Gli agricoltori scomettano sugli OGM

Int. a Prof. Campagnolo

Demonizzare le innovazioni biotecnologiche non aiuterà il settore agricolo italiano a raccogliere la sfida dell’economia mondiale

Prof.Campagnolo, quali sono gli obiettivi di Futuragra ed i suoi progetti per l'immediato futuro? Futuragra è nata due anni e mezzo fa come associazione di carattere culturale che intende promuovere il discorso della sperimentazione e l'utilizzazione delle biotecnologie a livello generale e degli Ogm in particolare. Questa associazione di carattere trasversale è nata da un'esigenza lampante: nel nostro paese tutte le organizzazioni professionali a livello nazionale, eccetto una, sono contrarie al discorso delle innovazioni biotecnologiche, del miglioramento genetico, delle modificazioni genetiche per quanto riguarda le produzioni, le grandi commodities ma anche negli altri grandi settori ortofrutticolo e viticolo. Qual'è l'unica associazione favorevole, a parte la vostra? Abbiamo avuto delle sponde di carattere positivo con la Confagricoltura. Coldiretti è nettamente contraria e la stessa Confederazione Italiana Agricoltori, in passato disponibile a portare avanti queste iniziative, ora si trova sulle stesse posizioni della Coldiretti. Io sono stato espulso dalla Coldiretti perché - mi dissero - avrei agito in contrasto con gli interessi generali dell'organizzazione. La vicenda dell'espulsione mi sembra quantomeno emblematica, soprattutto in un momento in cui il mercato agricolo italiano subisce un terribile svantaggio in termini di costi per il fatto di essersi escluso dalla produzione di Ogm.Questo mentre continuiamo a consumare carni e derivati provenienti da animali alimentati per il 60% - ci diceva il prof. Roberto De Fez - con soia o alimenti Ogm.Nonostante tale penalizzazione della produzione agricola in Italia,la Coldiretti decide di espellere un suo tesserato per queste ragioni? Non un semplice tesserato, tra l'altro. Sono stato Presidente Provinciale, Vice Presidente Regionale per quindici anni, quindi ho un'esperienza in questo campo. Continuo comunque ad impegnarmi su queste tematiche per tre motivi principali. Primo, il discorso di carattere ambientale. Soprattutto per quanto riguarda il mais e la soia, l'utilizzo di certi Ogm può ridurre al minimo l'impatto dei pesticidi. Sinceramente non so per quale motivo gli ambientalisti non accettino questo fatto: potremmo fare a meno di riversare migliaia e migliaia di tonnellate di insetticidi sui nostri terreni. Secondo punto: il discorso di carattere alimentare. Abbiamo grossi problemi legati all'alimentazione umana e all'alimentazione degli animali; parlo della situazione di inquinamento di afflatossine e quindi di microtossine, di fomonosine che sono estremamente cancerogene sia per gli effetti sugli animali, sia per gli effetti che hanno sull'uomo. Usando ad esempio il mais BK, si elimina quasi totalmente questa situazione: quindi il problema è anche di qualità alimentare. Anche perché i controlli delle produzioni Ogm sono molto più severi di quelli applicati all'agricoltura biologica o convenzionale. L'Espresso della settimana scorsa ha dedicato la copertina a questo argomento... Certamente. Il terzo punto è quello che ha accennato lei prima, al quale ha fatto riferimento anche il prof. De Fez: il discorso dei costi e delle valutazioni. Le relazioni delle sperimentazioni a livello mondiale ma anche a livello nazionale, il prof Monastra le ha fatte ma non le ha pubblicate. E vorrei capire per quale motivo non le ha pubblicate in maniera del tutto precise certe cose. Monastra,lo ricordiamo ai nostri lettori, è a capo della Commissione istituita dai vari ministeri che si sono succeduti - prima Pecoraro Scanio,poi Alemanno poi di nuovo Pecoraro Scanio - per studiare la questione. L'unica commissione autorizzata a studiare quest'argomento e che, come ha denunciato Gilberto Corbellini su Agenda Coscioni dello scorso mese,in realtà poi non ha pubblicato i risultati della ricerca. Attraverso i prodotti Ogm si può ottenere un aumento della produzione, una riduzione dei costi di produzione. Ho fatto delle