Eutanasia, il no del medico di Welby: “Non posso staccare il respiratore”


La Repubblica
29/11/2006
di Caterina Psolini

"Welby sta soffrendo in maniera incommensurabile sia dal punto di vista psicologico che spirituale. Ma io non posso decidete in prima persona se accettate o meno la sua richiesta di staccare il respiratore. La legge da un lato mi obbliga a farlo, dall'altro lo vieta. Mi rimetto pertanto alle decisioni delle autorità competenti”.

Una lettera sofferta, parole pesate, pensate a lungo dal medico che da tempo cura Piergiorgio Welhy e al quale il presidente dell'associazione Luca Coscioni l'altro giorno ha chiesto ufficialmente di staccargli il respiratore dopo averlo sedato, per passare dal sonno alla morte senza soffrire. Ha chiesto la sospensione di quello che considerano vero e proprio accanimento terapeutico che lo costringere a "vivere una vita che non è più tale. E io amo la vita, ma questa non lo è più”, ha detto nel messaggio inviato al capo dello Stato.

Nel giorno in cui il ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini si dichiara a favore del testamento biologico, i medici chiedono ufficialmente che il Parlamento decida al piu presto in materia di eutanasia e la Consulta bioetica annuncia che “ad un televoto fatto da una emittente nazionale sull'ammissibilità dell'eutanasia il 92 % di chi ha risposto era favorevole", la situazione di Piergiorgio Welby è ancora in stallo. Mentre lui resta inchiodato nel suo letto dalla distrofia muscolare che gli consente ormai solo di muovere gli occhi, con un tubo in gola per respirare, uno nella pancia per alimentarsi.

”Se non si fosse volutamente sacrificato, rendendo pubblica la sua richiesta distaccare il respiratore, perché si parli di accanimento terapeutico ed eutanasia, ora avrebbe già smesso di soffrire”, dice il radicale Marco Cappato dell'associazione Coscioni. "Di medici che staccano la spina lontano dai riflettori e fanno sedazione terminale ce ne sono tutti i giorni”.

Più difficile che accada pubblicamente, col rischio di venire accusati di omicidio. E proprio per questo dal mondo medico viene una richiesta ufficiale affinché il parlamento decida al più presto sull'entanasia. “E’ fondamentale avere la certezza dei comportanti perché è scorretto riversare la responsabilità delle decisioni sui medici dal momento che non hanno gli strumenti per poter decidere”, ha detto il presidente della Società italiana di medicina generale Claudio Cricelli.

A spiegare bene il problema è lo stesso medico che si è dichiarato impotente davanti alla richiesta di Welby. “Su richiesta del paziente, lucido, rispettandone la volontà dovrei staccare e sedate per evitargli sofferenze. Nel momento in cui è sedato e quindi non piu in grado di decidere, risultando in pericolo di vita dovrei immediatamente ristabilire la tespitazione. Per legge sono obbligato a rispettare la sua volontà ma allo stesso sono obbligato a rispettare la legge al momento in cui perde conoscenza e non è più in grado di decidere".

Con questa lettera formale del medico che si rimette alle autorità competenti “potremmo preparate un ricorso di urgenza alla magistratura nella speranza che possa arrivare l'ordine di sospendere l’accanimento in atto”, spiega Cappato che da giorni assieme ad altri sta facendo lo sciopero della fame affinché qualcuno risponda alle domande di Welby, “sia sulla tortura che sta subendo che sul ritardo intollerabile nella nomina del Comitato nazionale di Bioetica”. E per questi motivi è stata organizzata pet venerdi mattina una manifestazione davanti a Palazzo Chigi.

Giovedì, 30 novembre, 2006 - 13:23

commenti

FRANCIA. Nuovo caso di eutanasia, 31 enne chiede il referendum.

Da Parigi, un lancio di agenzia dell'8 aprile dopo che Chantal Sebire,  l'insegnante sfigurata dal cancro era stata trovata morta nella sua casa lo scorso 19 marzo.

Si riapre il dibattito in Francia con la richiesta di referendum sul suicidio assistito di Clara Blanc, sofferente per una malattia rara, la "sindrome di Ehlers-Danlos". La donna, una 31enne di Montpellier, ha scritto una lettera al presidente Nicolas Sarkozy e al ministro della sanita', Roselyn Bachelot.

"Non sono una suicida, non so quando e come arrivero a morire perche' non so fino a quando potro' farcela, ma chiedo di poter usare il libero arbitrio per decidere la mia fine", scrive l'ammalata, chiedendo una consultazione popolare sul tema.

Intanto, sette associazioni di professionisti della sanita' francesi hanno ribadito che "dare la morte non e' assolutamente tra i compiti del medico". In una nota pubblicata sul quotidiano 'La Croix', sostengono che si tratta di "un ruolo che non assumeranno mai" quali che siano "le scelte future della nostra societa'".

L'ennesima esibizione di quella che potrebbe definirsi " la facile coscienza" che Luca Coscioni e Piergiogio Welby hanno conosciuto fin troppo bene. 

Fonte . Adnkronos

L'eutanasia praticata alla bioetica ma non a chi ne ha bisogno.

E' sconfortante, penoso e inquietante il silenzio che si vuole stendere sulle sofferenze di Piergiorgio Welby.Sconforta il disinteresse politico,anzi la falsità di presunto interesse di politici che dissertano solo per mera abitudine a farlo.Con lo spregevole,aggravante fine di apparire "illuminati",mentre Welby e molte altre persone nelle sue condizioni chiedono con una dignità straziante proprio quel rispetto della vita di cui tanto si parla. E sì signori benpensanti che tanto invocate il rispetto della vita. Avete mai penato e poi pensato al rispetto anche per la morte? Piergiorgio Welby non riesce più a vivere col proprio corpo e chiede solamente e fin troppo civilmente che "dotte" menti riescano a pensare come unire il filo della vita.Piergiorgio Welby questo filo lo sta vedendo.E' tra la nascita e la morte.Semplicemente.

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