Fecondazione: vescovo Casale, cattolici votino in piena libertà

Articolo 21
30/05/2005

''La Chiesa offre ai cristiani un'indicazione dottrinale e anche un'indicazione di metodo: poi il fedele si puo' regolare responsabilmente''. Lo dichiara Giuseppe Casale vescovo di Foggia in un'intervista con ''La Repubblica'' in seguito al pronunciamento della Cei, che chiede ai cattolici di astenersi dal voto al referendum sulla procreazione assistita del prossimo 12 e 13 giugno.

''La legittimita' di non partecipare al voto referendario, -spiega Casale- e' una scelta che si configura come opposizione ferma ai contenuti del referendum. Ma in questa dichiarazione non abbiamo toni ultimativi, abbiamo indicazioni offerte alla coscienza dei cattolici''. ''Non parlo di una cosienza astratta -continua il vescovo- che va per conto suo.

Mi riferisco sempre alla coscienza di un cattolico, che stando nella Chiesa ascolta il magistero e non ne prescinde mai''. E in merito alla legge 40 sostiene che '' si dovrebbe
cercare di arrivare ad una legge meno problematica dell'attuale con un tentativo serio, anzi laico nel senso piu' forte del termine, per regolamentare il problema senza un'imposizione dottrinale ne' di una parte ne' dell'altra''.

L'indicazione astensionista e' invece per Casale ''una mentalita' tattica per utilizzare l'assenza abituale degli elettori, ed una scelta nata dalla paura di misurarsi''. Si dice poi contrario al legame tra il quotidiano ''Avvenire'' e la campagna astensionista, perche' ''lega il quotidiano dei cattolici , che poi e' della Cei, a una campagna che riaccende nella societa' contrasti che avevamo cercato di superare''. ''Questa campagna giunge nelle parrocchie, -sostiene Casale- che sono state invase da tutti i volantini del comitato Scienza e Vita con l'effetto che la gente li prende, ritenendoli la linea che la gerarchia propone. Personalmente ho sempre combattuto qualsiasi intrusione di propaganda politica nelle parrocchie e nelle diocesi''.

Lunedì, 30 maggio, 2005 - 12:42

commenti

Gentile sig.ra Cristina, quan

Gentile sig.ra Cristina, quando dico che la maggioranza in Italia è orientata per il sì, mi riferisco ovviamente, come si evince dalla lettura attenta e sopratutto completa ed obiettiva dei miei interventi, alla maggioranza degli italiani che hanno espresso l'intenzione di recarsi alle urne. Per maggior completezza aggiungerò che la fonte di tali informazioni è costituita da un sondaggio comparso sul Corriere della Sera verso la metà di maggio e firmato dal Sig. Piepoli, un esperto di statistica spesso consultato, al pari del sig. Mannheimer per citare un altro nome noto ai più, per l'esecuzione di sondaggi sui più svariati argomenti; tale sondaggio riportava un 40% di italiani intenzionati a votare sì, un 10-12% orientati a votare no, un 30% animato da intenti astensionisti, il resto ancora indecisi sul da farsi. Comprenderà dalla lettura di tali dati che si profila una situazione in cui, sfruttando le pieghe della legge referendaria, si profila la concreta possibilità che una minoranza di italiani possa imporre la sua volontà alla maggioranza relativa degli italiani stessi. Riguardo alla presunta assenza di regole del periodo pre-legge, Le ricordo che il Codice Deontologico Medico aveva già provveduto a vincolare i medici a precise regole di comportamento su tutta la materia e che se, attualmente, non si che fine faranno i 30.000 embrioni circa congelati, lo si deve proprio al "congelamento legale", se mi passa il gioco di parole, cui siamo stati costretti da una legge troppo impegnata a vietare per potersi permettere il lusso di un atteggiamento propositivo. La saluto cordialmente.

