In libreria

Il diario dei giorni di Welby

a cura di Maria Pamini

Gianna Milano, Mario Riccio, Storia di una morte opportuna, Sironi, 2008, euro 18,00

Mario Riccio è il medico anestesista di Cremona che ha aiutato Piergiorgio Welby ad esercitare il proprio diritto all'autodeterminazione. In questo diario scrupoloso ha descritto gli avvenimenti che vanno dall'autunno del 2006 (quando comincia ad interessarsi al caso del malato di distrofia muscolare progressiva che ha scritto al presidente della Repubblica perché gli sia staccato il ventilatore polmonare) all'ottobre del 2007 (allorché la sentenza del Giudice per l'Udienza Preliminare stabilisce il non luogo a procedere nei suoi confronti). Lo scopo dichiarato dell'autore è quello di liberare la vicenda di Welby dalle nebbie e dalle semplificazioni ideologiche che non hanno consentito di mostrare, in tutta la sua evidenza logica, la distinzione tra l'eutanasia, che ancora in Italia necessita di un dibattito aperto e franco a tutti i livelli, e la sospensione delle terapie, un diritto già sancito dalla nostra Costituzione. Il GUP Zaira Secchi così motiva il proscioglimento di Riccio: "Il diritto al rifiuto dei trattamenti sanitari fa parte dei diritti inviolabili della persona, di cui all'articolo 2 della Costituzione, e si collega strettamente al principio di libertà di autodeterminarsi riconosciuto all'individuo dall'articolo 13 della Costituzione stessa". In questi mesi in cui assistiamo (con il caso ancora aperto di Eluana Englaro e con la discussione in Parlamento di una legge sul testamento biologico più restrittiva rispetto alla legislazione vigente) ad un totale oblio dell'insegnamento che Welby ha voluto offrire a tutti noi, è necessario affidarsi alla correttezza del dibattito e all'onestà intellettuale. Lo sottolinea Stefano Rodotà nella sua prefazione al libro: "Proprio nel momento in cui si mostrava come il sistema giuridico avesse già in sé tutti gli strumenti necessari per affrontare e risolvere i dilemmi del morire in modo rispettoso della volontà e della dignità delle persone, è scattata una reazione che vuol rimettere tutto in discussione. (...) Ma proprio una memoria non retorica di Piergiorgio Welby ci dice che è possibile proseguire sulla strada dell'incivilimento". Riccio cerca di tenere fede a questo intento di chiarezza ed obiettività tralasciando il più possibile la descrizione dei suoi sentimenti e lasciando che sia il lettore a riempire i fatti rievocati delle proprie emozioni e riflessioni. Mi ha colpito come, in diverse occasioni, Riccio ci tenga a definirsi "un normale medico ospedaliero" di provincia. Forse proprio in una città piccola e tranquilla come Cremona, lontana dalla baraonda politica e televisiva, è stato più semplice raggiungere e comprendere le parole di Piergiorgio Welby. Si è detto che gran parte della società civile fosse coinvolta e turbata ma è anche vero che, malgrado tutti fossero d'accordo con Welby, come lui stesso racconta nel suo libro, Lasciatemi morire, nessuno però era disposto a "sporcarsi le mani". Il dottor Riccio è stato l'unico che ha risposto all'appello di Piergiorgio e che è stato pronto a rischiare la propria tranquillità e sicurezza per "fare la volontà di Welby" e salvaguardare i propri principi. E proprio questa coerenza e questo coraggio faranno dire a Marco Pannella che "sono le persone come [lui] a dargli la forza di credere nelle sue battaglie politiche", le persone che non si accontentano del ruolo di semplice spettatore passivo e rassegnato. La preoccupazione maggiore Riccio sembra averla avuta per la piccola figlia Letizia, che ritorna spesso nei suoi pensieri e in queste pagine: "Chissà cosa penserà Letizia, una volta diventata adulta, di ciò che ha fatto suo padre. Se approverà o dissentirà. Mi piacerebbe fosse già grande per parlargliene. Temo il suo giudizio? Capirà le ragioni della mia decisione? Sono certo di sì'". Prezioso, per chi voglia approfondire i diversi spunti che il testo offre, l'ampio e documentato apparato critico curato dalla giornalista scientifica Gianna Milano.

Paolo Bonetti, Il purgatorio dei laici. Critica del neoclericalismo, Dedalo, 2008, pp. 224, euro 15,00
Un libro di battaglia, di polemica e di satira contro l'avanzata dei nuovi farisei, di coloro che vorrebbero far tornare l'Italia al clima bigotto e opprimente dei primi anni della Repubblica, quella che Gaetano Salvemini definì icasticamente la "repubblica monarchica dei preti". I nuovi farisei dicono di voler difendere la libertà della Chiesa cattolica dalle prevaricazioni del laicismo e dalla disgregazione del relativismo. Ma a nessuno come al laico (che non è il contrario di credente) sta a cuore la libertà religiosa, poiché egli sa benissimo che è il fondamento di ogni altra libertà. Il volume, nel ricordo di alcuni autentici maestri di laicità, vuole mettere in guardia contro questa pretesa che attenta alla nostra libertà di uomini e di cittadini.

Massimiano Bucchi, Scegliere il mondo che vogliamo.Cittadini,politica tecnoscienza, Il Mulino, 2006, pp. 200, euro 12,00
Energia nucleare, Ogm, cellule staminali, treni ad alta velocità: quanto più la scienza e la tecnologia avanzano rapidamente, tanto più la società sembra fare resistenza. Questo libro sostiene che simili questioni non tollerano né una "risposta tecnocratica" (la delega agli esperti), né una "risposta etica" (il rinvio ai valori morali dell'individuo). Quella che si rende necessaria è piuttosto una "risposta politica": poiché ogni tecnologia incorpora una visione dell'uomo, della natura, della società, diventano indispensabili sedi, istituzioni e procedure trasparenti e affidabili attraverso cui giungere ad una scelta pubblica tra alternative possibili per mezzo, in primo luogo, dell'aperto confronto democratico fra esperti e cittadini.

Renato Pocaterra,Oltre il naufragio. Crescere accanto a un figlio disabile, Giunti Progetti Educativi, 2008, pp. 96, euro 7,00
Cosa succede quando la navigazione della vita è sconvolta da una tempesta alla nascita di un figlio? La tempesta che trasforma i genitori in naufraghi alla ricerca dell'approdo è una rara malattia neuromuscolare, l'amiotrofia spinale (SMA), che è diagnosticata al bambino nei primi mesi di vita, una malattia che impedisce di camminare e, nei casi più seri, di effettuare anche i movimenti più semplici. Renato Pocaterra, presidente dell'Associazione Famiglie SMA, ha raccolto numerose interviste e testimonianze di genitori, sanitari e insegnanti, riguardanti la percezione e la gestione dei bambini con disabilità motoria. Sono le storie di chi, dopo il dolore, ha ripreso a navigare seguendo rotte inconsuete e sospinto da una nuova speranza.

Martedì, 4 novembre, 2008 - 14:57
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it