I mercanti esentasse nel tempio

L’iniziativa radicale contro i privilegi sull’ICI

La notizia La notizia rimbalza sui maggiori quotidiani lo scorso 29 agosto. Vantaggi fiscali delle chiese italiane: "la Commissione europea si prepara a chiedere al governo Prodi ‘informazioni supplementari'. E a valutare l'ipotesi di aprire un'inchiesta per aiuti di Stato illegali. Lo annuncia [...] a Bruxelles il portavoce della Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes. E a Roma si aggiunge un nuovo atto a una polemica che era già in scena. Nel mirino dell'antitrust c'è l'esenzione dall'Ici (e forse anche le riduzioni di imposta del 50%) per le attività commerciali svolte da confessioni religiose e onlus".

La prima denuncia radicale Ma l'iniziativa radicale all'origine di tutto ciò risale a 17 mesi fa. Il 5 aprile 2006 infatti, in una conferenza stampa presso la Camera dei deputati, convocata sul tema "Esenzione dell'ICI alle attività commerciali della chiesa cattolica: un aiuto di stato illegale, una violazione della direttiva europea sulla concorrenza", Emma Bonino, Enrico Boselli e Maurizio Turco, della Rosa nel Pugno, presentavano l'iniziativa di diversi professionisti - assistiti dall'Avvocato Alessandro Nucara e dal fiscalista Carlo Pontesilli - volta ad adire la Commissione europea per denunciare lo Stato italiano.

Il decreto Bersani Il 4 luglio 2006, anche in ragione della richiesta di informazioni che la Repubblica italiana aveva ricevuto dalla Direzione generale Concorrenza della Commissione europea, veniva emanato il decreto detto Bersani, convertito con la legge 4 agosto 2006 n. 248 in cui veniva cancellata l'esenzione dal pagamento dell'ICI per gli immobili appartenenti alle confessioni religiose e alle onlus, in cui vengono svolte attività "esclusivamente commerciali". Secondo certe interpretazioni basterebbe dunque una struttura minima destinata ad attività religiose per far scattare l'esenzione.

Una soluzione insufficiente Nel settembre 2006il Ministero dell'economia e delle finanze rispondeva alle richieste della Commissione europea, sostenendo la che la suddetta legge fosse valida a risolvere tutti i dubbi interpretativi a riguardo. Poi però il 2 ottobre 2006, sulla base della considerazione "che la disposizione sopra citata ("si intende applicabile alle attività ... che non abbiano esclusivamente natura commerciale") ha dato luogo a difficoltà interpretative ed applicative", lo stesso Ministero istituisce con decreto una commissione di studio "con il compito di approfondire le problematiche afferenti l'applicazione dell'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili agli enti ecclesiastici ed alle organizzazioni non profit, anche attraverso la predisposizione di specifici interventi di carattere normativo". La Commissione non ha limiti di tempo per concludere i propri lavori.

Luxuria salva le chiese dall'ICI Nel novembre 2006Maurizio Turco presenta un emendamento alla finanziaria per far pagare l'Ici anche sugli immobili della Chiesa di tipo commerciale "con carattere accessorio". L'emendamento è respinto con 435 voti contrari e 29 a favore. Per mantenere certi privilegi si schiera pure buona parte della sinistra comunista. Vladimir Luxuria dichiara al riguardo: "Non ho certo in mente la distruzione della chiesa cattolica, anzi. Sarebbe discriminante. Dunque non trovo nulla di male nel votare a favore di emendamenti positivi per la Chiesa". L'esponente di Rifondazione Comunista non tentenna: ha votato contro quelle poche righe che la Rosa nel Pugno voleva inserire nella finanziaria. "E sono proprio le attività accessorie che hanno preoccupato me, ma anche tutto il mio partito, Rifondazione, e anche i Verdi e i Comunisti italiani", spiega Luxuria, "Prendiamo la basilica di Sant'Antonio da Padova: non ha senso pensare che quelli che vendano i santini debbano pagare le tasse lì dentro". Ma l'emendamento presentato dalla Rosa del Pugno non se la prendeva soltanto con i santini. Le righe vergate dall'onorevole Turco, infatti, parlavano di qualsiasi esercizio con "carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionale dei soggetti e non sia rivolto a fini di lucro". La preoccupazione di Luxuria, e di buona parte della sinistra comunista, è che l'emendamento avrebbe colpito la "roba cattolica", tanto quanto alcune attività "laiche". L'emendamento di Maurizio Turco, che avrebbe voluto abolire e sostituire quindi il decreto Bersani sugli immobili, è dunque bocciato. Oltre ai 435 contrari ci sono stati 31 astenuti, praticamente l'intero gruppo dell'Italia dei Valori, oltre a Francesco Cossiga. Soltanto 29 i voti a favore. Tra questi anche due deputati di Alleanza Nazionale (Ascierto e Cirielli), oltre che i repubblicani La Malfa e Nucara e Franco Grillini, deputato di Sinistra Democratica.

La battaglia parlamentare radicale 9 maggio 2007. Maurizio Turco chiede, attraverso una interrogazione a risposta immediata, quali iniziative si stiano prendendo per evitare una procedura di infrazione da parte della Commissione europea in relazione alle norme che prevedono a favore degli enti religiosi e delle Onlus l'esenzione dal pagamento dell'ICI sugli immobili utilizzati anche a fini commerciali. Vannino Chiti, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, spiega che "al fine di valutare la compatibilità della normativa vigente con le regole europee, è stata già istituita, il 2 ottobre scorso, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, una commissione di studio con il compito di approfondire le problematiche che riguardano l'applicazione dell'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili ove si svolgono attività di religione o di culto e quant'altro. [...] il Consiglio dei ministri, sulla base del lavoro svolto da tale organismo, valuterà se vi sono gli elementi per fornire alla Commissione europea ulteriori chiarimenti ed informazioni necessarie ad evitare l'apertura di una procedura di infrazione, o se invece sarà necessario provvedere ad apportare eventuali modifiche". La risposta del deputato radicale: "Signor ministro, sono sconcertato. Quel che lei ci ha detto è tutto vero, tranne per un particolare: nel mese di settembre, il Ministero dell'economia e delle finanze ha risposto alla Commissione europea spiegando che il "decreto Bersani" - leggo testualmente - è valido a risolvere tutti i dubbi interpretativi sul problema in oggetto. Ciò non è vero, perché, come lei, signor Ministro, ci ha ricordato, il 2 ottobre - esattamente 15 giorni dopo - veniva istituita la suddetta commissione, dal momento che il cosiddetto decreto Bersani aveva dato luogo a difficoltà interpretative ed applicative". 31 maggio 2007. Maurizio Turco reitera la sua richiesta attraverso due interrogazioni a risposta scritta. La prima è la numero 4/03822, la seconda è la numero 4/03824, in cui si accenna pure alla "normativa italiana a favore di alcuni Enti che beneficiano di una riduzione di imposte nella misura del 50 per cento, che detti Enti svolgono attività nel campo dell'istruzione, della sanità eccetera e che detti benefici alterano la concorrenza sul mercato nazionale". (M.V.L.P) @pprofondisci Tutti i documenti in versione integrale sono disponibili su www.radioradicale.it/sgravi-fiscali-allachiesa- e-radicali-iniziative-prese-efronti- aperti

Giovedì, 11 ottobre, 2007 - 15:36
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it