La lotta di Baravaglio

Era iscritto ad EXIT-Italia e a Dignitas e voleva andare in Svizzera per morire. È morto il 15 ottobre scorso a Pray Biellese (BI) Adolfo Baravaglio. Aveva cinquantatre anni e da diciannove, in seguito a un incidente d'auto, era in una condizione di tetraplegia pressoché completa, bloccato in un letto. Poteva muovere solamente il collo e il braccio destro, ma non la mano. Operaio, fino all'incidente, aveva raccontato la sua storia in un libro dal titolo significativo "Perché mi torturate? Storia dell'uomo rinchiuso in una gabbia grande quanto il suo corpo", a cura di Gabriele Vidano e Letizia Moizzi, edito da TEA. Di se Adolfo diceva "Ci obbligano a marcire in una gabbia grande quanto il corpo; va rispettato il principio secondo cui un essere umano non può disporre della propria vita: un dogma, un credo religioso che ci impone lo Stato. Io invoco una vera e propria legge sull'eutanasia". Grazie Adolfo.

 

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Mina Welby incontra Adolfo Baravaglio: http://www.radioradicale.it/scheda/235577

Martedì, 4 novembre, 2008 - 14:03
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