Lega per il divorzio breve

Divorziare stanca. Una riforma per abbreviare l'iter

di Diego Sabatinelli*

Obiettivo della lega italiana per il divorzio breve è quello di valorizzare la volontà e la responsabilità dei singoli attraverso l'eliminazione della procedura della separazione

Il 12 maggio del 1974 gli italiani approvavano con un referendum la legge sul divorzio; nel 1987 viene introdotto il divorzio su richiesta congiunta e si abbrevia il tempo intercorrente dalla separazione dei coniugi all'ottenimento del divorzio, portandolo a 3 anni. Sono passati oltre 20 anni da questo provvedimento e la situazione in Italia è decisamente cambiata. Non è più in discussione solo la durata della separazione, ma la necessità stessa del giudizio di separazione, inutile duplicazione che comporta, per ognuno dei giudizi, tre possibili gradi.
Un iter che non lascia al cittadino la libertà di scegliere di accedere immediatamente al giudizio di divorzio, che riteniamo contenga già in sé i tempi di riflessione e di pausa necessari ad una valutazione da parte della coppia. Ma cosa ci dicono i dati? Che una modifica della legge coinvolgerà migliaia di cittadini italiani è di tutta evidenza, i divorzi sono in crescita in questi ultimi 10 anni, così come le separazioni. I primi sono aumentati del 74%, le seconde del 57,3%; addirittura negli ultimi anni l'aumento in percentuale è sensibile: solo tra il 2005 e il 2006 i divorzi sono aumentati del 25%, e solo una piccola parte dei divorzi ha rispettato i tempi, i tre anni necessari di separazione, nel 37% dei casi si superano i 4 anni.
Al 2006 ci vogliono 670 giorni, in media, per concludere un divorzio giudiziale e ben 130 per un divorzio congiunto, che non dovrebbe avere eccessive discussioni. Ma poi ci sono picchi: si raggiungono tranquillamente i 10 anni. Picchi che hanno spinto magistrati come Francesco Greco, procuratore aggiunto di Milano, a sentenziare che in Italia si fa prima ad uccidere il coniuge piuttosto che a divorziare.
E ultima, ma non ultima, la parcella per gli avvocati: un giro d'affari che è stato stimato dalla stampa, ma sembra per difetto, tra i 500 milioni e il miliardo di euro l'anno. Nel resto d'Europa, a parte le cattoliche Irlanda e Polonia, e a Malta dove sono ammessi solo i divorzi registrati in altri paesi, si sono adottate legislazioni che tendono a ridurre al massimo i tempi per ottenere lo scioglimento del matrimonio e i costi per ottenerlo.
Obbiettivo della Lega italiana per il divorzio breve è quello di valorizzare la volontà e la responsabilità dei singoli attraverso l'eliminazione della procedura della separazione, magari inserendo al suo posto un passaggio di mediazione familiare, o un breve iter giudiziario con funzione "riconciliativa", al termine del quale si può accedere direttamente al divorzio. Eliminare comunque la procedura della separazione in caso di accordo tra coniugi sulle condizioni che li riguardano.
Riducendo in questo modo il carico di lavoro gravante sulla giustizia civile ed i costi per le parti coinvolte. Però è necessario fare i conti con una realtà politica che vede i vari tentativi intrapresi nelle passate legislature non riuscire a concludersi in modo positivo per un'opposizione a tutto campo della Gerarchia della Chiesa cattolica che, intervenendo direttamente nel dibattito politico, ha criticato questa presunta minaccia alla famiglia.
Nella legislatura appena conclusa il tentativo di rivedere la legge sul divorzio aveva fatto dei passi avanti significativi: una volta licenziato il testo base nella II Commissione -giustizia del Senato, la possibilità che approdasse in Aula un testo condiviso era molto alta. Purtroppo la fine anticipata della legislatura ha impedito che ciò accadesse. Non abbiamo ancora idea di cosa possiamo aspettarci da questo nuovo Parlamento.
E' necessario che si ripeta quello che avvenne nella scorsa legislatura, giungere ad una proposta condivisa trasversalmente agli schieramenti, che possa ottenere una maggioranza parlamentare. Quindi il nostro lavoro deve essere in queste settimane, in questi mesi, quello di raggiungere tra opposizione e maggioranza la condivisione di una proposta che veda il Parlamento farsi carico di questa urgenza sentita da molti cittadini che sono ormai da troppo tempo in attesa di rifarsi una vita, di normalizzare i propri rapporti ed i rapporti con i propri familiari.
All'interrogativo: se provare a creare una maggioranza trasversale, anche se su un testo non del tutto adeguato, e intanto porre rimedio a situazioni difficili; o affrontare il giudizio parlamentare con una riforma radicale della legge, non sembrerebbe esserci altra via che un tentativo di mediazione. Il tutto però se è inserito in una riforma complessiva del diritto di famiglia che comporta una serie d'interventi che con il tempo possono attenuare l'inadeguatezza di quelle proposte che fin'ora hanno ottenuto maggior successo. Insomma, solo una globale riforma del diritto di famiglia, come fu nel '75, può in realtà dare un respiro più ampio alla nostra battaglia, e quindi su questo non possiamo che contribuire con la necessaria energia.

*Diego Sabatinelli, Segretario Lega italiana per il Divorzio Breve 

 

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Il sito della Lega italiana per il Divorzio Breve: www.divorziobreve.it

Mercoledì, 4 giugno, 2008 - 16:09

commenti

Adesioni appello

Sul sito www.divorziobreve.it è già partita una raccolta di adesioni on-line all'Appello promosso dalla Lega italiana per il Divorzio Breve. Nonostante in Parlamento siano state presentate proposte di modifica della legge sul divorzio molto interessanti, da eletti nelle liste della maggioranza come dell'opposizione, ancora non riesce a partire un dibattito che ponga all'ordine del giorno questo problema che coinvolge direttamente, ma anche indirettamente, moltissime persone. Per molti quest'attesa obbligatoria del tutto ingiustificata, che ha il sapore di una vera e propria punizione, si trasforma in un calvario che impedisce di rifarsi una nuova vita, e molto spesso una nuova famiglia con nuovi compagni. Attesa che rischia solo di peggiorare i rapporti tra ormai "ex" coniugi, scatenando tensione tra i famigliari coinvolti, spesso trattandosi di figli minori nati dal matrimonio. Per questo sarà necessaria una intensa mobilitazione esterna al Palazzo che coinvolgendo tutti -chi non ha un parente, collega, amico che non è toccato da questi problemi?- imponga all'Agenda parlamentare l'urgenza del dibattito, o l'inizio di una campagna di raccolta firme che dalla semplice petizione porti ad altre iniziative ben più impegnative.

divorzio breve

da una legge ormai vecchia di 35 anni nn si può aspettarci di essere al passo con i tempi, sono sicuro che nell'interesse comune una revisione della stessa nn possa che portare benefici, nn si può con una raccorta di firme spingere il parlamento alla suddetta revisione ?

le leggi possono

le leggi possono cambiare....se lo vogliamo....

divorzio breve

nn capisco perchè quando una coppia decide di divorziare per svariati motivi debba aspettare 3 anni, se gli va bene, per ottenere quello che con decisione nn presa facilmente ha comunque sentenziato! perche' nn ci si adegua agli altri stati europei che quando decidono di divorziare lo ottengono subito ? nn si puoì fare nulla ? se si uniscono con firme tutte le persone separate legalmente in attesa di questo tormentato divorzio?
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