Sig. Renato, nel ricordarLe c

Sig. Renato, nel ricordarLe che nella lingua italiana le parole hanno significati ben precisi, le confermo che le chiacchiere stanno a zero (come si dice a Roma). Ciò che è lecito è lecito, perché non infrange le regole come opportunamente Lei sottolinea, ciò che è sleale è sleale se non nella forma, certamente nella sostanza, in quanto Le ricordo ancora che sarebbe stato un atteggiamento suicida sfidare apertamente la maggioranza del paese con un invito a recarsi alle urne per votare no (perchè, lo ricordo, la maggioranza del paese è contro questa legge, come si evince dai sondaggi che ho visto pubblicati e perché questo è sempre il paese dove sono state condotte e vinte due grandi battaglie di libertà e civiltà in difesa delle leggi sul Divorzio e sull’Aborto, condotte e vinte invitando gli italiani a recarsi alle urne, non ad andarsene al mare). Adesso tutto si potrà dire sul conto di chi si adopera per difendere questa legge, ma non vedo gente con l’aria di candidarsi al suicidio (ed anche l’idea del martirio non credo che li attiri più di tanto…) per cui l’invito all’astensione restava l’unica strada percorribile per non incorrere in una nuova, sonora legnata. Ben diverso invece sarebbe stato chiedere di recarsi alle urne per esprimere un no aperto, anche per consentire al legislatore di comprendere se il suo operato veniva approvato da quel popolo che resta sempre, almeno in teoria, il detentore del potere e che in ogni momento ha facoltà di rendere conto, ai suoi delegati, dell’uso che hanno fatto della loro delega parlamentare. Ho citato al riguardo l’esempio dell’on. Bindi che, in veste di legislatore, oltre a difendere la legge che ha contribuito a varare, si preoccupa anche di capire se si tratta di una legge che il popolo approva o meno. Una questione di chiarezza, di onestà intellettuale se vogliamo, niente di più. Per quanto detto, e sottolineando che il mio intervento aveva il solo fine di registrare un dato di fatto incontrovertibile, ritengo che la sua risposta non abbia aggiunto niente di rilevante. P.S. Dal mio punto di vista, che Ruini tenga il Principe sul comodino non è un insulto, anzi. In un paese di furbi si tratta semplicemente di adeguarsi…

pazienza

Filippo, mi spiace che quel che ho scritto non sia per te rilevante. Probabilmente nell'esprimere la mia opinione non sono stato sufficientemente chiaro. Ti invito, tuttavia, a dare una risposta alla 'provocazione' a cui accennavo nel precedente intervento. Se puo' essere utile, e se ti interessa, per capire meglio quello che penso, puoi leggere e se vuoi commentare alcune considerazioni che trovi qui a proposito del valore che viene dato all'Embrione da chi lo considera piu' importante di un grumo di cellule. E in difesa del quale, per i motivi che leggerai, e' disposto a commettere quella che, secondo te, e' un'azione sleale. A proposito di cattiva informazione, di cui parlava Cristina_, segnalo quanto si puo' leggere, prima dei commenti degli utenti, nella pagina Referendum fecondazione assistita di questo sito: I 4 referendum rappresentano l’unica speranza per centinaia di migliaia di coppie sterili e per milioni di malati. L'unica? Cari Saluti, Renato Scotti

Egr. sig. Renato, delle due u

Egr. sig. Renato, delle due una: o il sottoscritto ha perso la sua capacità di esprimersi in un italiano corretto, elegante e comprensibile ai più, oppure Lei continua a comprendere solo quello che vuole, autorizzando il sospetto che ci sia sotto un problema di “coda di paglia

