Il vero movimento per la vita

di José De Falco

Welby scrisse: “Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua”. Oggi l’“anti-Welby” gli dà ragione.

Negli stessi giorni in cui l'attività dell'associazione era rivolta a fare pressione sulla conferenza Stato Regioni perché si rinnovasse il nomenclatore, il Foglio diretto da Giuliano Ferrara valorizzando giustamente lo sciopero della fame di 28 disabili gravi,che chiedono una adeguata assistenza continuativa come previsto dalla legge ne approfittava per contrapporli strumentalmente alla battaglia per l'eutanasia condotta da noi e da Piergiorgio Welby. Proprio con le Parole di Piergiorgio abbiamo risposto al direttore inviandogli una lettera (non pubblicata).

Al direttore,

Nel dicembre 2006 Piergiorgio Welby, rispondendo alla lettera di Salvatore Crisafulli, scrisse: "Caro Salvatore, la tua voglia di vivere è straordinaria. Mi auguro serva anche per conquistare nuove libertà per i malati e disabili: di vita indipendente, di parola, di assistenza, di voto per gli intrasportabili, come da anni con Luca Coscioni e la nostra associazione cerchiamo di fare. Proprio perché mi sono battuto per questi obiettivi, credo sbaglieresti a viverli come contrapposti alla mia lotta contro la tortura che sto subendo. Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo". Bastano queste poche parole a dimostrare come la contrapposizione più volte proposta dal suo giornale, tra il rispetto delle scelte di fine vita da un lato, e la tutela delle persone malate e disabili dall'altro, sia del tutto pretestuosa. Se avesse veramente a cuore le condizioni delle persone malate e disabili, infatti, ella sosterrebbe la campagna dell'Associazione Coscioni per l'aggiornamento del nomenclatore protesico (l'elenco dei presidi e degli ausili che il Ssn fornisce gratuitamente, tra cui gli strumenti tecnologici indispensabili per garantire la possibilità di comunicare a tutti i "Crisafulli" d'Italia), cui il Ministro Turco ha fatto recentemente riferimento in una risposta pubblicata dal suo giornale.

Il Ministro, del resto, sa bene che il nuovo nomenclatore è già stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni del 20 Marzo, e che per la sua definitiva adozione si attende soltanto che il Ministero del Tesoro individui le risorse necessarie; e sa altrettanto bene se il via libero non arriverà entro la fine di questa legislatura il provvedimento dovrà essere rinviato di mesi, se non di anni. Nonostante il periodo elettorale, come di consueto connotato da proclami e promesse, il Ministro, il Governo e chiunque si schieri in favore di questa battaglia possono scegliere di distinguersi, una volta tanto, per una politica di fatti concreti. Interessa?

Crisafulli, il 30 marzo, ha scritto a Giorgio Napolitano dalle colonne de Il Foglio,facendo chiarezza sulla contrapposizione - creata a mezzo stampa - con l'iniziativa di Piergiorgio Welby.

Salvatore Crisafulli , Il Foglio, 30 marzo 2008

Caro Presidente - La richiesta avanzata dal ministro Livia Turco ma anche dal dott. Guazzetti, dalla dott.ssa Matilde Leopardi, dalle associazioni di volontariato e da numerosi cittadini che mi hanno scritto, mi ha portato a chiedere anche agli altri amici che con me avevano condiviso la protesta a revocare l'astensione dall'assumere qualsiasi tipo di alimenti.

Devo precisarLe che la mia, come quella degli altri soggetti nella mia condizione non è la volontà di morire ma di vivere. Di vivere come meglio si può, anche nella condizione in cui siamo. Avrà saputo, a suo tempo, che, in costanza della richiesta di eutanasia di. Piergiorgio Welby, gli scrissi una lettera invitandolo a continuare a vivere e non a chiedere dì morire. Oggi, Presidente, ho cambiato idea. Piergiorgio Welby aveva ragione, me ne rendo conto, nell`accorato appello che fece per una vita possibile. Un appello, però, per la vita, non per una vita "vegetale", come molti dicono. Noi non siamo dei "vegetali" siamo delle persone che, sia pure nello stato di incomunicabilità, in cui siamo, comprendono tutto, elaborano, ascoltano, discernono. Non siamo delle piante prive per sempre. della parola, della comunicativa, della ragione. Abbiamo la capacità di seguire ogni cosa della vita, capiamo ma non comunichiamo, siamo vigili e tentiamo di uscire dallo stato in cui ci troviamo. E' per questo che ci rendiamo conto di quanta sofferenza creiamo a chi ci assiste in stato di precarietà. E` per questo che ho fatto sapere alle persone che con me comunicano ogni giorno che forse era necessario iniziare una protesta per richiamare l'attenzione sulle nostre necessità. Piergiorgio Welby aveva ragione quando si chiedeva e Le scriveva della vita che conduceva. Anche noi siamo per la vita e non per la morte. Ma una vita naturale non artificiale, una vita che consenta di sentirei persone non di peso agli altri o almeno non in modo scomodo. [...]

Martedì, 8 aprile, 2008 - 15:21
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