Domande & Risposte sul caso Welby

Chi è Piergiorgio Welby

Piergiorgio Welby è nato a Roma il 26 dicembre 1945. Malato di distrofia muscolare progressiva, è stato copresidente dell'Associazione Luca Coscioni. Appassionato di pittura ed autore di numerosi testi poetici, nel 2002 ha aperto un forum sull'eutanasia nel sito www.radicali.it ed un suo blog: http://www.calibano.ilcannocchiale.it.

Il 12 giugno del 2005, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca scientifica, i radicali lo accompagnarono al seggio per assicurare almeno il suo voto tra i centomila disabili intrasportabili obbligati ad astenersi. Grazie al suo contributo, e ad una norma ad hoc per le elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorso, molti malati intrasportabili hanno potuto votare presso il proprio domicilio.

A settembre ha scritto una lettera-appello diretto al presidente della Repubblica, a cui Giorgio Napolitano ha voluto rispondere.

> La Rizzoli ha da poco pubblicato il suo libro, "Lasciatemi morire"

Welby chiedeva l'eutanasia o la fine dell'accanimento terapeutico?

La battaglia politica di Welby è stata una battaglia per l'eutanasia, ma per risolvere il suo caso, rispettando le leggi italiane, è bastato interrompere il trattamento medico a cui era sottoposto, ovvero la respirazione forzata attraverso un ventilatore polmonare, e somministrare a Welby un sedativo per impedire che soffrisse morendo soffocato, diritto che gli era riconosciuto dalla Costituzione.

Secondo l’art. 32 della Costituzione Italiana, infatti, «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

> Ricorso d’urgenza volto ad ottenere il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale

Perché il medico ha risposto no alla richiesta di Welby?

Il medico, rispondendo alla esplicita richiesta di Welby di "distacco dal ventilatore polmonare sotto sedazione terminale", ha così risposto:

Su richiesta del paziente, rispettandone la volontà ed essendo egli lucido, dovrei staccare e sedare per evitare sofferenze. Nel momento che il paziente è sedato e quindi non è più in grado di decidere, risultando in pericolo di vita dovrei procedere immediatamente a riattaccarlo e ristabilire la respirazione. Pertanto sono obbligato per legge a rispettare la volontà, ma allo stesso tempo sono obbligato a rispettare la legge nel momento che perde conoscenza e quindi non è più in grado di decidere.

Tuttavia il Codice deontologico medico, all'articolo 34 statuisce che "Il medico deve attenersi, nel rispetto della dignità, della libertà e dell’indipendenza professionale, alla volontà di curarsi, liberamente espressa dalla persona".

Il ricorso giudiziario di Piergiorgio Welby chiedeva ai giudici di stabilire se fosse possibile per il medico adempiere alla richiesta di Welby senza incorrere nel reato di "omicidio del consenziente" (art. 579 del Codice penale, dai 6 ai 15 anni di carcere).

Welby ha pagato il fatto di aver voluto rendere pubblica la sua vicenda per farne uno strumento di lotta politica. Negli ospedali e non solo, infatti, i medici pongono spesso termine alla vita di malati in condizioni terminali anche in assenza di leggi chiare.

> Vedi i dati sull'eutanasia clandestina.

Il testamento biologico consentirebbe in futuro di risolvere casi come quelli di Welby?

Il testamento biologico è un documento contenente le volontà del paziente che non dovesse più essere nelle condizioni di poter esprimere la propria volontà (come ad esempio in caso di coma irreversibile).
Una legge in tal senso è in discussione in Parlamento, ed è fortemente caldeggiata dall'Associazione Luca Coscioni.
Tuttavia, il testamento biologico non riguarda casi come quelli di Welby, che è sempre stato perfettamente in grado di esprimere la propria volontà.

> La proposta di legge dell'Associazione Luca Coscioni

Lunedì, 4 dicembre, 2006 - 16:35
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