per capire meglio

Alcuni commenti e alcune domande su quello che hai scritto, spero a vantaggio di tutti: "Egr.sig. [...] una minoranza." Che il risultato possa essere paradossale, guardando i numeri, non lo nego. Quel che non mi sta bene e' lamentarsene proprio ora, con "tanta determinazione", come vedo fare da piu' parti. Se le regole non vanno bene, bisogna cambiarle o migliorarle prima del gioco. Tutto qui. "Se Lei [...] accennava)." Come tu ben dici: "data l'importanza della posta in gioco". L'espressione "tirare acqua al proprio mulino", scusa se puntualizzo, mi pare comunque fuori luogo perche' al mio personale mulino non sto tirando nulla. Forse, alcuni eminenti ricercatori, se non interi laboratori in sciopero, sono invece animati da intere$$i diversi dai miei. "Non staro' [...] zigote)." Non mi pare di aver mai detto che persona e vita umana sono sinonimi. Se non sbaglio, ho parlato di dignita' dell'Embrione, suo conseguente diritto di vivere e "fasi" che lo portano a diventare "uomo" nel senso comune del termine. Non mi e' chiaro il discorso che fai su inizio della vita e fine della vita. Uno zigote, se non sbaglio, "si muove" (nel senso che cambia, cresce) nella direzione di essere uomo (incidenti _naturali_ di percorso a parte). Un uomo con EEG piatto per almeno 20 minuti consecutivi in che direzione si muove? "Mi limito [...] ragione." Purtroppo e' vero, non sono infallibile. Ho l'abitudine di pormi delle domande e farmi degli scrupoli ogni volta che faccio una scelta. E' vero anche che quando compro un gelato non ho quasi mai remore. "Nota. [...] condivide." Da quello che leggo in queste pagine (ma non solo) su cio' che dicono gli scienziati (non solo i sostenitori del "sì"), l'uso delle staminali embrionali "potrebbe" essere una soluzione formidabile, ma servirebbe ancora molto lavoro per dare una risposta piu' concreta. Lo studio delle cellule staminali adulte, a detta di tutti, ha dato risultati significativi (non fosse altro che per l'essere studiate da molto piu' tempo) pur non essendo, ad oggi, il rimedio che tutti vorremmo. Dire allora che il meglio che il progresso medico abbia fatto _fin'ora_ e' nelle staminali embrionali non e' un po' azzardato? Cari saluti, Renato Scotti

Egr. sig. Renato, nella spera

Egr. sig. Renato, nella speranza che non mi scambi con una cozza attaccata spasmodicamente allo scoglio, e che questa discussione possa essere utile anche a qualcun altro, Le rinvio alcune puntualizzazioni. “Egr. Sig. (…) una minoranza.

