Intervento di Mirella Parachini

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Sono Mirela Parachini faccio parte della direzione dell’associazione luca Coscioni dal 2001 cioè da quando Luca Coscioni nel costituire l’associazione mi chiese di farne parte con dei compiti di impegno diretto. Sono molto dispiaciuta del fatto che nonostante dei tentativi che sono stati fatti per organizzare una sessione speciale del Congresso on line dell’ass Luca Coscioni che riguardasse la salute riproduttiva nonostante la disponibilità delle persone che avevo contattato non siamo riusciti alla fine ad organizzarci concretamente per aprire una finestra sulle tematiche che l’associazione segue e che avrei voluto raggruppare . L’idea per la verità era quella di confrontarci su tematiche ben note all’’interno dell’associazione, quali quella della salute riproduttiva, aborto , contraccezione, contraccezione di emergenza, pillola RU486, ma anche libertà di scegliere una maternità anche attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistite, e quindi avevamo pensato di fare una sessione con gli interventi di Silvio Viale, per la RU 486 e in particolare su tutta questa follia che sta attraversando il nostro paese in questo momento di introduzione del farmaco; di fatto Viale ne parla diffusamente nel suo intervento al Congresso on line che ho apprezzato molto e che suggerisco di consultare per chi volesse saperne di più. Cosi come per la procreazione medicalmente assistita avevo avuta la disponibilità a partecipare da parte dell’Avv. Filomena Gallo che è anche vice segretario dell’associazione e che in qualità di presidente di”amica cicogna” tanto si è battuta per la questione delle tecniche della procreazione medicalmente assistita nel nostro paese. La novità che però volevamo introdurre, il filo conduttore di questa speciale sessione era quella di mettere in relazione le questioni della salute, inerenti alla salute riproduttiva vista come uno dei diritti fondamentali dell’uomo e quindi rientranti nei diritti universali come è stato sancito in numerose occasioni internazionali, di confronto soprattutto a livello di Nazioni Unite,ma non solo; soprattutto a partire dal 1985, data in cui a seguito alla Conferenza Mondiale sulla popolazione e lo sviluppo dell’ONU che si è tenuta a Pechino è stata finalmente definita la questione della salute riproduttiva come un diritto facente parte dei diritti universali. Volevo proporre quindi all’interno di questa sessione speciale, che avrebbe affrontato un grande contenitore di iniziative politiche portate avanti dall’associazione, con un altro filone che aleggia quando si parla di questi argomenti, o meglio entra prepotentemente in campo per dare una nuova letture che è: la demografia e il problema demografico. Sono stato fatti studi recenti che hanno dimostrato il ruolo della sovrappopolazione nell’incrementare il problema dell’inquinamento terrestre. Questi studi hanno messo in evidenza come un controllo della fecondità e fertilità anche nei paesi occidentali industrializzati come gli USA si potesse tradurre direttamente in una riduzione dell’impatto dell’inquinamento ambientale attribuendo a ciascun individuo una responsabilità in più di inquinamento rispetto ad altre sorgenti inquinanti quali per esempio le macchine..questo nuovo approccio ha scatenato un ami dibattito che io credo debba essere affrontato nell’associazione luca coscioni che confronta nuovamente, come è stato nella storia della riproduzione umana, ma soprattutto nelle scelte riproduttive delle donne, inserisce queste scelte in ambito di una politica e necessità sociale che può travalicare il principio di autodeterminazione nelle scelte riproduttive e ciò significa che nell’ambito del dibattito che vorrei affrontare o che avrei voluto affrontare, ma per motivi organizzativi non è stato possibile fare, si è introdotto questo confronto di tesi per cui anche tra operatori di aborto e contraccezione è stata sollevata la questione se un esigenza legata all’inquinamento mondiale, al cambiamento climatico e a tutte le decisioni da prendere in questo senso, avessero a che fare con la direttiva in termini di riproduzione di non fare più di un tot numero di figli. Questa una questione importante da sviluppare e credo che sia difficile schierarsi immediatamente e istintivamente da una parte piuttosto che un'altra . avrei voluto affrontare il dibattito con una personalità che ormai da tanto tempo si occupa di problemi demografici, quale il Prof. Livi Bacci, demografo dell’Università di Firenze che è stato contattato e io ringrazio anche Marco Perduca e i suoi sforzi per riuscire a farci incontrare tutti, ma poi ci sono state molte altre scadenze che non lo hanno permesso.
