In Parlamento

La lotta quotidiana nelle istituzioni

di Donatella Poretti

L’attività parlamentare dei deputati radicali con l’Associazione Coscioni.

Un filo
conduttore delle
nostre iniziative?
Restituire
responsabilità al
cittadino che in
maniera
cosciente deve
poter scegliere e
non essere
ostaggio di una
decisione
imposta da uno
Stato moralista

Mentre scrivo il resoconto di quanto a livello parlamentare i radicali e l'Associazione Coscioni sono riusciti a fare, o meglio a portare all'attenzione della Camera dei Deputati con il deposito di proposte di legge, mozioni e interrogazioni, sono in corso le consultazioni al Quirinale dopo la sfiducia al Governo Prodi del Senato. Queste parole potrebbero essere così il riassunto conclusivo dell'esperienza, oppure un primo capitolo delle tante iniziative che abbiamo ancora da fare o da cercare di portare a conclusione. Guardando a ritroso e provando a riassumerle presentano un filo conduttore che le lega: la responsabilizzazione del cittadino, che in maniera cosciente deve poter scegliere e non essere ostaggio di una decisione imposta da uno Stato moralista. Dalla ricerca scientifica, con particolare attenzione alla trasparenza dei finanziamenti pubblici, alla libertà di cura, il diritto di poter scegliere se accettare o rifiutare terapie, il diritto di accedere alle terapie contro il dolore, dalla cannabis terapeutica all'analgesia in sala parto, dalla necessità di liberalizzare il mercato delle farmacie alla volontà di mettere al centro dell'attenzione il malato come cittadino che deve poter decidere e poter avere una vita indipendente. Puntualmente abbiamo riportato l'attenzione sulla legge 40, in particolare con interrogazioni, richieste di audizioni del ministro e appelli, come pure sulla legge 194. La revisione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è oggetto di una proposta di legge depositata fin dall'avvio della legislatura, segnalata in ogni richiesta ufficiale di calendarizzazione da parte del nostro gruppo parlamentare, ma che ha trovato veti trasversali che hanno impedito la riapertura di un dibattito. A metà ottobre abbiamo promosso un appello con tutti i gruppi parlamentari de l'Unione - tranne l'Udeur - per impegnarsi a rivedere la legge e chiedere al ministro di aggiornare le linee guida nella direzione richiesta da pazienti, comunità scientifica, nonché dalle sentenze del tribunale di Cagliari. Purtroppo alla fine di gennaio dobbiamo prendere atto che si sono aggiunte altre due sentenze che dichiarano le linee guida illegittime in materia di diagnosi preimpianto, ma il ministro non ha ancora emanato il decreto per aggiornarle, nonostante la legge chiedesse di farlo almeno ogni tre anni, e il termine è scaduto ad agosto 2007. Molte sono state le interrogazioni in materia: sugli embrioni orfani destinati per legge alla crioconservazione infinita invece che destinarli alla ricerca scientifica; su casi come quelli di condannati per mafia alla detenzione in 41bis che accedono alle tecniche di fecondazione assistita pur non essendo sterili, a differenza di coppie portatrici di malattie genetiche; sulla chiusura di centri come quello di Castellana Grotte (Ba) che con operazioni fatte a livello regionale in pratica rendono ancora più complesso accedere a queste tecniche. Sul tema della ricerca scientifica abbiamo cercato di fare chiarezza sui metodi di assegnazione dei fondi pubblici, in particolare scandagliando una vicenda oscura dell'Istituto Superiore della Sanità risalente al 2001, oggetto di ben tre interrogazioni per fare luce sui finanziamenti assegnati dalla Commissione nazionale cellule staminali. Se grazie alle interrogazioni abbiamo saputo del metodo spartitorio di ricercatori che in pieno conflitto di interessi chiedono i fondi e decidono di assegnarseli, restano ancora da capire le cifre che oscillano da 7,5 fino a 17 milioni di euro. Il protagonista della vicenda a capo sia dell'ISS che della Commissione e' stato Enrico Garaci, riconfermato alla guida dell'ISS nonostante la nostra contrarietà al momento di votare la sua nomina in Parlamento. Per contro c'e' da riconoscere che la vicenda ha portato il ministero ad impegnarsi perché in futuro per l'assegnazione dei fondi pubblici vengano adottati metodi, riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale, di peer review. Con lo stesso spirito abbiamo presentato altre interrogazioni per sapere di finanziamenti destinati alla Vulcanologia o ad un vaccino anti-AIDS. Abbiamo inoltre depositato con una ventina di parlamentari una mozione per sostenere il compromesso attuale raggiunto in sede europea sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali embrionali nei Paesi che lo ammettono con leggi nazionali.

