
Dopo Barragan, la "famiglia Crisafulli". Dichiarazione di Marco Cappato*:
Apprendiamo che la "famiglia Crisafulli" (non Salvatore Crisafulli, la persona colpita da grave malattia, ma la "famiglia") ha deciso di intervenire anche sul caso Englaro, prospettando a Beppino Englaro fantomatiche ed inesistenti cure per Eluana.
A parte il dubbio gusto di chi si permette di speculare sul dolore altrui - purtroppo e per fortuna Beppino Englaro ha già dovuto imparare sulla sua pelle ad essere più forte di "portatori di bottigliette d'acqua" e di minacciatori ed aguzzini vari - la "famiglia Crisafulli si è permessa di pontificare anche su Piergiorgio Welby, affettando falsa comprensione umana per la sua"disperazione". No, cara "famiglia Crisafulli". Il radicale Welby non era disperato. Welby ha avuto ed è stato speranza per milioni di Italiani. Speranza di rispetto umano, ma anche speranza di vivere in un Paese meno incivile.
E invece viviamo in Italia. Un Paese dove i media di regime, grazie all'eliminazione del Centro d'ascolto radicale sull'informazione Radiotelevisiva e alla cancellazione dolosa della Commissione di Vigilanza, trasmettono a reti unificate e senza alcun contraddittorio le solite violente dichiarazioni Vaticane (a proposito, è lo stesso Vaticano che ci ammonisce contro l'"ingerenza" nel processo di beatificazione di Pio XII) e propagandano con l'inganno le storie dei "malati-che-vogliono-vivere", come se qualcuno che non sia la Malasanità li volesse uccidere. In assenza della Commissione di Vigilanza, almeno l'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni dovrebbe intervenire per porre fine a questo macabro spettacolo.
*Segretario dell'Associazione Coscioni e Deputato europeo radicale
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Desidero solo farvi una