Sono Roberto Defez, un ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Lavoro a Napoli all’Istituto di Genetica e Geofisica, e da molti anni mi occupo del problema degli organismi geneticamente modificati e soprattutto della loro percezione nel pubblico in quanto c è una distanza assolutamente siderale tra la percezione che ne ha il pubblico, tra la funzionalità allo sviluppo,il miglioramento di tutta l’agricoltura mondiale e i timori percepiti dal pubblico, rispetto la ricerca scientifica pubblica di questo paese. Tanto per essere chiari praticamente tutti gli scienziati, i più prestigiosi di questo paese sono favorevoli all’utilizzo di questa tecnologia. Ormai non c è nessuno che vi si oppone in maniera, diciamo, radicale o strutturale. Tutti i premi Nobel sono pro OGM da Rubbia alla Levi Montalcini a Dulbecco a tutte le più grandi personalità del mondo scientifico italiano, Galantini, Veronesi, Piergiorgio di Freddi e cosi via.
Ventuno società scientifiche hanno firmato documenti a favore degli OGM in Italia, dove non c’ è nessun documento firmato da oppositori degli OGM che si possono qualificare come scienziati, quindi la scienza italiana pubblica è totalmente pro OGM, ma questo non è vero per tutti. Chiaro che bisogna superare il timore, la diffidenza e la disinformazione. Una disinformazione che dovrebbe partire dall’idea che non è vero che noi non consumiamo OGM. Io in questo momento sono vestito con una camicia di cotone che per il 40% probabilmente è da organismi geneticamente modificati, cotone transgenico e le nostre banconote sono fatte su trama di cotone, ma anche i nostri prodotti più prestigiosi, sto parlando del parmigiano reggiano, grana padano, prosciutto di Parma, San Daniele, il latte che beviamo la mattina, il salame, lo yogurt e quant’altro derivano da mucche e da maiali alimentati con soia transgenica da almeno 12 anni con quantitativi percentuali che sono oltre il 60%. Quindi la nostra agricoltura ha bisogno di OGM, senza OGM non staremmo in piedi. In questo momento c’ è un allarme europeo spaventose, derivante dal fatto che ci sono navi bloccate nei porti perchè contengono prodotti transgenici che sono già stati autorizzati dalla Autorità Europea per la Sicurezza alimentare, ma non ancora approvati dall’Unione Europea e senza quei prodotti non possiamo alimentare la nostra zootecnia. Il rischio è che un integralismo o una ostilità anche di una multinazionale che non sono favorevoli alla loro introduzione in europea perderebbero quote di mercato a vantaggio di altre multinazionali, in un discorso che non sarebbe necessario schierarsi ne per una parte ne dall’altra. Di fronte a questa cosa chi ci perde è l’industria europea per la produzione di alimenti e a valle il consumatore che si troverebbe a pagare molto di più gli stessi prodotti. Resta un punto fondamentale in questa diatriba che è cominciata ormai 10 anni fa e che ha visto Emma Bonino a sostenere dall’inizio questa campagna. Il fatto che l’Italia è l’unico paese sviluppato al mondo che non permette alla ricerca scientifica pubblica di sperimentare a pieno campo gli OGM. Non c è nessun paese anche quello dove i verdi hanno oltre il 10 % che abbia vietato alla ricerca scientifica pubblica di lavorare. Solo nel nostro paese è vietato agli scienziati di lavorare a pieno campo. Questa è una grande battaglia che per la vera libertà di ricerca e per il vero diritto a poter proseguire le nostre ricerche a pieno campo.