non vedo cozze

Filippo, lungi da me il pensare che sei una cozza. Come te, spero anch'io che la discussione possa servire anche ad altri. 1. Sul "fine che giustifica i mezzi" Sottolineo, visto che usi la frase con generico riferimento ai giochi e alle strategie, che il fine al quale mi riferisco va oltre il generico "gioco". Non e' il fine della ricerca scientifica (quello nobile e dichiarato) che turba chi la pensa come me, ma il mezzo per raggiungere tale nobile fine. E, per di piu', quello che potrebbe essere l'uso di tale mezzo (embrione umano) in futuro, anche per raggiungere sistematicamente lo stesso nobile fine. 2. Sul "dinero" Faccio fatica a credere che tu non ci abbia mai pensato o che tu abbia liquidato questi sospetti ritenendo che si tratti di illazioni. Concordo con te che questi interessi vadano cercati in tutte le direzioni, e aggiungo che in tutte le direzioni dovrebbero essere messi in evidenza. Do il mio piccolo contributo, forse di parte, incoraggiando (non e' ironia) un tuo analogo contributo, per il bene di tutti. Segnalo dunque questo link. 3. Sull'8 per mille E' un contributo volontario che e' possibile destinare, per inciso, non solo alla chiesa cattolica. Il fatto che, legge alla mano e a conti fatti, quel miliardo di euro sia stato intascato quasi in toto dalla chiesa cattolica (a fronte di 1/3 di preferenze) non e' oggetto della nostra discussione. Non ho numeri alla mano, ma mi fido di quello che dici. Comunque, se la legge (che e' scritta in nero su bianco, e non puo' dare adito a illazioni) e' quella che e' e non piace, occorre protestare nei luoghi e nei modi opportuni per cambiarla. 4. Sullo zigote, EEG, etc. Ti ringrazio per essere stato chiaro. Pero' ho qualche perplessita'. Hai scritto: "Se noi espiantiamo un paziente dopo 20 minuti di EEG piatto, non lo facciamo perché non ha più un futuro, lo facciamo perché non ha più un presente, non è più un individuo anche se continua ad essere vita nel suo battito cardiaco, nel suo respiro, nei suoi organi, una convenzione questa ormai universalmente accettata." e ancora: "se un individuo senza attività di pensiero è considerato ormai "morto" almeno come individuo, un embrione senza una simile attività dovrà essere considerato ancora non "vivo" come individuo, anche se vita nel suo metabolismo cellulare mitocondriale [etc.]". e infine: "Questo è ciò che ci interessa, ciò che l’embrione è in atto, non ciò che potrà/potrebbe divenire, in potenza. Perché quando lo diventerà/diventasse, non potremmo più, ovviamente, utilizzarlo per i nostri scopi. Che restano scopi nobilissimi." Ok sugli scopi a cui ti riferisci. Quello che mi lascia perplesso della tua spiegazione, ma posso aver capito male, e' che non c'e' differenza, di fatto, tra - "ciò che l’embrione è in atto" e - ciò che "un individuo senza attività di pensiero, considerato ormai 'morto' almeno come individuo" è in atto, nel senso che entrambi ritieni possano essere soppressi alla luce del loro presente. Mi domando: non e' un po' eccessivo, con questi termini di paragone, disinteressarci di quello che l'embrione potrebbe diventare? Cosa potrebbe diventare "un paziente dopo 20 minuti di EEG piatto"? Non c'e' proprio nessuna differenza? 5. Su questa affermazione: "Il problema è che Lei si gusta contento il suo gelato, ma a pagarglielo sono le coppie sterili, i malati attualmente incurabili" Ti confesso che non ho capito. Quando parlavo di gelato, mi riferivo solo ed esclusivamente al gelato, evidenziando come parlando di embrioni mi faccio molti scrupoli che non mi faccio invece quando scelgo un gelato. Davvero, non ho capito. Se ritieni sia il caso, prova a ripetere con altre parole. 6. Sulla nota finale Non ho mai detto che sono tutti pirla, e non ho mai negato (se vuoi leggi i miei interventi) che le staminali embrionali potrebbero essere piu' utili delle staminali adulte. Ribadisco: il "freno" posto da chi la pensa come me non e' un freno alla ricerca in se', ma all'uso degli embrioni _umani_ come mezzo per raggiungere un determinato fine, nonche' come non-improbabile e sistematico futuro _mezzo_ per raggiungere il medesimo, nobile fine. Cari saluti, Renato Scotti

Egr. Sig. Renato, La ringrazi

Egr. Sig. Renato, La ringrazio per l’attenzione e per l’avere numerato i singoli paragrafi, così da rendere più rapido il relativo commento. Sui paragrafi n. 1 e n. 6, strettamente correlati tra di loro, non ritengo ci sia molto altro da aggiungere: una diversa visione della natura dell’embrione porta a considerazioni diverse sul suo possibile utilizzo a fini di cura e di ricerca. Il paragrafo n. 4 è correlato anch’esso ai precedenti. Date le premesse, giustificate razionalmente alla luce di evidenze strumentali e cliniche che ritengo non contestabili, le conclusioni cui si giunge sono non solo possibili, ma doverose. Se possono risultare eccessive, è una considerazione soggettiva. Riguardo al paragrafo n. 5, in effetti si è verificato un “qui pro quo

Siamo alla frutta...

