA via XX settembre (altezza libreria Feltrinelli) giovedì 22 maggio - dalle 16 alle 19
- Responsabile: Patrizia De Fusco, email: patrizia.defusco [at] fastwebnet.it

NAPOLI in Piazza dei martiri, giovedì 22 maggio - dalle 17 alle 20
- Responsabile: Andrea Furgiuele, email: andreafurgiuele [at] iol.it

 

Il 22 maggio, in occasione dei trenta anni della legge 194, si è tenuta una conferenza stampa all'Università La Sapienza, nella città universitaria davanti alla facoltà di Giurisprudenza, per presentare l'iniziativa dei tavoli di informazione sessuale con la presenza di Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni, Mirella Parachini, la ginecologa che ha prescritto la ricetta per la pillola del giorno dopo, gli Studenti Coscioni, la Sinistra Universitaria e altre rappresentanze studentesche.

Ai tavoli di informazione sessuale organizzati dagli Studenti Coscioni per la settimana della trentennale dell'aborto, saranno presenti medici che prescriveranno la ricetta per la pillola del giorno dopo a chiunque ne farà richiesta. Da Gorizia a Palermo, da domani e per tutto il finesettimana, i tavoli saranno presenti nelle università, nelle scuole e nelle piazze della penisola. Da ieri il tavolo degli Studenti Coscioni è attivo all'università Luiss, dove la comunità studentesca si è mobilitata per la raccolta firme per l'abolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo. Il messaggio è chiaro: il reale strumento antiabortista non è l'obiezione, praticata da un numero di medici sempre maggiore, ma è la contraccezione. E proprio per incrementare la disponibilità dei contraccettivi gli Studenti dell'Associazione Luca Coscioni, oltre a offrire i preservativi ai tavoli, raccolgono le firme per la commercializzazione della pillola del giorno dopo come farmaco da banco, come avviene negli altri paesi europei e negli Stati Uniti. Più di venti medici hanno già dato la loro disponibilità a prescrivere la pillola del giorno dopo a chiunque ne farà richiesta. La ricetta “preventiva” diventa così lo strumento per la difesa del diritto a servirsi del contraccettivo di emergenza, senza incappare negli obiettori di coscienza.

