Il mio testamento biologico

di Severino Mingroni

L'anno scorso, mi sembra a febbraio, in una trasmissione televisiva su RAI3 (stavo pranzando), si parlava di testamento biologico. Ospite illustre era il professor Umberto Veronesi della Fondazione omonima. Egli invitava a scaricare dal sito della Fondazione, e naturalmente a riempire, il modulo sul testamento biologico perché, disse, nessuno decida al posto vostro.
Giusto, pensai, caro Umberto, nessuno dovrà mai decidere al posto mio, nemmeno se sarò un vegetale. E poi, da locked-in, ho visto alcune persone al Santo Stefano che chiamavano "comatosi": esse dormivano sempre e, in attesa di un loro ipotetico risveglio, venivano alimentati e idratati artificialmente, girati ogni quattro ore per evitare piaghe da decubito, purgati ogni tre giorni. Sarei curioso di sapere se dormono ancora tutta la giornata: insomma, come Eluana Englaro. No, come quest'ultima proprio non vorrei "vivere", o, meglio, vegetare.
Anche perché, soprattutto da lockedin, ho imparato che la mente è tutto: quando i danni cerebrali sono tali e tanti da ridurti ad un vegetale, ed essi sono irreversibili, che il cuore batta è un dettaglio insignificante. Esso, infatti, a questo punto, è solo buono per essere espiantato e donato: ragione per cui, già prima della mia trombosi alla arteria basilare, ero socio della AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi).
Quindi, appena finii di pranzare e mi misero di nuovo al computer, andai subito al sito della Fondazione Veronesi e lessi il modulo: esso, a differenza di altri, è molto semplice e consta di una sola pagina. Chiede, tra l'altro, se si vogliono donare gli organi o meno (ovviamente, ho risposto di Sì). Tuttavia, non chiede, invece, se si vogliono i funerali religiosi o civili, la cremazione o meno: però, io sono ateo e, soprattutto, sbattezzato.
Quindi, non faccio più numero per il Vaticano, per fortuna. Di conseguenza, opto per i funerali civili. Poi, da alcuni anni, ho detto-scritto ai miei familiari che, dopo morto, vorrei essere cremato, e le mie ceneri possono pure essere disperse nel nostro vicino mare Adriatico. Pertanto, scaricai, stampai e feci compilare il relativo modulo sul testamento biologico.
Comunque, ci tengo a ribadire dalle colonne della Agenda Coscioni queste mie volontà: ritengo che esse siano molto chiare ed inequivocabili, senza considerare l'Articolo 32 della nostra Costituzione. Sono felice che il professor Umberto Veronesi sia stato eletto parlamentare nelle liste del PD: non solo per questa campagna per il testamento biologico, ma anche perché mi ricorda il razionale, logico Rapporto Dulbecco.
Sì, con buona pace della senatrice uscente Paola Binetti, ritengo che sarà una cellula staminale che andrà ad aggiungersi alle nove rappresentate dai Radicali eletti, sempre nelle liste del PD. Questo partito, infatti, ha un gran bisogno di cellule staminali, soprattutto in vista del prossimo Governo Berlusconi.
A tal proposito, mi rallegro del fatto che pure il professor Ignazio Marino sia stato riconfermato parlamentare, ancora nelle liste del PD.

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 11:50
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