...ossia, verso la fine della discussione (forse). Non so se lo hai notato, ma qui siamo rimasti desolatamente in due. --- Sul paragrafo 2. (A) Non mi proponevo di fare uno scoop... sul fronte dinero non c'e' piu' molto da inventare. Mi tengo comunque un ragionevole dubbio, motivato se non altro dalla "statistica" e dalla storia passata delle attitudini umane... Che le case farmaceutiche siano mosse da spirito umanitario, vorrei poterlo credere. Battute a parte, non sto dicendo che la ricerca si possa fare senza soldi. Tuttavia, il "mercato" dei farmaci (e non solo) e' di fatto un business sulla pelle dell'ammalato. Anche di quelli che menzioni tu. Non credo si possa negare, per quanto talvolta possa essere scomodo ammetterlo (non e' un riferimento a te). Comunque, vedremo. (B) Sul "far-west" vero o presunto ho una domanda che riguarda i 30.000 embrioni congelati ai quali pure tu hai accennato e di cui non si conosce il destino perche' la legge 40 pone certi vincoli. Mi domando: com'e' che si e' arrivati ad avere 30.000 embrioni congelati? Non sono affatto pochi. Inoltre, sento dire dagli scienziati del "sì" (l'ultima volta solo ieri) che quei 30.000 embrioni costituiscono materiale (!) _sufficiente_ per la ricerca sulle staminali: usarli in questo senso sarebbe piu' utile e dignitoso che lasciarli morire in un congelatore. Perche' allora eliminare, con l'abrogazione, il vincolo sul numero massimo di embrioni da produrre _e_ impiantare? (stando alla legge 40, produco n embrioni, impianto n embrioni [con n minore o uguale a 3] e non ne congelo alcuno) Mi spiego: l'impianto di un numero eccessivo di embrioni espone a serio rischio la salute della donna per determinate ragioni... ne produrrei allora un numero "adeguato" (certamente piu' di 3, questo limite lo si vuole eliminare) e ne impianterei meno di quelli prodotti (e mi pare di capire non piu' di 3),scelti fra i piu' promettenti dopo eventuale selezione pre-impianto. Gli altri? Li congelerei (dopo l'abrogazione potrei farlo) per usarli senza ulteriori stimolazioni ovariche in caso di insuccesso dell'impianto. Ma se l'impianto andasse bene, se non al primo magari al secondo tentativo? Che ne farei degli altri? Per quanto tempo potrei tenerli in vita nel congelatore? E a che scopo? Risposta: per la ricerca. Uhm... A questo si aggiunge un altro interrogativo sull'analisi pre-impianto. Se i genitori sono portatori di malattie genetiche, quanti embrioni si devono produrre per riuscire ad ottenere, probabilita' alla mano, degli embrioni sani? E quale sarebbe il destino degli altri embrioni? Il confine fra tutto cio' e la produzione di embrioni per soli scopi di ricerca (che sarebbe comunque formalmente vietata) mi pare davvero molto labile. Sono perplesso... A me pare che, di fatto, si continuerebbe a produrre embrioni sovranumerari, dei quali pero' si dice e non si dice. Mi sembra infatti che, relativamente al quesito numero 1 del referendum, non sia stata fatta sufficiente chiarezza nel distinguere tra i famosi 30.000 embrioni attualmente congelati e inutilizzati e quelli che, comunque, continuerebbero ad essere prodotti/congelati/usati. --- Sul paragrafo 4. (C) Non ho messo in discussione le evidenze strumentali che hai scritto. La tua mi sembra una non-risposta, ma rileggendomi mi accorgo che la domanda era forse un po' mal posta. Considerazioni analoghe le hai fatte anche altrove (confesso che mi sto un po' perdendo fra i meandri e gli intrecci delle varie discussioni) e ti avevo posto un'analoga domanda, spero in modo piu' charo, qui. Cari saluti, Renato Scotti

Risposta a Filippo

Volevo rispondere a Filippo dicendo che se è così sicuro che quelli che andranno a votare sì siano la maggioranza del paese non dovrebbe preoccuparsi degli astensionisti,infatti in quel caso vorrebbe dire che la maggioranza del paese (50% più uno) ha raggiunto il quorum e ha vinto il sì.Ma come stanno le cose lo si scoprirà solo alla fine. Inoltre volevo dirle che esistono persone che decidono di astenersi perchè ritengono che un referendum non sia il giusto metodo per decidere di argomenti di così grande importanza.Specialmente perchè i quattro quesiti richiedono una conoscenza scientifica dell'argomento non indifferente e perchè è facile attraverso una cattiva informazione estrapolare un sì piuttosto che un no.Inoltre se vincono i sì vengono abrogati i punti cardine della prima legge esistente in materia e si torna alla stessa situazione del passato, dove non c'era nulla che regolamentasse queste pratiche con conseguenze ancora ben evidenti oggi(vedi i migliaia di embrioni criocogelati che attendono di sapere che fine faranno).

Gentile sig. ra Cristina, Le

Gentile sig. ra Cristina, Le segnalo solo, perchè non si senta ignorata, che Le ho risposto e che la mia risposta è finita in coda alla ridda di repliche e controrepliche intercorsa tra me e il sig. Renato. Grazie per l'attenzione.

