Libera Chiesa in libero Stato

L’autolimitazione del fatto religioso

di Jeanne-Pierre Wils*

Nel periodo degli illuministi, è stato detto che il cuore delle religioni era un sistema di morale universale. E questa visione rischiarata riflette la visione lineare e dolce della religione. Si confondono gli atteggiamenti morali con atteggiamenti religiosi tradizionali o più tipici. Pertanto, una delle conseguenze del periodo dell'Illuminismo è stata la scoperta della sovranità dello Stato. Lo Stato che è indipendente della legittimazione religiosa specifica. Non esistono legami e, pertanto, la sovranità moderna risulta provenire da una emancipazione della politica degli orientamenti, degli ambiti religiosi. Ed è una posta che è in gioco oggi. Questa indipendenza della sovranità dello Stato, della politica, delle preoccupazioni, degli elementi religiosi. La battaglia condotta è la volontà di legittimare lo Stato dal basso. Lo Stato genera la propria sovranità tramite procedure democratiche che criticano e che non dipendono da atteggiamenti o da legittimazioni religiose. E poiché sono cittadino di una società multietnica, multiculturale, multireligiosa, esistono carenze specifiche per determinare quale sia il ruolo svolto dal fatto religioso nella sfera pubblica. Vorrei affrontare il tema di questa auto limitazione, della credenza religiosa: è difficile da raggiungere ma non è un obiettivo sbagliato o non giustificato.

*Ricercatore di Filosofia e Teologia cattolica presso l'Università di Louvain e Tubinga

Martedì, 8 luglio, 2008 - 17:16
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it