Intervista a Marcello Crivellini

Italia: la bufala sanitaria

di m.parachini

Il sistema americano è basato sul profitto, quello italiano sulla solidarietà.L'ha detto il Ministro Livio Turco. E' un'affermazione corretta? Non è proprio così. Il sistema pubblico americano spende molto di più di quanto non spenda il sistema pubblico italiano. Anche il sistema tedesco è basato sulle assicurazioni e non per questo ci si sogna di dire che basi il sistema sul profitto. La considerazione del Ministro Livia Turco mi sembra una cosa che si può dire in un comizio, mi sembra però che non abbia senso, calata in una discussione più complessa. Potrei dire, allora, che il sistema italiano è basato sulla tutela delle corporazioni. Sarebbe anche questa un'affermazione vera, però non esaurisce la caratteristica generale del sistema italiano. Il Ministro Livia Turco è comunque molto soddisfatta del film di Moore. Sì, il Ministro Turco è comprensibile che sia contenta di questo film, perché porta acqua al suo mulino. Però lei è il Ministro della Salute, più che Ministro della Sanità, cioè degli operatori e dell'organizzazione della sanità italiana. È una cosa completamente diversa dal concetto di Ministero della Salute, che per definizione deve occuparsi della salute dei cittadini, non solo della sanità. Dico questo perché, per fortuna nostra e di tutti, la salute dei cittadini dipende solo parzialmente, anzi in maniera minoritaria dalla sanità del paese in cui vivono. Questo è un dato accertato a livelli internazionali. La salute non dipende dalla spesa sanitaria e al proposito Agenda Coscioni ha ospitato un tuo dossier nel numero di settembre. Sì, tutti gli studiosi sono d'accordo e in generale in un modo o nell'altro stimano che l'effetto positivo della sanità sulla salute, nei principali paesi industrializzati, è di circa tra il 10 e il 20%, mentre il determinante più efficace per la salute dei cittadini in ciascun paese è lo stile di vita, con oltre il 40%. Poi ci sono altri determinanti come il patrimonio genetico che si tratta di circa il 25/30% e infine le condizioni generali ambientali/economiche che incidono per il resto, quindi il 25/30% anche loro. Quindi per fortuna che la sanità conta relativamente poco come fattore per la salute. Qual è l'aspetto che metteresti a fuoco in un documentario sulla sanità? Mah, io dico che un film documentario su questo tema andrebbe fatto evidenziando come in tutti i paesi industrializzati si spendono un "fracasso" di soldi sulla sanità, ma risparmiando sulla salute, sull'informazione, sui comportamenti...Invece sono questi gli aspetti che restituiscono molta salute ai cittadini. La sanità certo è molto utile, va finanziata, ma anche organizzata. Tuttavia questo teorema, in cui la salute dipende dalla sanità, non solo non è dimostrato, ma è dimostrato il contrario. Dove vanno a finire questi soldi? Finiscono per far accrescere la sanità, chi ci lavora, le aziende farmaceutiche, di tecnologie, gli ospedali e così via, con un investimento che non ha precedenti nella storia dell'uomo e che andrebbe però reso noto, che è un investimento che serve solo per il 10/15% a influenzare la salute. Se si guardano tutti i paesi industrializzati Stati Uniti, Italia i paesi europei si vede che spendono l'uno magari il doppio dell'altro, oppure cifre comunque fortemente diverse, ma l'aspettativa di vita non è poi così diversa. La salute è fortemente simile nei paesi industrializzati. E simile - seppur in senso contrario - nei paesi dove la conoscenza e l'informazione sono a livello più basso. Qual è la situazione in Europa? In Europa, la Svizzera, la Francia, la Germania spendono l'11/12 per cento in più del PIL, noi spendiamo il 9%, la Spagna spende tra il 7/8% del PIL, e la nostra aspettativa di vita in Italia e in Spagna è superiore di qualche mese a quella della Germania, della Francia e della Svizzera. L'Italia ha un'ottima aspettativa di vita, credo che dopo il Giappone, che fino all'anno scorso era il primo, venga il nostro paese. Ci sono alcuni studi internazionali che sostengono che, per esempio, la dieta mediterranea comporta un vantaggio di vita, di aspettativa di vita, di 3 o 4 anni superiore rispetto a paesi nordici, oppure degli stessi Stati Uniti. La classifica sulla sanità mondiale vede l'Italia al secondo posto. La classifica citata dalla Turco e dall'OMS rappresenta una bufala colossale. L'OMS nel 2001 ha messo a punto un indice per calcolare l'efficacia dei sistemi sanitari, formato da cinque sotto-indici, basati sull'aspettativa di vita, capacità di reazione del sistema sanitario, distribuzione tra la popolazione di questa capacità di risposta ed altro. Nonostante almeno 2 dei 5 sotto-indici fossero calcolati a partire da dati discutibili, l'indice, secondo il quale l'Italia compariva all'undicesimo posto, era approssimato ma piuttosto corrispondente al vero. In seguito l'OMS ha diffuso un altro indice - quello cui fanno riferimento Moore e il ministro Turco - che però è più un esercizio accademico. E' infatti un indice di efficienza, che sostanzialmente si basa sul rapporto tra la potenziale situazione di salute in assenza di sistema sanitario e la stessa situazione di salute nel caso le risorse sanitarie fossero impiegate nel migliore dei modi.

Giovedì, 11 ottobre, 2007 - 15:47
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