Il conflitto di intessi degli scienziati-abortisti

di James Randerson

Nella commissione d'inchiesta sull'aborto e la salute della donna il governo chiede agli scienziati di rendere pubblici eventuali legami con gruppi religiosi

Un'indagine di alto livello che segnerà il futuro delle leggi sull'aborto nel Regno Unito inizia oggi i suoi lavori in mezzo ad una serie di controversie provocate da un palese tentativo, da parte di alcune organizzazioni religiose, di alterare la natura dell'evidenza sottoposta ai deputati che compongono tale commissione. Almeno otto documenti scritti sono stati presentati da medici professionisti senza rivelare la loro appartenenza ad organizzazioni di fede cristiana contrarie all'aborto per motivi religiosi. Sei medici sono infatti membri o attivisti della Christian Medical Fellowship (CMF), un'associazione che ha contribuito alla raccolta di materiale per l'inchiesta. Il sospetto che i professionisti non siano stati trasparenti circa le loro affiliazioni ha indotto il presidente della commissione a fare l'insolito atto di scrivere a tutti coloro che hanno fornito del materiale chiedendo di svelare eventuali legami con una qualsiasi organizzazione di rilievo. La commissione esaminerà recenti prove scientifiche su temi come l'impatto a lungo termine dell'aborto sulla salute della madre e cercherà di stabilire se i bambini nati prima di 24 settimane (il limite attuale per la maggior parte degli aborti) siano in grado di sopravvivere. La competenza dell'inchiesta si fonda su considerazioni scientifiche e non su argomentazioni etiche o morali. Alcuni membri della commissione temono che se i partecipanti non saranno trasparenti circa le loro affiliazioni a gruppi antiaborto, l'indagine non sarà in grado di valutare il materiale adeguatamente. Evan Harris, deputato e portavoce sui temi scientifici per liberaldemocratici, ha dichiarato: "Quest'indagine si basa su specifiche prove scientifiche, non su argomentazioni morali o religiose e i membri che vi partecipano devono essere guidati da prove, non da considerazioni ideologiche o teologiche. Il CMF rischia di indebolire l'indagine facendo passare per esperti di scienza persone che non lo sono". I due membri che saranno auditi oggi, Chris Richards, pediatra e professore clinico onorario alla Newcastle University, e John Wyatt, pediatra neonatale all'University College London, sono membri del CMF, appartenenza che non avevano dichiarato al momento della loro presentazione. "Ognuno ha diritto alla propria opinione, ma quando dei non esperti danno i loro pareri sulle scoperte, è chiaro che dovrebbero dichiarare da dove provengono così da non fraintendere né la loro conoscenza né la loro posizione", ha aggiunto Harris. Il Professor Wyatt, membro della commissione per le politiche pubbliche del CMF, ha detto: "In pratica ho dato la mia disponibilità come privato cittadino e non come rappresentante di questa o quella organizzazione. Non mi sembra un utile contributo diminuire il peso delle prove a seconda delle convinzioni personali delle persone che le presentano, a meno che questo non valga per tutti i membri della commissione. Ciò che stiamo chiedendo è che le prove scientifiche siano considerate nel merito per evitare una sorta di polarizzazione che in questo campo può formarsi rapidamente". Ha poi aggiunto: "L'idea che le persone possano fornire informazioni senza che si scopra la loro provenienza - che vi sia quindi un tentativo di occultamento - è ridicola nell'era di Google." In un articolo apparso sul sito del CMF nell'autunno 2005, Wyatt aveva scritto che "il CMF ha avuto una parte fondamentale nel fornire pareri al governo e ad altri enti ufficiali, consultandosi con i media cristiani e laici e lavorando dietro le quinte con la British Medical Association (BMA), nei Royal Colleges e in parlamento". La partecipazione di Wyatt all'indagine guidata dalla Commissione parlamentare per la Scienza e la Tecnologia si concentra su quel materiale che proverebbe come un aborto possa incrementare per la donna il rischio di prematurità per le gravidanze successive.

Martedì, 6 novembre, 2007 - 12:20
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