I campioni della vita in Lombardia

di Valerio Federico e Caterina Tavani

Le iniziative della Regione Lombardia, da anni, hanno contribuito ad un aumento degli ostacoli posti alla donna che compie la scelta dell'Interruzione Volontaria di Gravidanza. I dati non premiano i ‘campioni della Vita formigoniani': in Lombardia fino al 2000 le IVG per 1000 donne in età feconda erano inferiori alla media nazionale, ma si è poi verificata una inversione di tendenza. Il numero dei consultori è, invece, decisamente inferiore alla media del Paese. Il 70% dei ginecologi negli ospedali della regione è obiettore, raggiungendo addirittura il 100% in 12 strutture e dunque i tempi di attesa della donna risultano ben più lunghi rispetto ai 7 giorni previsti dalla legge, aumentando i rischi per la sua salute. L'informazione sessuale e il supporto alle donne sono sempre più delegati a consultori privati finanziati e ai Centri di Aiuto alla Vita, a scapito di un'azione laica volta ad una procreazione responsabile.

I consultori privati accreditati e i consultori pubblici vengono finanziati, appellandosi ad una presunta equiparazione tra pubblico e privato, quasi garantissero lo stesso servizio. In realtà accade che i consultori privati accreditati, finanziati dunque dal denaro dei cittadini, quasi tutti di area cattolico-massimalista- ciellina, non garantiscono parte dei servizi: infatti con una legge regionale del 2000 "in deroga a quanto stabilito dalle norme, i consultori familiari privati possono escludere dalle prestazioni rese quelle previste per l'interruzione volontaria di gravidanza (...)". Insomma, una competizione truccata tra chi garantisce tutti i servizi previsti dalla legge e chi, finanziato dagli amici, fa quello che vuole. Le recentissime decisioni della Regione, se prevedono uno stanziamento consistente per gli operatori dei consultori pubblici - che non può che essere valutato positivamente - non si allontanano da un'impostazione invasiva ed invadente nella sfera decisionale della donna, promuovendo l'accoglienza negli ospedali delle Associazioni dei Genitori, tra le quali quelle dei portatori di handicap, nelle strutture dove sono presenti i Centri di Diagnosi Prenatale.

Come dire, "ci pensiamo noi a spiegarti quanto è grave e sbagliato rinunciare a una gravidanza con un feto malformato"! In risposta alle politiche di promozione dei sensi di colpa della Regione Lombardia, e non solo (il Veneto un paio di anni fa ha tentato di rendere obbligatoria le presenze dei Centri Aiuto alla Vita nei reparti di ostetricia e ginecologia) si rende sempre più necessaria una vera politica di prevenzione delle gravidanze indesiderate e questo non può che venire partendo dalle Scuole. Alle scuole medie inferiori e superiori vengano date indicazioni vincolanti perchè sia inserita nei programmi di insegnamento l'informazione sessuale, con particolare riferimento a tutti i metodi contraccettivi, intervenendo così sull'ennesima anomalia del nostro Paese. In quasi tutti i Paesi europei, infatti, l'informazione sessuale è obbligatoria per gli studenti.

* Consigliere generale Associazione Coscioni ** cellula Coscioni di Milano @pprofondisci Scarica il volantino www.lucacoscioni.it/files/volantinosex. pdf

Martedì, 5 Febbraio, 2008 - 18:11
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