Segnalazioni di ottobre

a cura di Maria Pamini

Gian Enrico Rusconi (a cura di), Lo stato secolarizzato nell'età post-secolare, Il Mulino, 2008, pp. 337, euro 24,00
Definire "post-secolari" le società occidentali odierne significa riconoscere che esse hanno completato il processo di secolarizzazione senza, però, cancellare la religione né rinchiuderla rigorosamente nel privato. Secondo alcuni interpreti il post-secolarismo rompe gli equilibri delle religioni tradizionali radicalizzandole e spingendole verso il cosiddetto "fondamentalismo", coinvolgendo anche la politica. Altri interpreti invece non vedono nel post-secolarismo particolari intensificazioni o rielaborazioni del patrimonio religioso, ma soprattutto la crescente e riconosciuta influenza delle Chiese nella sfera pubblica su temi di etica pubblica. L'analisi è resa ancora più complicata dalla diversità dei contesti nazionali e culturali. Il volume offre l'occasione per mettere a fuoco la pluralità degli impianti analitici e teorici.

 

Paolo Capitelli,I diritti del malato (anche) in relazione alle sue capacità cognitive, Schena editore, 2007, pp. 272, euro 18,00
Con questo contributo monografico Paolo Capitelli si propone di ricostruire l'attuale grado di tutela del malato nel nostro ordinamento, attraverso un vaglio critico relativo all'effettiva e concreta attuazione, nel sistema giuridico italiano, di quel diritto alla salute contemplato dagli articoli 2 e 32 della Carta Costituzionale. Nel quadro della trattazione delle più ricorrenti problematiche che gravitano attorno alla figura del malato, si riflette sul se e in quale ordine di grandezze il nostro assetto normativo contempli o no il cosiddetto diritto di morire, la pratica dell'eutanasia e del "testamento biologico".

Giovanni Fattorini,Aborto. Un medico racconta trent'anni di 194, Guerini e Associati, 2008, pp.253, euro 22,00
Dopo la legge 194 i dati sono confortanti: aborto clandestino pressoché scomparso; aborto legale ridotto del 44,6%; tasso di abortività delle minorenni pari al 4,8 per mille; aborto ripetuto pari al 26,4%, a dimostrazione del fatto che l'interruzione di gravidanza non è un mezzo di controllo delle nascite. Questi risultati sono ancora più positivi se si considera che vi rientrano anche le donne immigrate, che abortiscono in media 3-4 volte di più di quelle italiane. Sono le cifre di una realtà troppo spesso offuscata da polemiche ideologiche. In questo libro, scritto da "un medico cattolico che non ha obiettato", la storia dell'applicazione della legge 194 è percorsa con grande attenzione ai fatti: dall'analisi puntuale degli articoli della legge alle storie concrete delle donne,con uno sguardo particolare ai Consultori familiari.

Lunedì, 13 ottobre, 2008 - 16:42
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