Dolly non è nata invano

di angiolo bandinelli

Lo scienziato britannico Ian Wilmut, cratore della pecora Dolly,il primo clone di mammifero ottenuto da una cellula di animale adulto,ha deciso di abbandonare le ricerche da lui avviate sulla linea di quel suo famoso esperimento per abbracciare invece le tesi e il progetto sviluppato dal giapponese Shinya Yamanaka dell'Università di Kyoto, il quale ha creato cellule staminali da pezzetti di pelle di topo senza embrione,facendole "regredire" fino ad uno stato "embrionale". Il metodo Yamanaka sembra avere molte più possibilità di successo per la cura di gravissime malattie di quante ne abbia offerte il metodo aperto dalla clonazione di Dolly. Salutiamo dunque con attenzione, rispetto e speranza la notizia,augurandoci che venga collaudata e confermata dalla comunità scientifica.La "Coscioni" ha detto sempre con chiarezza che la ricerca a fini medici doveva e poteva essere percorsa in tutte le direzioni possibili,sia quella della clonazione sia ogni altra che offrisse valide prospettive. Secondo queste recentissime notizie, sembra che la ricerca che non utilizza la clonazione sia più fertile di risultati positivi, anche se in tempi non brevissimi. Saremo dunque pronti a seguire e secondare il nuovo indirizzo di ricerca aperto dallo scienziato giapponese, così come fummo pronti a condannare l'imbroglio messo in piedi dallo pseudoscienziato sudcoreano Hwang Woo-Suk, il quale non molto tempo fa annunciò di aver riprodotto con successo l'esperimento di Dolly sugli uomini. La truffa fu ben presto scoperta,e noi ne fummo felici. A quanto si apprende dalle ancora scarse notizie di stampa, il dott.Wilmut sarebbe affascinato dalle prospettive scientifiche aperte dal collega giapponese, ma non pentito sul piano etico dell'esperimento da lui compiuto con Dolly.Noi condividiamo questo suo atteggiamento. Il dr. Wilmut ha ragionato da scienziato.Ha valutato i due modelli scientifici che si è ora trovato dinanzi e ha correttamente scelto quello che al momento offre maggiori possibilità e garanzie.La scienza deve procedere in questo modo. Proseguendo lungo la via aperta in Giappone,si valuteranno ora successi e difficoltà utilizzando ogni protocollo adeguato.Ma non è detto che domani questa promettente via non incontri problemi irresolubili o estremamente difficili, che impongano di tentare altre strade ancora.Magari - nessuno può escluderlo - riprendendo la strada aperta con Dolly. Le resistenze frapposte alle ricerche condotte in questa direzione non tenevano conto dell'enorme importanza che comunque la clonazione di Dolly ha avuto nell'avviare una ricerca,una sperimentazione necessaria.Dolly, insomma, non è nata (e morta) invano.

Lunedì, 3 dicembre, 2007 - 15:42
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it