La soluzione proibizionista è parte del problema. Nasce una associazione radicale.

Droga: 2,8 miliardi spesi per aumentare il danno

di Claudia Sterzi

Per preparare questo intervento sono entrata nel sito del Ministero della Giustizia, dove un link dal titolo "Pianeta Carcere" mi ha condotto alle prime cifre che cercavo. Il 27,6 % dei detenuti sono tossicodipendenti, il 2,5% sono alcol-dipendenti, il 4,5% sono in trattamento metadonico, per un totale di 16.789 persone malate (34,6% del totale) rinchiuse in istituti di pena, e veramente di pena si tratta, in questo caso, come se essere tossicodipendenti non fosse già una pena di per sé.
Se si rilegge l'articolo 27 della Costituzione: "...Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato..." si può già concludere che tenere un tossicodipendente in carcere, nelle carceri italiane, è già di per sé contrario a qualunque senso di umanità; il tossicodipendente è un malato e con umanità deve essere curato.
Magari riammodernando il termine di tossicodipendente, distinguendo tra uso e abuso, sforzandosi di uscire da un'ottica proibitiva e punitiva, oltre la quale c'è solo la pena di morte, quell'ottica che portò nei secoli la società a dotarsi di prigioni sorvegliate e segregate; bisogna insistere sul rispetto della legge costituzionale, continuare in un processo culturale di innovazione e modernizzazione.
La giustizia italiana è una giustizia perennemente in ritardo, in tutto, nei processi, nell'organizzazione, nelle notifiche, nell'aggiornamento anche tecnologico. "Pianeta Carcere", ovvero come andare su un altro pianeta.
Il mondo carcerario è un mondo separato, che vive parallelo al mondo "normale", senza punti di contatto se non sporadici; un pianeta che ha, nell'Italia di Beccaria, nel 2008, funzioni e modalità prevalentemente punitive e deterrenti, e il più delle volte, diseducative; in molti casi, il carcere diventa un amplificatore di criminalità e violenza. Dalla sezione "Pianeta Carcere" si entra nella sezione "Minori"; qui si legge che nel 2007 sono transitati nei servizi della Giustizia minorile 997 soggetti assuntori di sostanze stupefacenti; di questi 997 minori, 775 sono assuntori di cannabinoidi. 775 minori entrati nel circuito carcerario e stigmatizzati come tossicodipendenti, se ho ben capito. E se non ho capito, vorrei però conoscere la differenza esatta che la legge fa tra tossicodipendenti e assuntori di sostanze stupefacenti.

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Giovedì, 5 giugno, 2008 - 11:56
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