Poche chiacchiere: l'astensio

Poche chiacchiere: l'astensione è una posizione lecita? Certamente sì. E' una posizione leale? Certamente no. L'invito all'astensione nasce dalla consapevolezza infatti, in chi invita a non recarsi alle urne, di essere minoranza nel paese e di potere imporre la sua volontà solo sommando i numeri di chi è disposto a difendere la Legge 40 con i numeri di chi, comunque, non si reca mai alle urne. Altrimenti sarebbe stato semplicemente auspicato il ricorso al no, il che avrebbe rappresentato una linea di condotta leale, lineare, inattaccabile, tale da consentire di capire effettivamente chi è pro e chi è contro e di dare al legislatore la misura dell'accettazione popolare di questa legge, e quindi dell'accettazione popolare dell'operato del Parlamento, poichè, è bene ricordarlo, il popolo è sovrano nel nostro ordinamento (ed è, ad esempio, la posizione dell'on. Rosy Bindi, che voterà 4 no proprio per capire, senza fraintendimenti, chi è pro e chi è contro). Ma nell'attuale situazione, e dai numeri che si evincono dai sondaggi, scegliere il no avrebbe significato adottare una linea di condotta semplicemente suicida. Tutto qui. P.S.: credo che Ruini tenga sul comodino, oltre forse al Vangelo, sicuramente una copia del Principe di Machiavelli. Buon per lui e peccato per chi, in maggioranza nel paese, rischia di vedersi imporre il volere di una minoranza.

Filippo, la non lealta' impl

Filippo, la non lealta' implica il non rispetto di regole stabilite e condivise a priori. Se l'astensione e' prevista, allora non vedo quale regola venga infranta con l'astensione. Torno comunque a chiedermi perche' il tutto faccia tanto scalpore solo ora... A parte questo, torno a porre un interrogativo/provocazione, emerso durante la discussione fatta qui, sorto perche' qualcuno considerava/considera indecente il fatto che chi sostiene il diritto alla vita dell'embrione-persona conti, per vincere, sul contributo degli indifferenti (chiedo scusa per l'auto-citazione). Non mi va di auto-citarmi, se sei interessato lo puoi leggere qui. Cari saluti, Renato Scotti p.s. ho sempre considerato le "chiacchiere" - specie se suffragate da motivazioni, cosi' che diventano "confronto" - utili per meglio comprendere le posizioni degli altri e mettere in discussione le proprie.

la legge

copio e incollo un testo legislativo che ho trovato in rete. Dopo gli opportuni accertamenti, sarebbe bello formare un comitato di cittadini che proceda giuridicamente contro coloro, nella chiesa, che si sono permessi di invitare all'astensione con il tutto il peso del loro potere ricattatorio. LEGGE ELETTORALE - Art. 98 [ T.U. delle leggi elettorali; Titolo VII ] «Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera - a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati - od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati - o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.» in combinato disposto con: ART. 51. della legge 352/1970 sui referendum « Le disposizioni penali, contenute nel titolo VII del Testo Unico delle Leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge. Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto Testo Unico, si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della presente legge. »