Mercoledì, 21 maggio, 2008 - 15:10

commenti

Eutanasia notizia: Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Notizia tratta da: VITA.IT Eutanasia: Crisafulli torna a scrivere a Napolitano «Presidente, solo lei può fermare la deriva eutanasica. Abbiamo paura che non ci si voglia più prendere cura di noi». Con Crisafulli, 90 famiglie. Caro Presidente, adesso che la nazione ha un nuovo Parlamento e un nuovo Capo del Governo, voglio rispondere alla Sua lettera ricevuta lo scorso 8 Aprile e da me resa pubblica. Aver ricevuto la Sua lettera mi ha riempito il cuore di felicità. Premesso ciò, vorrei innanzitutto chiarirle chi sono. Mi chiamo Salvatore Crisafulli di 43 anni, vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania l'11 settembre del 2003, entro in coma, successivamente trapasso lo stato vegetativo permanente (sentenziato dalla scienza medica per due anni), e poi, incredibilmente nel 2005, riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma, (quando ancora ero in coma), mi risveglio ed io sentivo e capivo tutto. La mia storia in pochi secondi fece il giro del mondo. Le ho scritto altre volte senza aver ricevuto risposta. La mia incredibile storia e stata anche trascritta in un libro dal titolo “Con gli occhi sbarrati”. Oggi vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked. Un “uomo incatenato” ma con una straordinaria voglia di vivere, che trasmisi anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita. Per far sentire la nostra voce “silenziosa”, a tutta la classe politica ho bisogno del suo aiuto. Pertanto vorrei che si aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Caro Presidente noi amiamo la vita! La morte per noi rappresenta un “orrore” e vorremmo vedere garantita la nostra voglia di vivere. Perché i mass media parlano solo di eutanasia senza andare in fondo al problema? Perché le discussioni si infiammano quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby? Si deve avere il coraggio di andare oltre le motivazioni secondo le quali ad alcuni di noi conviene fare ricorso alla “dolce morte”. Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani. Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni sua fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia, certo, poi, quando, si arriva alla disperazione, si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita. In Italia da anni si discute del testamento biologico, sembra che lo Stato sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, anche perché non conviene spendere soldi per uno che si trova in cattive condizioni di salute. Presidente sa cosa temo? Che non si voglia più prendere cura delle persone deboli. Ecco perché parlo di “eutanasia passiva dello stato italiano”. La dolce morte trova spazio dove c'è disperazione, dove c'è un grande senso di abbandono e di sofferenza. Dove invece, c'è volontà di vivere come in noi, le cose stanno in modo inverso. Senza avere la forza di prendere una penna in mano, ma aiutato e sostenuto dalle mani di altre 90 famiglie che vivono sulla loro pelle questo terremoto capitato (forse non a caso) nella loro vita, divento io il portavoce di questa lotta “silenziosa”. Tutti conoscono il mio caso, da più tempo perché ho la fortuna di poter parlare attraverso un computer, usando la sola cosa che riesco a comandare: “gli occhi”, oltre al movimento del capo. Al tutt'oggi il nostro problema è ancora privo di attenzione soprattutto nel considerare che le persone nel mio stato col tempo migliorano, (la mia storia ne è la prova tangibile). “Lo stato vegetativo”, è il risultato di raffinate tecniche di rianimazione, che riescono a salvare dalla morte. E' il limbo, che non è morte nel quale si può vivere se assistiti e uscire se la medicina riuscirà a farci superare le gravissime lesioni cerebrali determinate da vari traumi. Sig. Presidente oggi tutto grava sulle nostre famiglie, perché non ci sono strutture adatte ad accoglierci ed in particolare non esiste un assistenza domiciliare come in molti paesi europei. Gli ospedali che ci assistono oggi sono le nostre case con tutti i problemi che la situazione comporta dalla spesa all'impegno. Oltretutto, con l'autonomia regionale esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia ci sono persone che nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia in Puglia manca tutto. La Regione Sicilia, per esempio, con “Statuto speciale” non recepisce una legge nazionale come la 162/98 (“vita indipendente”). Altro che vita indipendente, da anni dicono che mancano i fondi e pertanto non si può usufruire nemmeno dei benefici della legge 328/00. La nostra condizione sembrava non interessare a nessuno fino a che non succedesse l'orrore e lo scempio di Terri Schiavo. Ecco perché ci siamo esposti, questo nostro dramma non può più essere sottaciuto! Ora non ce la facciamo più. E allora, perché Sig. Presidente parlare sempre di eutanasia? Non capisco perché prima ci salvano e poi ci uccidono! E allora perché non chiudere i reparti di rianimazione se il problema e così insormontabile? Nel nostro caso è più difficile vivere che morire e la condizione mia e di queste persone né è prova di fatto. Anche le affermazioni del Papa in