I primi cento giorni alla camera dei deputati

di Donatella Poretti

Uno tra gli ultimi provvedimenti del Governo  Berlusconi è stata la pubblicazione  dell'ordinanza in materia di donazione e  conservazione del cordone ombelicale, che  ribadisce il divieto di apertura in Italia di  banche private per la conservazione delle  staminali cordonali per uso autologo. Sarà  bene ricordare che quello del cordone  ombelicale è un sangue ricco di cellule  staminali utili per combattere malattie del  sangue stesso, con capacità di  rigenerazione tissutale nel caso di leucemia,  anemia o talassemia. Mentre il Senato ha  incardinato il dibattito per legiferare  sull'argomento, abbiamo sollecitato il Ministro  della Salute Livia Turco a prendere un  provvedimento a spesa zero annullando  questa ordinanza e preparando  l'applicazione della direttiva UE che permette  proprio l'apertura di queste banche private.  Abbiamo anche presentato un'interrogazione  parlamentare per chiedere al Ministro: "quali  sono i tempi previsti dal Governo per  l'emanazione del decreto per l'istituzione di  una rete nazionale di banche per la  conservazione di cordoni ombelicali ai fini di  trapianto ai sensi dell'art. 10, comma 3, della  Legge 219/2005; sulla base di quali  requisiti, nel rispetto delle normative nazionali  e comunitarie in materia, verranno individuate  le strutture private idonee ad essere  accreditate per la conservazione di cordoni  ombelicali ai fini di trapianto".  RISPARMIARE SUI FARMACI:  LIBERALIZZAZIONE E DOSI  INDIVIDUALI  La richiesta della liberalizzazione della vendita  dei farmaci senza obbligo di ricetta (SOP) e  da banco (OTC) è stata oggetto del primo  question time e di una delle prime proposte  di legge, realizzate in collaborazione con  l'Aduc: per adeguarsi alle direttive europee e  spezzare il monopolio del sistema  farmaceutico come più volte segnalato  dall'Antitrust consentendo così una maggiore  concorrenza, con conseguenze positive sia  nel prezzo che nel servizio. Ma per  risparmiare sui farmaci abbiamo sollecitato il  Ministro della Salute a riprendere una  sperimentazione in corso in Galizia (Spagna)  per la somministrazione di dosi individuali di  antibiotici, con il medico che prescrive e il  farmacista che consegna la dose idonea al  paziente e non la confezione intera, con il  risparmio del 35% della spesa. In Italia tale  modalità consentirebbe di risparmiare circa  400 milioni di euro, superiore allo  sfondamento di spesa registrato nel 2005.  PILLOLA DEL GIORNO DOPO  SENZA RICETTA MEDICA  Dopo la Gran Bretagna e la Francia, anche  gli Usa hanno deciso, con una disposizione  della FDA (Food and Drugs Administration) di  consentire la vendita in farmacia senza la  presentazione della ricetta medica della pillola  del giorno dopo, contraccettivo d'urgenza. In  Italia come più volte denunciato da inchieste  giornalistiche, si verifica, in particolare nel fine  settimana, la difficoltà di farsi fare la ricetta  medica anche negli ospedali pubblici che  dovrebbero garantire questo servizio. Una  difficoltà che può tradursi nell'impossibilità di  fatto di assumere la pillola, ed evitare così  una gravidanza non desiderata. La richiesta  fatta alla Ministra Turco con una interpellanza  è quella di fare un provvedimento a costo  zero: consentirne l'acquisto in farmacia senza  ricetta medica, seguendo il metodo  francese, cioè per chiunque in forma  anonima e gratuitamente per le minorenni. Di  conseguenza, se ne intende programmare la  distribuzione e promozione nelle scuole, nelle  università e nei centri per le immigrate.  EPIDURALE  In occasione dell'audizione del Ministro della  Salute, Livia Turco, in Commissione Affari  Sociali alla fine di giugno, abbiamo colto  l'occasione per sollecitare un suo intervento  in materia di parto indolore scavalcando le  amministrazioni locali. I dati della  Commissione Maternità e Parto del ministero  delle Pari Opportunità, parlano chiaro. Il parto  indolore è un miraggio e l'anestesia epidurale  è boicottata. Solo nel 37% delle strutture  sanitarie vi si può ricorrere. Già un'indagine  dell'Aduc dello scorso febbraio, sul territorio  toscano, aveva rilevato questa situazione con  una percentuale del 43%. Se poi ricordiamo  che l'Italia detiene il record in Europa per i  parti cesarei con il 35,2%, si capisce  l'urgenza di un intervento. 

Martedì, 30 ottobre, 2007 - 15:33
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