la legge - link

Tutto vero. Segnalo i relativi link (alcuni fra i tanti) solo per completezza e per chi volesse leggere i testi integrali di quanto segnalato: [1] D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche Testo unico per le elezioni della Camera dei deputati http://www.camera.it/index.asp?content=%2Fcost%5Freg%5Ffunz%2F667%2F668%2Fcopertina%2Easp%3F (vedere in particolare il Titolo VII, art. 98) [2] Legge 25 maggio 1970, n. 352 Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo http://www.filodiritto.com/diritto/pubblico/costituzionale/leggeelettorale4.htm (vedere in particolare il Titolo V, art. 51) Premesso che non sono un avvocato, esprimo alcune considerazioni. 1. il testo [1] fa riferimento al "ministro di qualsiasi culto" (quindi non solo cattolico) e a chiunque e' "investito di un pubblico potere o funzione civile o miltare". In combinato disposto con [2], continua facendo poi riferimento alle persone suddette nel momento in cui "abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse" si adoperano a costringere/vincolare/indurre gli elettori non solo all'astensione, ma anche ad una determinata scelta di voto. Si legge infatti che (art. 51 della [2]) "Le sanzioni previste [...], si applicano anche quando i fatti [...] riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o VOTI o ASTENSIONI DI VOTO relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della presente legge". 2. sarebbe opportuno, secondo me, chiarire senza ambiguita' la portata del termine "abuso", nell'ottica di stabilire se e quando diventano "abuso" la liberta' di espressione e la propaganda. Questo perche' proprio in tal senso, proprio oggi e da piu' parti, mi sento indotto ad una particolare scelta di voto da chi ("abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse"?) mi induce a votare per il "sì" ostentando e favorendo, tra l'altro, un certo storico pregiudizio verso l'"avversario", il quale invece mi induce ("abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse"?) a scegliere l'astensione. Se Ruini o chi altri, esponendo la posizione ufficiale che la chiesa cattolica assume trattandosi anche di una questione etica, mi induce a credere che i cattolici "devono scegliere l'astensione", e' altrettanto vero che il "devono" e' tutt'ora usato da tutti i sostenitori del referendum (compresi quei promotori "investiti di un pubblico potere o funzione civile") che esponendo le loro motivazioni, talvolta anche ufficializzando col "sì" posizioni di partito, mi inducono a credere che i cittadini "devono andare a votare, e devono votare sì". 3. se e' triste, come alcuni dicono, sentirsi indotti all'astensione durante l'omelia della domenica - perche' ti viene detto che se vai a votare sei un cattolico falso, relativista, eccetera - sia chiaro che non e' meno triste sentirsi indotti a votare "sì" per via dell'accusa, insinuata piu' o meno subdolamente, che come astensionista 'attivo' non hai rispetto per la vita di chi e' ammalato, per la sua sofferenza e per i suoi diritti. Non e' affatto cosi'. Tra parentesi: lo sapete che sento un sacco di gente lamentarsi perche', invece, molti preti tacciono? 4. domanda: perche' si tirano in ballo i testi [1][2] soltanto oggi e non si e' invece pensato di applicarli contro quei soggetti politici (anch'essi contemplati dal testo [1], art. 98) che gia' nel passato avevano indotto i cittadini a credere che l'astensione fosse la scelta giusta da fare? 5. curiosita': un noto personaggio politico, promotore in passato dell'astensione attiva e stranamente irritato dagli astensionisti attivi di oggi, ha dichiarato che non andare a votare e' un equivoco. Se sei d'accordo barra "sì", se sei contrario barra "no", se non sai come esprimerti meglio faresti a recarti comunque alle urne e a votare scheda bianca. http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=Politica&loid=1.0.41034785 http://www.lucacoscioni.it/node/2314 Ora, votare scheda bianca significa dare comunque una mano ai promotori del "sì" permettendo il raggiungimento del quorum. Aiutatemi allora a capire: - gli astensionisti 'attivi' che perseguono il loro obiettivo "usando" anche il non-voto di chi non sa che dire, o di chi se ne frega, agiscono in modo scorretto; - i sostenitori del 'sì' che perseguono il loro obiettivo "usando" anche il non-voto di chi non sa che dire, o di chi se ne frega, agiscono correttamente. C'e' qualcosa che non mi torna... Francamente, questo terreno mi sembra pretestuoso e scivoloso. Cogliere l'ennesima occasione per trasformare questi referendum in una (falsa) partita "chiesa cattolica" contro "resto del mondo", mi pare sia stato controproducente. La chiesa, cattolica e non solo essa, e' libera a mio parere di pronunciarsi e di assumere posizioni ufficiali su questioni di carattere etico e morale, indicando a suo parere come nel sociale tali obiettivi etici e morali possono essere raggiunti. Sarei profondamente indignato da una chiesa socialmente "dormiente", qualunque essa sia, che preferisce non pronunciarsi su tali questioni, la considererei comodamente adagiata in atteggiamento di "astensione non attiva". Che poi io sia libero di riconoscermi e condividere la posizione ufficiale o meno, questo e' un altro discorso. Fin'ora, francamente, nessun prete mi ha mai puntato una pistola alla testa. Il mio non-voto e' motivato da ragioni prima di tutto "laiche", condivisibili - eventualmente - anche da chi cattolico non e'. Il fatto poi che come cattolico io ritenga di avere dei motivi in piu' per orientarmi in un certo modo, non significa che tali motivazioni siano illegittime e che di fronte ad esse io debba spegnere la mia coscienza e il mio cervello. Cari saluti, Renato Scotti