difesa dello stato vegetativo, rimangono vuote se le istituzioni non cominciano a fare una seria politica per la vita, se non si applicano quelle leggi che sono rimaste solamente sulla carta. Finche c'è vita nel corpo di una persona non si può dire che non ci sia nulla da fare: bisogna solo trovare la strada giusta da percorrere! Solo il suo intervento potrà evitare richieste di eutanasia. Tengo a precisare, caro Presidente, che ogni caso è unico a se stesso e non esiste analogia. Ci sono persone come me che sono “uscite dal tunnel” del coma altre che hanno gli occhi aperti, sono capaci di seguire e talvolta possono abbozzare dei sorrisi o delle smorfie, o anche monosillabi, ma, se lasciate sole, queste persone non collaborano, non seguono, non migliorano. Il vero dramma non è il cosiddetto “stato vegetativo” ma quello che ne consegue: l'abbandono, l'indifferenza delle istituzioni e della medicina. E poi vi è la nostra stanchezza, di non riuscire a farsi sentire dopo anni passati in queste condizioni, che mette a dura prova sia noi che i nostri familiari, i quali alla fine, finiscono con l'ammalarsi anche loro. E' allora che fare? Bisogna realmente chiedere l'eutanasia? Io e queste 90 famiglie pensiamo di no. Occorre prenderci in considerazione, non trattarci come malati terminali, ma assisterci adeguatamente, molti di noi sono giovani. Ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perché a tutti potrebbe capitare il nostro stesso inconveniente. Caro Presidente ci affidiamo alla sua parola, ringrazio per l'attenzione e la disponibilità. Salvatore Crisafulli + 90 Notizia apparsa anche su inabile.it Lettera a Napolitano: "No eutanasia: in Italia abbandono e indifferenza, servono assistenza e cure". Salvatore Crisafulli, per due anni in coma e in stato vegetativo, con altre novanta famiglie scrive al capo dello Stato per chiedere una riflessione sulla condizione delle persone affette da malattie gravissime e sulla mancata attuazione delle leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione: “Non vogliamo la dolce morte, ma una vita migliore”. In Italia troppo abbandono e indifferenza: “Il diritto di morire non può diventare la nuova frontiera dei diritti umani”. ROMA - "Il vero dramma non è il cosiddetto stato vegetativo ma quello che ne consegue, cioè l'abbandono e l'indifferenza delle istituzioni e della medicina": così Salvatore Crisafulli, l'uomo rimasto per due anni in stato vegetativo e recentemente protagonista di uno "sciopero della fame" per rivendicare il diritto ad una assistenza più adeguata, si rivolge al capo dello Stato Giorgio Napolitano in una lettera aperta. Quarantatre anni, catanese, Crisafulli chiede - insieme ad altre novanta persone - una riflessione sulla condizione delle persone affette da malattie gravissime e sulla mancata attuazione delle leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione: "Noi amiamo la vita - scrive l'uomo, vittima di un incidente stradale nel 2003, in coma e in stato vegetativo permanente per due anni e poi dal 2005 capace di raccontare muovendo solo gli occhi la sua storia e le emozioni - e vorremmo vedere garantita la nostra voglia di vivere: non si può parlare solo di eutanasia, il diritto di morire non può diventare la nuova frontiera dei diritti umani". Crisafulli si domanda perché le discussioni "si infiammano quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby: se lo Stato - afferma - riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni sua fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia". Ma nel nostro paese "tutto grava sulle nostre famiglie", "non ci sono strutture adatte e non esiste un'assistenza domiciliare", esiste un grandissimo divario tra nord e sud del paese e si discute da anni solamente di testamento biologico: "Sembra che lo Stato - riassume Crisafulli - sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, anche perché non conviene spendere soldi per uno che si trova in cattive condizioni di salute". Rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica, il quale già lo scorso 9 aprile aveva scritto a Crisafulli appellandosi perché si mettessero in atto "più cure per chi lotta per la vita", il 43enne di Catania afferma: "Temo, presidente, che non ci si voglia più prendere cura delle persone deboli" e che si realizzi nei fatti una "eutanasia passiva dello Stato italiano", perché la "dolce morte trova spazio dove c'è disperazione, senso di abbandono e sofferenza". Va dunque ricordato - secondo i firmatari - che lo stato di salute delle persone in stato vegetativo può migliorare nel tempo e che - anche se ogni caso è unico - finchè c'è vita nel corpo di una persona "non si può dire che non ci sia nulla da fare", ma si deve agire per "trovare la giusta strada" da percorrere. "Bisogna realmente chiedere l'eutanasia?", domanda Crisafulli. "Io e queste novanta famiglie - risponde - pensiamo di no: pensiamo che occorre prenderci in considerazione, non trattarci come malati terminali, ma assisterci adeguatamente. Ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perché - conclude - a tutti potrebbe capitare il nostro stesso inconveniente".
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