La Chiesa equivoca, noi la vita la salviamo

di Gabriele Beccaria

No, non distruggiamo affatto la vita. Noi la perpetuiamo. L'uso delle staminali embrionali è fondamentale e salverà molte vite. Sono convinto che non passerà tanto tempo e le persone cambieranno idea: l'essere umano è fondamentalmente buono e ama sempre imparare. Oliver Smithies, Premio Nobel per la medicina 2007

Oliver Smithies è nel suo laboratorio alla University of North Carolina at Chapel Hill: parla con la chiarezza coinvolgente dello scienziato del XXI secolo e con la settecentesca fede jeffersoniana negli uomini. Le altre fedi, quelle di oggi, che considerano immorali i test sulle cellule staminali embrionali, rappresentano per lui una controparte dolorosa. "Stanno equivocando la realtà", spiega il neopremiato, che ha vinto il Nobel della Medicina con l'italoamericano Mario Capecchi della University of Utah e l'inglese Sir Martin Evans della Cardiff University, componendo una triade subito ribattezzata "Gli ingegneri del Dna". Professore, lei ha condotto una serie di studi in parallelo con Capecchi sulle staminali embrionali dei topi e sostiene che il futuro è la sperimentazione su quelle umane:che cosa pensa dei dilemmi etici che le circondano e che,in molte nazioni, compresa l'Italia,hanno portato allo stop delle ricerche? "Penso che le prospettive dei nostri studi siano enormi e che in futuro saranno ancora maggiori. Non so se ci vorrà un anno oppure 10 o 20 anni, ma so che con le staminali embrionali si apre l'era della terapia genica per combattere molte gravi malattie, dall'arteriosclerosi al diabete, fino al cancro. E' una strada difficile, ma l'abbiamo tracciata e così potremo aiutare un grande numero di individui. Ecco perché ed è fondamentale che si capisca - noi contribuiamo a perpetuare la vita anziché distruggerla. Nessuno si scandalizza per i trapianti, con gli organi espiantati da chi è morto in un incidente, e lo stesso avviene con le staminali. E infatti si deve pensare alle migliaia e migliaia di embrioni custoditi nelle banche del seme di tutto il mondo e destinati a essere gettati via. Perché mai ci si rifiuta di usarli? Sarebbe davvero una vergogna sprecarli". Anche negli Stati Uniti,però,i critici non mancano:è difficile fare ricerca in queste condizioni? Non è difficile e sono certo che l'opinione pubblica cambierà presto idea. Ma le grandi promesse di qualche anno fa sembrano oggi un po' attenuate:è così? Le rispondo che la strada è difficile e che non so quanto tempo ci vorrà. Ma con questa tecnica della "gene therapy" - la terapia genica - il mio team ha studiato i meccanismi della pressione alta e della leucemia e le prospettive - come dicevo - sono immense: con le staminali embrionali, per esempio, si riproducono le cellule dei pancreas e, sostituendole a quelle malate, potremo sconfiggere il diabete. E lo stesso faremo per molte altre patologie. E' il futuro che si apre davanti a noi e lo realizzeremo con le staminali embrionali umane. E le assicuro che non vedo alcun problema morale. Le cellule staminali adulte sembrano immuni da divieti e da condanne, ma non tutti le giudicano altrettanto efficaci di quelle embrionali.Qual è la sua opinione? Al momento si studiano tecniche meno controverse per ottenere le staminali, ma adesso dobbiamo usare quelle embrionali che abbiamo e che altrimenti andrebbero sprecate. Sono contento di poterne parlare ed è anche il motivo per cui sto facendo questa intervista. E' importante non perdere altro tempo.

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 16:31
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