Un altro tema su cui abbiamo cercato di utilizzare tutti gli strumenti parlamentari dalle proposte di legge, agli appelli, agli emendamenti passando per le interrogazioni e sempre raccogliendo adesioni trasversali da destra a sinistra è quella riguardante la raccolta e conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. A fronte di un assurdo divieto delle biobanche private e della conservazione autologa, confermato da ordinanze che si susseguono dal 2002, il disastro della donazione pubblica è stato confermato dalle cifre offerte in risposta ad una nostra interrogazione, solo lo 0,46% viene donato. Abbiamo cercato di cogliere ogni occasione legislativa per ribadire la necessità di garantire il diritto di poter conservare per se stessi e la propria famiglia le staminali cordonali, consentendo l'apertura di biobanche private e acconsentire in un secondo momento alla donazione in caso di necessità di trapianto. E così sono passati emendamenti nella legge sul parto - che sancisce il diritto per la donna che vuole partorire senza dolore a farlo in analgesia epidurale - e sul decreto "milleproroghe", entrambi attualmente ancora al vaglio della Camera. In merito all'applicazione della legge 194 che regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza abbiamo presentato interrogazioni sulle convenzioni stipulate e in via di rinnovo di ospedali pubblici con i Centri di aiuto alla Vita, come l'obiezione di coscienza di medici per la prescrizione della pillola del giorno dopo. Con una mozione sulla procreazione cosciente e responsabile chiediamo al Governo di impegnarsi per la diffusione d'informazioni sulla contraccezione, anche inserendo l'informazione sessuale tra le materie scolastiche, agevolando l'accesso alla pillola del giorno dopo abolendo l'obbligo della ricetta, garantendo il ricorso all'aborto farmacologico con la RU486 e consentendo che il personale non obiettore sia almeno il 50% di quello presente nelle strutture dove si pratica l'aborto. Abbiamo fin dall'inizio della legislatura presentato due proposte di legge per disciplinare sia l'eutanasia che il testamento biologico, prevedendo che il paziente non senziente possa rifiutare tutto ciò che gli può essere somministrato da terzi o macchinari, come già oggi può fare il paziente cosciente. Purtroppo la Camera dei Deputati poche ore prima della morte di Piergiorgio Welby rigettò l'ipotesi di realizzare un'indagine conoscitiva sulla pratica dell'eutanasia clandestina in Italia. Un'iniziativa avviata dalla lettera di Welby al presidente della Repubblica e su cui l'Associazione Coscioni aveva raccolto trentamila firme. In Parlamento si unirono alla richiesta una trentina di deputati, ma si ottenne solo un ciclo di audizioni a porte chiuse sul tema, che hanno comunque visto la presenza di Mina e Carla Welby e del dottor Mario Riccio. Altre iniziative sono state fatte per la liberalizzazione della vendita dei farmaci, sulle terapie contro il dolore, sulla cannabis terapeutica, sul Comitato di Bioetica, il risarcimento per i soggetti affetti da sindrome da talidomide e la gratuità di Sms per i sordi. Purtroppo su molti di questi fronti come Parlamento e come Governo abbiamo offerto l'immagine di un'Italia che non lavora per i cittadini e per il loro diritto alle cure sanitarie, ma un'Italia che sottosta ai veti incrociati di gruppi di potere vecchi e decrepiti. Occorre ora lavorare perché anche queste considerazioni rientrino in quelle da far valere per non interrompere la legislatura, e rilanciare un Governo che si faccia promotore delle riforme!

Lunedì, 4 Febbraio, 2008 - 13:35
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