proiezioni per la mia a z i e n d a agricola: ci potrebbe essere un differenziale compreso tra i 500 ed i 600 di reddito in più. Non è poco, con i tempi che corrono per il settore cerealistico e via dicendo. Come agricoltori potremmo fare a meno degli aiuti europei se ci dessero la possibilità di poter implementare le nuove applicazioni della biotecnologia, ricordando sempre il discorso alimentare e quello ambientale fatti prima. A proposito di Europa:una delle iniziative prese da Futuragra è stata quella, nel marzo di quest'anno, di presentare una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia in materia di Ogm.Come procede tale iniziativa? L'anno scorso, nel mese di settembre, abbiamo presentato al Governo nazionale, cioè al Ministero dell'Agricoltura, oltre 200 richieste di agricoltori, per la semina di mais geneticamente modificato o migliorato, di un tipo autorizzato dalla Comunità europea. Ci hanno risposto picche e per questo abbiamo inoltrato immediatamente un'istanza di infrazione nei confronti dell'Italia che pone dei veti nascondendosi dietro il ping-pong istituzionale tra Stato e Regioni. La richiesta è stata accolta, aspettiamo ancora gli esiti. Nel frattempo abbiamo presentato anche un ricorso al Tar del Lazio. Vedremo cosa accadrà: da parte nostra certamente insisteremo su questi aspetti con il Governo, anche a breve. E' opportuno che venga dato il via libera in Italia a queste produzioni, come sta accadendo in Portogallo, in Spagna, in Francia, in Germania, nella Repubblica Ceca in altre nazioni europee. In una trasmissione di approfondimento curata da Gianni Riotta, il direttore del Tg1, sulla questione Ogm si sono confrontati un noto ricercatore come il prof. Sala, a favore degli OGM, contrapposto a Mario Capanna, alla testa dell'associazione "Consiglio dei diritti genetici" che si occupa di portare avanti la battaglia contro gli Ogm. Mi ha colpito l'analogia con quello che succede - e che conosco meglio perché è il mio campo - a proposito della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Ognuno pretende di avere una lettura corretta dei dati scientifici, ma in realtà si assiste da una parte ad uno schieramento di una stragrande maggioranza del mondo scientifico e dall'altra parte,invece,a sparute personalità del mondo scientifico. Il criterio vincente dovrebbe essere quello del metodo scientifico,secondo cui le ipotesi sono sottoposte al vaglio della ricerca,che non può essere strumentalizzata dall'ideologia.Ma l'aspetto paradossale è che nel nostro paese la stessa ricerca in questo campo è vietata! Conosco Sala da tempo, come ricercatore. E conosco bene anche Capanna perché, prima di dedicarmi all'agricoltura con i miei figli, ho fatto politica come Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e poi per i ricordi che risalgono al '68. Insomma lo conosco come politico. Il dibattito è sempre prezioso, ma ritengo sia fuori luogo mettere vicino un ricercatore tipo Sala e uno pseudo-politico come Capanna, che in questo momento intende soltanto guadagnare visibilità per la sua persona, forse a fini politici. Esattamente quanto accaduto nel corso del dibattito sulla Legge 40. La discussione si può affrontare su molteplici piani,ma questi non vanno confusi. Sopratutto se i ricercatori come Sala, De Fez, ma anche ricercatori americani, sudamericani, sudafricani e via dicendo, ci danno risposte ben precise sulla sicurezza alimentare degli Ogm. Poi mi viene un altro dubbio: dove trovano tutti questi soldi per portare avanti iniziative così bugiardesche e demagogiche a livello nazionale, pur sapendo che a livello mondiale le cose stanno andando avanti in tutt'altra maniera? C'è un disegno ben preciso di chi finanzia queste iniziative. Un disegno, lo ripeto, che rischia di lasciarci fermi al Medio Evo dell'agricoltura. Invece occorrerebbe andare avanti nella sperimentazione e nella ricerca, ma allo stesso tempo aprire i laboratori ed i campi ai cittadini-consumatori, per spiegare e far comprendere piuttosto che per terrorizzare.

Venerdì, 12 ottobre, 2007 - 12:39
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