Soccorso Civile: eutanasia e sospensione delle cure

Piergiorgio WelbyPiergiorgio WelbyNegli ultimi anni il progresso della medicina ha reso possibile il prolungamento della vita; in alcune circostanze, però, tale prolungamento non si configura come un bene, ma dà origine a condizioni di vita inaccettabili (delineando lo scontro tra la durata della vita e la qualità della vita stessa).
Questo scenario, insieme al fenomeno dell'eutanasia clandestina (leggi qui i dati sul fenomeno e la petizione), impone con urgenza il tema all'attenzione generale. L'Associazione Luca Coscioni ha chiesto, finora inascoltata, che venisse svolta un'indagine conoscitiva per rivelare l'effettiva consistenza del fenomeno legato all'eutanasia clandestina, in modo da aprire un dibattito pubblico nel quale domandarsi se ci possa essere la possibilità, per chi lo volesse, di interrompere una condizione esistenziale caratterizzata da sofferenze intollerabili; ovvero se l'eutanasia, praticata in un contesto di regole precise, possa costituire un'espressione di libertà e di dignità dell'individuo.Relativamente a ciò,é stata inoltre presentata,a prima firma Marco Beltrandi,una proposta di legge.
Tematica strettamente affine, contrariamente a quanto talore viene affermato, è quella relativa alla sospensione delle cure cui un malato è sottoposto: sospensione che, in base all'articolo 32 della Costituzione e alla normativa sul consenso informato, costituisce un diritto inviolabile di ogni individuo.
In tale ottica, la battaglia radicale di Piergiorgio Welby, portata lo scorso anno all'attenzione generale da tutti i mezzi di informazione, incarnava la semplice applicazione del diritto di ogni malato a non essere sottoposto a terapie mediche contro la propria volontà: principio affermato, tra l'altro, dalla sentenza dello scorso mese di luglio, con la quale il Tribunale di Roma ha prosciolto Mario Riccio, il medico che praticò a Welby la sedazione terminale.
Tuttavia, casi come quelli di Giovanni Nuvoli, costretto a lasciarsi morire di fame e di sete per ottenere il riconoscimento di un diritto che la stessa Costituzione gli garantiva, dimostrano che nel nostro Paese tale diritto viene spesso disatteso, anche in relazione agli anatemi integralisti lanciati quotidianamente dalle gerarchie vaticane. Ed in nome di un eutanasia che viene presentata come la violazione dei diritti fondamentale e non come espressione della propria libera scelta.
L'Associazione Luca Coscioni si batte affinché il fenomeno dell'eutanasia clandestina venga alla luce, e il dibattito sulla legalizzazione dell'eutanasia venga calendarizzato in parlamento; ma soprattutto continua ad offrire il proprio sostegno, legale, materiale e medico, a tutti quei malati che, volendo legittimamente interrompere un trattamento sanitario al quale siano sottoposti contro la loro volontà, vengano ignorati dalle istituzioni e dalle strutture sanitarie che li assistono.

 

Lunedì, 19 novembre, 2007 - 17:38

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