Diritti civili

La Colombia alla prova della bioetica

di Jaime Escobar Triana*

Una sentenza della Corte Costituzionale depenalizza l'aborto, ma la sua applicazione pone ancora dei problemi. Così anche per l'eutanasia.

La nostra centenaria tradizione legalista (in Colombia) ha contribuito alla discussione sui temi che pongono problemi di bioetica.
La riforma costituzionale del 1991 permise di sollevare problemi che precedentemente erano circoscritti a determinati spazi (università, gruppi sociali, politici, religiosi), portandoli al centro di dibattiti pubblici con una più ampia partecipazione da parte di gruppi e istituzioni, tanto pubbliche che private.
L'opinione pubblica è stata stimolata dalle sentenze della Corte Costituzionale su casi di eutanasia, aborto, obiezione di coscienza, riconoscimento dei diritti patrimoniali delle coppie omosessuali, consumo della dose personale di stupefacenti o altre sostanze che producono dipendenza. La stessa carta politica del '91 aveva stabilito le linee generali dell'attuale modello neoliberale di sviluppo, la privatizzazione delle imprese e dei servizi forniti dallo Stato e aveva approfondito ulteriormente la riforma del sistema sanitario. [...] Nonostante una sentenza della Corte Costituzionale per la depenalizzazione dell'aborto, la sua applicazione pone ancora dei problemi. La sentenza (C-355 del 2006) stabilisce che non si incorre in delitto di aborto quando, con la volontà della donna, l'interruzione di gravidanza si produce nei seguenti casi: 1. pericolo per la vita o la salute della donna, certificato da un medico; 2. grave malformazione del feto che renda impossibile la vita, certificata da un medico; 3. gravidanza risultato di una condotta debitamente denunciata consistente in accesso carnale o atto sessuale non consensuale, abuso o di inseminazione artificiale o trasferimento di ovulo fecondato non consentiti o di incesto.
Alcune imprese di servizi sanitari (ospedali, cliniche) hanno dichiarato l'obiezione di coscienza per non praticare l'aborto nei casi definiti nella sentenza della Corte. Inoltre anche alcuni giudici della Repubblica hanno dichiarato l'obiezione di coscienza quando chiamati a pronunciarsi su sentenze che esigevano la salvaguardia dei diritti delle donne nei casi specificati dalla sentenza. L'obiezione di coscienza non è contemplata dalla legge 23 del 1981 (o Codice di Etica Medica) né stabilisce meccanismi per determinare se essa sia pertinente. La Corte Costituzionale ha sanzionato le cosiddette Società Promotrici di Salute (corporazioni private di assicurazioni) perché si sono rifiutate di praticare l'aborto nei casi previsti. Comunque finché non si scioglierà il nodo giuridico di interpretazione, il problema continuerà a presentarsi. Anche la depenalizzazione dell'eutanasia è stato motivo di una sentenza della Corte Costituzionale, la quale ha approvato che un medico aiuti a morire un malato terminale - con il di lui consenso - se questo soffre pene intense (Sentenza C-239 del 1997), senza che il medico vada in carcere. Fino a questo momento sebbene siano stati presentati vari progetti di legge al Parlamento, non si è legiferato in merito. Attualmente ne è all'esame uno sulla necessità di creare unità di cure palliative, il che rappresenta un approccio confessionale al tema dell'eutanasia poiché cerca di sostituirla. In seguito a una domanda presentata dall'organizzazione Colombia Diversa con l'appoggio di altre organizzazioni che difendono i diritti della comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali travestiti e transgender), la Corte Costituzionale ha riconosciuto i diritti patrimoniali alle coppie omosessuali (Sentenza C- 075 del 2007). La Corte ha deliberato che la legge 54 del 1990, che garantisce i diritti patrimoniali alle coppie eterosessuali, deve riguardare anche le coppie dello stesso sesso. Nonostante ciò, le coppie omosessuali devono fare i conti ancora con il non riconoscimento, i pregiudizi e la mancanza di strumenti giuridici che ne garantiscono i diritti patrimoniali. Con la sentenza C-811 del 2007, la corte ha riconosciuto il diritto all'affiliazione in casi riguardanti la salute per le coppie dello stesso sesso, reiterando le considerazioni della sentenza precedente. Successivamente è stata sollevata dinanzi al Parlamento una proposta di legge per il riconoscimento dei diritti patrimoniali delle coppie omosessuali, il quale ha subito alterne vicende prima di essere convertito finalmente in legge della Repubblica. Non esiste ancora una legislazione sull'uso delle cellule staminali o sulla riproduzione medicalmente assistita, sebbene sì a favore della clonazione umana a scopo di ricerca. Inoltre la contraccezione di emergenza ("pillola del giorno dopo") è stata inclusa nel Piano Obbligatorio sulla Salute. (...)

(Traduzione di Carmen Sorrentino e Daniela Merola)

*Rettore dell'Università El Bosque di Bogotà, in Colombia. E' Direttore del Programma di Bioetica.

 

Mercoledì, 6 agosto, 2008 - 09:40
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