Scuola estiva dal 15 al 19 settembre

La scuola di Walter Veltroni e quella di Luca Coscioni

di angiolo bandinelli

Un seminario transazionale, globale, per la modernità e la libertà. A confronto le scuole del Partito Democratico e la scuola radicale dell'Associazione Luca Coscioni

L'Associazione "Luca Coscioni" apre i battenti ad una scuola, un seminario estivo di studi per studenti universitari, sul tema "Liberalismo e libera ricerca". Si svolgerà dal 15 al 19 settembre presso lo Happy Village di Marina di Camerata, nel Cilento. Mi è stato chiesto di tenervi una relazione. Ringrazio, e sarò presente. Eppure, anni fa, mi opposi alla proposta che il Partito Radicale organizzasse una analoga scuola, o seminario, di studi politici. Allora, queste scuole di partito andavano di moda: il modello era la famosa scuola del Partito Comunista che aveva sede alle Frattocchie, nei pressi di Roma. Ho sempre pensato (e penso ancora) che un partito non possa e non debba insegnare alcunché, non è questo il suo compito. Soprattutto il Partito Radicale, nel quale la regola è che l'adesione avvenga con il semplice pagamento della quota della tessera e che l'iscritto sia tenuto solamente al rispetto dei deliberati contenuti nella mozione votata in congresso; mentre, per il resto, ciascuno può (e forse deve) portarvi le proprie idee, le proprie certezze, la propria fede. Senza modelli da proporre, né probiviri per imporli. Il mito delle scuole di partito è duro a morire. In questa estate ormai declinante, a Cortona, si sono tenute le lezioni, o i corsi, di una "summer school" promossa dal Partito Democratico, illustrata da personalità della più raffinata cultura internazionale. Qualcuno, all'elenco dei vari Jacques Attali, Edgar Morin, Jeremy Rifkin e Jean Paul Fitussi, ha parlato ironicamente di "sfilata di moda". Quando questo giornale uscirà, il segretario del PD, Walter Veltroni, vi avrà pronunciato quello che è stato annunciato come "il discorso politicamente più impegnativo in vista della ripresa autunnale", e avremo già letto o ascoltato un profluvio di commenti variamente intonati. Magari, anche noi avremo detto la nostra. Obiettivo dichiarato della "summer school", stando a Giorgio Tonini, membro della Direzione PD, era di "far nascere una nuova cultura politica necessaria ad un nuovo partito", quale si propone di essere quello guidato da Veltroni. Tale "nuova cultura politica", sempre secondo Tonini, dovrebbe ruotare attorno alla "difficile questione di una democrazia incardinata sostanzialmente alla dimensione nazionale mentre i problemi hanno sempre più una dimensione globale". Una domanda vorremmo subito porre a Tonini e agli organizzatori della sua scuola di partito: bisognava arrivare al 2008 per accorgersi che i problemi che incombono e ci assediano hanno da tempo acquisito "una dimensione globale" e in questa dimensione vanno risolti, abbandonando definitivamente gli angusti schemi nazionali? Ricordo uno dei primi comizi del Partito Radicale preso in mano da Pannella negli anni ‘60. In quel comizio osservammo che i problemi del nostro tempo dovevano essere posti e risolti nel quadro del "triangolo produttivo Milano-Bonn-Parigi", e non del piccolo triangolo industriale italiano "Milano-Bologna-Torino". Possibile che il tema della dimensione globale, internazionale (o, meglio, transnazionale) sia vista ancora, nel PD, come una novità da esplorare? I temi che verranno discussi nella scuola estiva organizzata dall'Associazione Luca Coscioni nascono tutti in una atmosfera internazionale, transnazionale, globale. La scuola-seminario di quest'anno punterà su pochi temi di fondo: un'analisi critica delle vicende e prospettive del liberalismo; la laicità dello Stato nel confronto con religioni e fondamentalismi; la democrazia e la libertà nella ricerca scientifica; il problema Europa; la nonviolenza oggi. Mentre nella scuola del PD si continuerà ad ignorarla, la "questione liberale" è da sempre al centro della riflessione della galassia radicale. Dopo una breve stagione nella quale tutti si sono professati liberali, stanno risorgendo in Italia e nel mondo fortissime spinte tendenti a chiusure dal minaccioso sentore autarchico-nazionalista. L'invocazione "meno Stato, più società civile" ha ceduto il posto ad una riaffermazione in economia dello Stato dirigista che rafforza anche, direttamente o indirettamente, i proibizionismi già così fortemente radicati nei settori relativi all'etica e alle libertà civili. Il seminario proporrà relazioni e consentirà dibattiti che esploreranno queste problematiche, con l'ambizione persino di mettere in rilievo l'originalità della proposta radicale, intesa come ampliamento e ammodernamento delle tesi e dei modelli del liberalismo classico nelle sue varie forme, fino al libertarismo contemporaneo.
Ogni giorno constatiamo quanto l'Italia e il mondo siano condizionati da fondamentalismi che si vestono di una autorevolezza sacralizzata da formule religiose, siano esse cattoliche, bibliste o islamiche. Questi fondamentalismi pretendono di avere il monopolio della gestione di temi essenziali alla vita dell'uomo, e impediscono che si sviluppi un approccio serio, ponderato, ma non aprioristicamente negativo, intorno ai problemi posti dallo sviluppo delle tecniche e dall'allungamento della vita umana. Indubbiamente, si avverte ovunque il bisogno di un adeguamento del significato della persona, dell'uomo concreto dei tempi nostri: ma questo adeguamento deve aver luogo grazie ad un dibattito laico, il più vasto e rigoroso. Anche in questo campo i proibizionismi sono inutili, perniciosi.
Ad introdurre questi temi sono stati chiamati esperti e figure militanti. Il loro contributo è importante, ma più importante sarà il confronto tra i partecipanti, docenti e studenti. Sarà dunque, il seminario estivo della "Associazione Coscioni", non una scuola di partito con le sue imposizioni, i suoi vincoli oggettivi e soggettivi, i suoi inevitabili dogmi, ma una libera sede di incontro, di ricerca e di confronto, aperto ad ogni contributo e prospettiva. Arrivederci a Marina di Camerata, dunque.

Martedì, 9 settembre, 2008 - 13:28
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