La California apre ai matrimoni gay

di Andrea Boggio*

La Corte Suprema della California ha sancito il diritto costituzionale al matrimonio gay. Libertà, uguaglianza e rispetto della privacy: tanto basta per adeguare il diritto ai tempi che cambiano.

Una lucida e dettagliata sentenza della Corte Suprema della California ha sancito il principio secondo cui le coppie omosessuali hanno un diritto costituzionale a sposarsi, ovvero a contrarre "matrimonio", e non ad essere semplicemente parti di una ‘unione civile'. Secondo la corte, le etichette (e gli istituti giuridici) infatti contano, ed il fatto che le coppie omosessuali non potessero essere "sposati" costituiva una discriminazione costituzionalmente inaccettabile. Il diritto a contrarre matrimonio è infatti "un diritto che spetta a tutte le persone libere".
Questo diritto costituzionale trova il suo fondamento in due principi: il rispetto dell'individuo e della sua autonomia e libertà, ed il principio di uguaglianza, nella sua accezione liberale, per cui ogni individuo con le sue preferenze e le sue scelte ha un valore pari a quello di qualsiasi altro membro della società.
Così, se ad una persona omosessuale non fosse permesso sposare il proprio compagno o la propria compagna, questa persona sarebbe trattata come un cittadino di seconda categoria, in quanto non avente il diritto di dar vita ad una famiglia legalmente riconosciuta-cosa inaccettabile, secondo la corte californiana. Inoltre, si violerebbe il rispetto della privacy in quanto una persona dovrebbe dichiarare che il proprio amato o amata è un "partner" ma non un "coniuge", così rivelando il proprio orientamento sessuale.
La corte poi sottolinea che il riconoscimento legale di matrimoni omosessuali comporta chiari benefici per gli individui coinvolti. "La possibilità che un individuo ha di creare una relazione familiare, stabile, di lungo termine e riconosciuta ufficialmente con la persona prescelta è spesso una strumento cruciale affinché quell'individuo sia felice ed in stato di benessere...[ avere una famiglia] permette ad un individuo di avere la capacità di investire in ed contare su una relazione affettiva con un altro adulto in un modo da far sì che quell'individuo si sviluppi pienamente come persona e raggiunga il suo pieno potenziale".
La corte nota poi che una tradizione - in questo caso la visione che il matrimonio sia circoscritto alle a relazioni eterosessuali - "normalmente non giustifica di per sé il perpetuarsi, senza scrutinio, di una restrizione o diniego di un diritto costituzionale fondamentale", quali il diritto di ogni persona di creare una famiglia. Una sentenza di eguale portata era stata pubblicata nel 2004 dalla suprema corte dello stato del Massachusetts.
Dal punto di vista pratico, tuttavia, la sentenza californiana va oltre in quanto attribuisce a nubendi omosessuali il diritto ad ottenere una licenza di matrimonio dal parte delle autorità amministrative californiana; in Massachusetts, invece, la corte aveva semplicemente lasciato al legislatore il compito di colmare la lacuna, lacuna che peraltro non è stata ancora colmata. Sebbene la protezione legale delle relazioni omosessuali sia più avanzata in California e Massachusetts (ed un simile caso penda di fronte alla corte suprema del Connecticut), numerosi altri stati dell'Unione hanno legislazioni che riconoscono le unioni di fatto (5 stati) o estendono alcuni dei benefici riservati a coppie eterosessuale a coppie omosessuali (5 stati). Quali lezioni offre questa sentenza all'Italia? Sono numerose. In primo luogo, il diritto deve adeguarsi ai tempi che cambiano ed alla società che regolamenta. Il diritto va riformato là dove non rispecchia il cambiamento dei valori di una società, ed gli istituti giuridici desueti vanno abbandonati o riformati.
Secondo, una società ispirata da principi liberali non deve e non può accettare alcuna forma di discriminazione, inclusa la discriminazione per orientamento sessuale, ed i giudici devono farsi carico di questa realtà.
Terzo, i principi espressi dalla costituzione californiana (uguaglianza e rispetto degli individui) sono gli stessi che fondano il la Costituzione italiana, che quindi non è rispettata là dove le unioni civili non siano quanto meno riconosciute dalla legge.
Quarto, estendere dei diritti a nuovi titolari (persone omosessuali) non comporta che i vecchi titolari perdano il loro diritto (persone eterosessuali): il benessere e la felicità delle relazioni di coppia non sono beni per cui vari gruppi sociali competono: ogni coppia sviluppa e matura la propria felicità senza privazione per le altre coppie.
Infine, la civiltà di una società si giudica anche per la capacità di proteggere la parte debole della società e di permettere a persone con sensibilità diverse di realizzare il loro potenziale.
E di questo, la California ci ha offerto un esempio cristallino in questi giorni.

*Andrea Boggio, Assistant Professor of legale Studies presso la Bryant University di Smithfield, nello stato di Rhode island. Iscritto alla Associazione Coscioni della cellula Coscioni di Boston

Giovedì, 5 giugno, 2008 - 11:06
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