Cristina Zuppa, Il mio ginecologo è nato il 17 marzo

di Maria Pamini Maria Pamini

Mammeonline, 2008, pp.74, euro 8,00

La casa editrice Mammeonline, costola del portale/ associazione che porta lo stesso nome e che in varie occasioni si è trovata al fianco dell'associazione Luca Coscioni nella lotta contro la legge 40, continua la sua campagna di informazione rispetto alla procreazione medicalmente assistita. Ha, infatti, dato da poco alle stampe il libro testimonianza di Cristina Zuppa, una giovane donna che desiderando avere un figlio scopre di essere sterile. Per lunghi mesi, scanditi dai giorni fertili, dalle ovulazioni e dalle mestruazioni che arrivano puntualmente, avere un figlio diventa lo scopo principale di Cristina, la sua sfida continua, il suo dolore costante.

In questo diario, scritto in maniera semplice e diretta, l'autrice racconta il suo viaggio per combattere la sterilità (una malattia che ancora oggi da molti non è riconosciuta come tale e che rappresenta spesso un marchio infamante), un lungo viaggio negli ospedali e nei centri di fecondazione assistita iniziato prima dell'entrata in vigore della legge 40 e che fa tappa anche ai tavoli per la raccolta delle firme per indire il referendum che la abroghi. Cristina spiega la sconfitta del referendum con l'incapacità del comitato promotore di "scalfire la naturale resistenza delle persone ad immedesimarsi negli altri, nei loro problemi, nelle loro sofferenze. Gli altri sono altri, diversi da noi, impossibile immedesimarsi. Se hanno un problema, ci sarà un motivo. Ci deve essere un motivo. Se dovessimo ammettere che non c'è mai un vero motivo per le malattie, non c'è una colpa, allora dovremmo concludere che siamo tutti esposti, che potrebbe davvero capitare anche a noi una cosa tanto brutta".

Dopo il fallimento della seconda Fivet Cristina già pensa di rivolgersi ad un centro di PMA di Bruxelles per ovviare alle restrizioni legislative vigenti in Italia, un'esperienza che non farà perché nel frattempo suo marito le confesserà di non amarla più. Il figlio tanto sognato non è arrivato ma tirando le conclusioni Cristina riconosce che grazie all'esperienza della fecondazione assistita è riuscita a raggiungere la consapevolezza dei suoi limiti ma anche della sua forza. Per chiudere con un sorriso ecco di seguito la lettera che Cristina scrive, nei giorni immediatamente successivi all'entrata in vigore della legge 40, al ministro della salute Sirchia a proposito del trasferimento degli embrioni criocongelati in un unico centro a Milano, in cui mostra con ironia l'assurdità del provvedimento:

"Riteniamo la sua proposta interessante sotto ogni profilo. Ci permettiamo però di aggiungere qualche suggerimento che potrebbe rendere questa iniziativa ancora più lodevole: gli embrioni potrebbero essere inviati, anziché a Milano, in Irlanda, presso famiglie madrelingua. Le famiglie, di provata integrità morale, saranno selezionate da un'apposita commissione di bioeticisti. Gli embrioni potranno usufruire di un corso intensivo di lingua inglese e, soggiornando nelle famiglie selezionate, avranno inoltre l'opportunità di apprendere la lingua inglese con modalità "full immersion", e al contempo di sviluppare una corretta moralità cattolica. Al loro rientro in Italia gli embrioni saranno sottoposti a un test di verifica delle conoscenze acquisite, onde assicurare il proficuo impiego delle risorse statali. Cordiali saluti".

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 15:59
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