La casa del padre

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Cinicamente il "partito vaticano" sostiene che si vuole far morire di fame e di sete Eluana Englaro; che si tratta di un delitto; che Eluana deve continuare a rimanere prigioniera in un corpo che vegeta per chissà quanto tempo, diciassette anni non bastano... Difensori non della vita, ma della tortura e della sofferenza ad oltranza, anche quando non c'è speranza, negano il diritto peraltro garantito costituzionalmente, che la nostra volontà sia tutelata, rispettata, garantita. Per questo ne hanno dette, e ne dicono, di tutte: menzogne comprese. Lo dico a ragion veduta: ho preso parte a una puntata di "Porta a Porta", dedicata alla vicenda Englaro e al testamento biologico. Alla mia semplice osservazione che si deve garantire a tutti quel diritto che era statoriconosciuto a papa Giovanni Paolo II, quando ha chiesto (e ottenuto) di"lasciatemi andare alla casa del Padre"; monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la vita, polemicamente mi ha chiesto dove mai avessi letto queste affermazioni, chi le avesse mai fatte; il tono e l'atteggiamento era di chi lascia intendere che avessi detto una falsità. È sufficiente recarsi alla libreria vaticana, e procurarsi gli "Acta Apostolicae Sedis"; si tratta della raccolta ufficiale degli atti della Santa Sede. Nel supplemento del 17 aprile 2005, a pagina 460, si riferisce:"Giovedì 31 marzo (...) Veniva rispettata l'esplicita volontà del Santo Padre di rimanere nella sua abitazione, ove era peraltro assicurata una completa ed efficiente assistenza". Nella successiva pagina 461 si può poi leggere: "Sabato 2 aprile (...) Verso le ore 15,30, con voce debolissima e parola biascicata, in lingua polacca, il Santo Padre chiedeva "lasciatemi andare alla casa del padre". Poco prima delle 19 entrava in coma".Ecco la mia fonte. A questo punto, chiedo io a monsignor Fisichella:quello che gli "Acta Apostolicae Sedis" ha pubblicato, è vero o è falso?

Lunedì, 22 dicembre, 2008 - 16:50

commenti

ci sono anche dei

ci sono anche dei libri:

lasciatemi andare alla casa del padre, di Giovanni Paolo II,

lasciatemi andare. la forze della debolezza di Giovanni Paolo II, scritto dal suo segretario e dal suo medico.

La prossima volta che devi incontrare il monsignore, cara Maria Antonietta, ti consiglio di averli con te.

In generale, se posso permettermi, vorrei consigliarti maggior "aggressività" nei confronti dei tuoi interlocutori su questi temi. Stamattina a La7 ti hanno chiesto se la nostra posizione e quella di "quegli altri" potessero trovare un punto di mediazione e tu hai risposto, correttamente, che la mediazione sta nel garantire la massima libertà al malato.

ma secondo me la domanda andava rifiutata in quanto senza senso. come si possono mettere sullo stesso piano due proposte, la prima delle quali riconosce la massima libertà a tutti di disporre come meglio credono della propria vita, la seconda che pretende di imporre la propria visione anche a chi la pensa diversamente?

Grazie

Ciao

 

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it