Il caso Englaro

Eluana e non solo: sulla vita si vota, ma lontano dal comune sentire

di Maria Antonietta Farina Coscioni

C'è chi ha salutato con favore, considerandola un successo, la decisione della Procura generale di Milano di chiedere la sospensiva del decreto con cui la Corte di Appello autorizza il padre di Eluana Englaro a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiale. Al contrario di quanto si sono affrettati ad applaudire la decisione, io la considero un nuovo e avvilente capitolo di una vicenda che non sembra avere fine. Non ho dubbi che la richiesta di sospensiva sia legittima e trovi un eccepibile fondamento giuridico. Non è su questo terreno che mi voglio avventurare, e neppure mi interessa. Quello su cui mi preme piuttosto richiamare l'attenzione è il dramma - e anche la solitudine - in cui si viene a trovare la famiglia di Eluana Englaro: in tutti questi anni ha mantenuto un comportamento esemplare che merita rispetto. Su tutta questa vicenda in tanti intervengono -mi sia concesso- senza pudore, senza domandarsi che cosa provano i genitori di Eluana, il dolore che ogni giorno si rinnova; forse qualcuno pensa che il papà di Eluana nel condurre la battaglia che sta combattendo dal 18 gennaio del 1992, non soffra, non sia preda di mille dubbi, di mille lancinanti pensieri. Penso che occorra più misericordia. Eluana si trova in stato di coma vegetativo. Ipotizzare che sia in qualche modo cosciente, che reagisca alle sollecitazioni esterne, che addirittura un giorno si possa risvegliare è semplicemente una crudele speculazione politica. Davvero è il momento di dire basta! Tacete, abbiate quel rispetto che fino ad ora non avete avuto! Ponetevi il problema della sofferenza che ogni vostra parola infligge alla famiglia Englaro. Credo che, soprattutto, un aspetto vada salvaguardato e difeso: la volontà della persona. Eluana è vittima di decisioni che le vengono imposte, non volute. Non è accettabile alcuna discriminazione per effetto dell'attuale incapacità a pronunciarsi e del mancato rinoscimento della sua volontà precedentemente espressa. Con altri parlamentari radicali del Partito Democratico ho presentato una mozione che impegna il Governo a far sì che siano adottate iniziative normative volte al riconoscimento legale dello strumento della dichiarazione anticipata di volontà in ambito sanitario (conosciuto come testamento biologico) con la nomina di un rappresentante fiduciario in caso di incapacità, a tutela della volontà e della libertà di scelta della persona; e ad attivarsi nell'ambito delle sue competenze affinchè non siano frapposti ostacoli alla volontà di Eluana Englaro. Alla fine di luglio sono stati diffusi i risultati clamorosi di un sondaggio dell'SWG: l'81% degli interpellati è favorevole alla richiesta di interruzione di cure, quando si presentano casi come quello di Eluana. E' arrivato il momento che il Parlamento su questi temi entri in sintonia con il comune sentire della pubblica opinione. Sarebbe opportuno, inoltre, che soprattutto il servizio pubblico radiotelevisivo approntasse programmi di informazione e di approfondimento su questi temi, consentendo un confronto alla luce del sole.

Lunedì, 13 ottobre, 2008 - 12:55
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it