Il Modello Pisa


Sommario: 

Il Modello Pisa- Iscrizioni, reclutamento e fund raising. Cambiare per sopravvivere-

 

Testo Intervento: 

«Secondo i più recenti approcci il fund raising più che essere legato seplicemente alla cultura della carità o a quella filantropica e del mecenatismo, fonda il suo significato nel fenomeno della responsabilità sociale diffusa che spinge i soggetti sociali e collettivi ad effettuare investimenti di risorse per il raggiungimento di comuni benefici sociali. Per "fundraising" quindi si può intendere l'insieme delle teorie e delle tecniche necessarie a garantire la sostenibilità di una causa sociale e dmell'organizzazione che la persegue e di promuoverne lo sviluppo costante nel tempo verso una molteplicità di interlocutori pubblici e privati.» Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Raccolta_di_fondi

 

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- Il Modello Pisa- 

 

Cari amici, cari compagni,

 

 Mi ritrovo a fare un intervento come quelli che di solito non mi piacciono ai congressi. Uno di quelli – spesso soporiferi e autoreferenziali – che descrivono minuziosamente la vita e le attività delle realtà locali. Mi impongo di farlo - al di là di ogni falsa modestia - perché penso che l’esperienza della Cellula pisana possa essere utile ad altri per capire e, mi auguro, riproporre in maniera incisiva nella propria città quelle che sono state le battaglie di Luca Coscioni.  L’idea di parlarvi di questo mi viene da una battuta di Josè De Falco – ripresa dal titolo – fatta questa estate a Salerno durante la Scuola estiva Coscioni (che esperienza!). Quindi, grazie Josè :-) .

 

Prima di iniziare, però, devo ringraziare colei che con il suo entusiasmo trainante questa cellula l'ha fortemente voluta e fatta nascere, e che oggi non è più tra noi. Grazie Mau, ci manchi tanto, ma ci dai anche tanta forza.   

 

Allora, veniamo al dunque. La cellula nasce esattamente un anno fa, il 30 Settembre 2008. Attualmente conta 22 iscritti. Di questi, 7 sono anche iscritti all’Ass. Coscioni, mentre gli altri sono solamente iscritti alla cellula pisana versando un contributo annuale di 15€. È interessante vedere la “provenienza” di queste persone: 10 di area radicale, 2 iscritti del PD (tra cui un consigliere provinciale), 2 iscritti dell’UAAR, 1 iscritta a Rifondazione più un altro paio genericamente di “sinistra”, 2 professori universitari e il resto sono dirigenti nazionali (una parola meno partitocratrica non mi viene :-o )  iscritti anche alla Cellula. La quota d’iscrizione di 15€, più i vari contributi e gli incassi della vendita di gadget, ci permettono un autofinanziamento tale da svolgere un’intensa attività per tutto l’anno.

Due cose saltano all’occhio: l’essere transpartito  e la quota di 15€ in diretta concorrenza con quella da 100€ nazionale. La combinazione delle due consente un people raising assai fruttuoso come si vede dalla varietà delle provenienze. Diversità che si traduce sempre in opportunità: come il caso del Consigliere Provinciale che ha presentato le 2 mozioni per l’istituzione di un registro dei testamenti Biologici in Comune e Provincia, o come i casi di coloro che appartengono anche ad altre associazioni e che  hanno permesso questo inverno di coinvolgerle in un cartello laico per una manifestazione a favore di Eluana e della libertà di scelta. Adesso,quelle ass., fanno fronte comune con noi ogni volta che ci sia da difendere la laicità (amplificando anche la nostra portata sui media locali).   

La libera concorrenza - come sappiamo – è cosa buona e giusta :-) , e avere una quota d’iscrizione così bassa (15€) ha permesso il reclutamento di diversi volontari che, decidendo di autofinanziarci con un contributo così contenuto, sanno già che chiederemo loro un impegno che va oltre l’aprire il portafoglio. Inoltre, questo avvicinamento graduale alle battaglie coscioniane, ha fatto sì che 3 persone prima si siano iscritte alla Cellula, e solo successivamente all’ Ass. nazionale!

Questo è uno dei motivi per cui non sono d’accordo con Annalisa sull’abbassamento di quota per gli under 25. È una soglia presa a caso (perché non 28, 30 o 23?) che non rispecchia i necessari bisogni dell’associazione. I giovani vanno coinvolti, altrimenti non faranno mai come un 50enne vecchia scuola che  sborsa 100€ solo perché condivide i principi o le idee dell’Ass. . Coinvolgerli sia a livello locale, come stiamo cercando di fare qui a Pisa, sia creando una diversificazione dell’offerta a monte dove a differenti quote di iscrizione corrispondono differenti gradi di coinvolgimento nella vita dell’associazione. Ed allora, invece di prendere l’età come parametro, potremmo creare una diversa quota per chi è anche iscritto ad una Cellula, perché essa è garanzia di militanza attiva. La ricerca di fondi deve essere strettamente legata a quella di persone e militanti; altrimenti mandare un bollettino da 100€ insieme all’Agenda Coscioni non solo non serve a niente, ma può anche allontanare chi non ci conosce!. Inoltre il poter contare su diversi compagni è utile quando si organizzano dibattiti, sit-in o raccolte firme perché permette di unire le forze e dividersi le fatiche.   

 

Non parlerò di contenuti e dei tanti (forse troppi?) fronti su cui siamo impegnati. Sicuramente la mozione uscita dall’ultimo consiglio generale individua i punti cardine su cui concentrarsi quest’ anno. Certo è, e in parte concordo con l’intervento del Prof. Corbellini, che dobbiamo ri-strutturarci (a tutti i livelli: dall’economico all’organizzativo) per rilanciare la battaglia della libertà di ricerca in Italia. Altrimenti, se pensiamo di farlo con “l’autocandidatura radicale al governo”, non andiamo molto lontano.     

 

Sono stato lungo e noioso e - per buona parte dell’intervento - me la sono anche un po’ cantata e suonata da solo. Vi ringrazio per essere sopravvissuti alla lettura. E ringrazio tutti i compagni dell’ Ass. radicale Agorà Digitale per aver passato tutte le loro vacanze estive a rendere possibile questo congresso on-line. La rivoluzione digitale è iniziata, e il passaggio ad una politica 2.0 radicalmente nuova :-) è inevitabile. Continuate così!.

 

 Un abbraccio,

Andrea Picchi – Coordinatore Cellula Coscioni di Pisa -  

 

1 commento

Commento

L'iscrizione ad una cellula non e' garanzia di militanza secondo me, ma concordo con l'idea di fondo d'incentivare e di premiare le cellule che fanno piu' iscritti ed iniziative rispetto a quelle che ne fanno di meno.

-- Davide Chicco

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