Quindi uno dei contributi che io vorrei lasciare al congresso è proprio quello di portare avanti questo discorso, sollevato anche dal Segr.Marco Cappato, che aveva rivelato come ci dovesse essere da parte nostra e dell’associazione un innalzamento del livello di guardia rispetto le commissioni ONU che si occupano di questo, come vi dicevo una pietra miliare per la salute riproduttiva è stata posta a pechino nel 1995 e ci sono state poi successive conferenze in ambito ONU, come Pechino +5 e Pechino +6 nel 2005 e ci sarà Pechino + 10 e Pechino +15 nel 2010. E quindi con Cappato ci si era chiesti se in qualche modo il seguire il dibattito in sede ONU potesse rientrare nelle iniziative politiche dell’associazione, tenendo presente la posizione del Vaticano in questo ambito, di cui mi sono occupata nella trasmissione “il Maratoneta” su RadioRadicale, il Vaticano non ha aderito alla Convenzione ONU sulla disabilità e sui diritti dei disabili approvata nel 2007 dato che la Convenzione cita la salute riproduttiva nell’ambito degli obiettivi da raggiungere anche nel mondo dei disabili e ritiene che la parola salute riproduttiva sia il cavallo di Troia attraverso la quale si fa passare una legittimazione dell’interruzione volontaria di gravidanza a cui si è sempre contrapposta sin dai tempi di Pechino dove pur con una clausola speciale approvò il documento. Un terreno di confronto in cui l’associazione Coscioni ha il suo ruolo, proprio per preservare quelle scelte che sono innanzitutto di saluto e non condizionate da fattori ideologici. Quindi un appuntamento che qui lancio per continuare questo dibattito che mi sta a cuore, come la questione del rapporto tra contraccezione e aborto; credo che il dibattito debba essere continuamente. Esistono dei stimolanti studi che sottolineano quanto non si possa fare una equazione troppo semplicistica della riduzione della incidenza del fenomeno dell’abortività volontaria direttamente proporzionata all’incidenza del ricorso alla contraccezione. Esistono numerosi esempi di paesi, soprattutto nel Nord europa in cui noi vediamo che il ricorso alla contraccezione è alto, vedi Francia, l’indice di fecondità è tra i più alti rispetto gli altri paesi europei, eppure il tasso di abortività, che ricordo è il numero di aborti per 100 donne in età fertile, che è un indicatore estremamente indicativo, continua ad essere alto. Quindi considerare che un maggiore accesso della contraccezione di per se risolva la questione, che noi comunque appoggiamo, di ridurre l’abortività volontaria, è sicuro una lettura semplicistica che non corrisponde alla fotografia reale della situazione e che quindi merita un ampio approfondimento che l’associazione dovrebbe continuare ad avere.
Vorrei poi anche parlare della modalità con cui il dibattito si è svolto partendo dall’intervento iniziale di Gilberto Corbellini, che ci ha dato un bello scossone e io lo ringrazio di questo, al quale ho provato anche a rispondere parzialmente, sul quale vorrei tornare con una riflessione. Se si inserisce il mondo dei disabili inserendolo in una iniziativa politica, grazie all’esempio di luca Coscioni che ha dato l’esempio ha tanti altri disabili, come Severina…di straordinario impegno. Dicevo che una delle domande che io pongo al Prf Corbellini è . che ne facciamo di questi disabili che in qualche modo abbiamo dato l’opportunità di entrare in un corpo con i mezzi che utilizziamo anche per il congresso on line. Li abbiamo fatti entrare come siano entrati noi in un corpo collettivo di iniziativa al’interno dei quali ci sono delle persone che fanno militanza, accademici,..ciascuno con la propria individualità e capacità apporta qualche cosa. E posso dire che in qualche modo siamo sovrastati da questo senso di frustrazione che ci fa pensare al senso del nostro continuare ad esistere che richiede però al tempo stesso la necessità di rivolgersi verso questi disabili. E a questo punto dire:”scusate, abbiamo scherzato, non siamo riusciti ad ottenere ciò che volevamo e quindi arrivederci”. Questa contro domanda la rivolgo a Corbellini: “che cosa diciamo ai Luca e Piergiorgio che ci sono oggi?”
Volevo parlare delle modalità di svolgimento di questo congresso on line. Credo che sia un bell’esempio di innovazione, del quale è necessario fare un bilancio. Per me è stato difficile seguire questo congresso negli intervalli di tempo. Il problema è stato che , se uno sa di dover andare al congresso di Tizio abbandona tutto e si prende due giorni al quale dedica tutto il proprio tempo, mentre così è il congresso che entra nella tua vita, alla tua casa, ma anche dentro ai tuoi impegni. E quindi la disponibilità di ascolto e di partecipazione ne viene a mio avviso estremamente condizionata, cioè vedere il video di qualcuno t prende del tempo e quindi forse bisognerebbe farlo in meno tempo. Ciò nonostante io credo che l’idea di poter interagire con persone che non sarebbero mai potute intervenire fisicamente ad un convegno tradizionale, è una cosa entusiasmante. Quindi da questo punto di vista bisogna riconoscere la forza di questo strumento chiedendoci dove e come migliorarlo e chiedendo pareri un po’ a tutti, perché forse il disabile che ha un buon motivo di muoversi sarà più spinto ad abbattere barriere invece che lo strumento infernale del pc che li segrega tutti a casa. Mi rendo conto che ci sono diverse forme di disabilità.
Voglio poi raccontarvi l’impatto emotivo che mi ha suscitato l’incontro con la famiglia di marco …al momento della scuola coscioni a Salerno a settembre. Eravamo in un posto suggestivo, un chiostro del 600, avevano allestito i tavoli per la cena ed è arrivata questa famiglia con due disabili, portati in carrozzella. Due giovani fratelli Marco e Carlo, affetti da SLA con una rara forma congenita ,che per volontà di Marco aveva trascinato dietro tutta la famiglia. la diagnosi della malattia era stata fatta quando è nato marco, Carlo era già ammalato, ma nessuno era riuscito a fare la diagnosi. Se voi aveste visto il livello di serenità, di partecipazione, ma soprattutto di leggerezza nel portare sopra di se il peso di una grave disabilità, moltiplicata per 2, io credo che chiunque venisse a contatto con questa famiglia si sbalordirebbe. Voglio anche ricordare che il maggiore dei due (Carlo) è laureato, mentre marco fa parte degli studenti coscioni ed è partecipe nel sostenere Ignazio Marino alle primarie del PD e ne approfitto per fargli molti auguri, credo che dobbiamo sostenere la sua candidatura.
Con questo chiudo il mio intervento. È un immagine che mi ha ricordato il mio primo incontro con Maria Antonietta e Luca coscioni, quando sono venuti a Roma per la prima volta a partecipare al Convegno radicale. Ti si apre un mondo e credo che non dobbiamo chiudere quella porta. grazie
 

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