Oggi il benedetto ...ha dett

Oggi il benedetto ...ha detto che la scienza deve essere indirizzata secondo la fede.Questa si che e' un abbominia,il loro progetto e' chiaro.Prepariamoci alla sharia.

sharia?

ma va a farti benedire!

Aggiungo gaudium magnum

Aggiungo che l'Arcivescovo Archimandrita di Reggio Calabria, Mons. Vittorio Mondello, la mia Reggio prima terra toccata dalla predicazione di Paolo, prima diocesi del mondo, dichiara la libertà di coscienza. Lo stesso fa il Vescovo Mons. Bregantini, pastore della diocesi Locri-Gerace. Luoghi antichissimi, e pieni di valore, storia profondità, spiritualità. Non mi stupirei se andando a votare i miei belli quattro sì, trovassi al seggio anche il mio Arcivescovo. Questa è la Chiesa che rispetto. Una domanda agli integralisti, come mai l'adunata di Ruini di oggi, alla presenza del pastore tedesco, vedeva molti seggi vuoti? Come mai abbiamo potuto vederli solo su la7? glissando la rai e non facendo vedere nulla? Come mai molti Arcivescovi al Ruini picchiatello lo ignorano completamente, ed ai suoi diktat da poverello si pisciano dal ridere? Ed ai suoi raduni non ci vanno nemmeno? e se ne strafottono? Mentre Ruini delirava a Roma il mio Arcivescovo era qui in Città. Purtroppo non ha potuto ricevermi, sarei andato a ringraziarlo personalmente. Meditate......Meditate

Mi inchino di fronte ai toni

Mi inchino di fronte ai toni sempre rispettosi, pacati e civili di chi non condivide la propaganda (legittima) del non voto. Mi inchino di fronte a questo alto esempio laico di difesa della liberta' di opinione e di espressione. Mi inchino, ancora una volta, di fronte all'obiettivita' di chi si scadalizza per le ingerenze di Ruini, ma non per le igerenze di chi, come uomo di fede, invita a votare "si'" (non mi riferisco solo al mondo cattolico). Mi inchino divertito, ma non stupìto: da tempo immemore, chi grottescamente si dimena scandalizzato per le ingerenze della chiesa cattolica accoglie di buon grado ogni altra forma di ingerenza che sia pero' allineata al suo pensiero. Evviva la civile parzialita', evviva il rispetto da elargire solo a chi la pensa come te. Quello di Ruini e' un "invito" (che, tra l'altro, non e' solo di Ruini), non un "obbligo". Mi pare che, nel 2005, non sia ancora ben chiara la differenza tra la parola "invito" e la parola "obbligo". Coi rimborsi delle spese elettorali - quorum permettendo, grazie anche ai "no" - chissa' se avremo finalmente vocabolari aggioronati per tutti. Eh si, meditate.... meditate Cari saluti, Renato Scotti

La legge che hanno fatto e' u

La legge che hanno fatto e' un invito o un obbligo?

Ogni legge dello Stato, a men

Ogni legge dello Stato, a meno di sostenere l'anarchia, va rispettata per definizione. Se non fose un obbligo, non si chiamerebbe legge. Puo' non essere condivisa, e in conseguenza di cio' si possono fare tante cose, alcune lecite, altre no. Il punto della discussione, mi pare, era un altro. Per i sostenitori del quorum, andare a votare e' un invito o un obbligo? Se e' un obbligo, allora bisogna prima riscrivere quello che la costituzione dice sul referendum abrogativo. E cambiare, prima, le regole. Cari saluti, Renato Scotti
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