La valutazione meritrocatica è la madre di tutte le battaglie

di piergiorgio strata

Una politica di lungo periodo sulla ricerca: è quello che manca alla classe politica del nostro paese. A risentirne è l’economia del sistema.

La ricerca nella sua globalità è tema centrale per le battaglie dell'Associazione: la ricerca per i malati, ma anche quella ricerca che porta benessere al paese in generale, quella ricerca che tutto il mondo ha messo in primo piano e che l'Italia, per ragioni ancora sconosciute, continua a ignorare. In questi giorni è iniziata la campagna elettorale, abbiamo sentito parlare di tutto, ma io non ho ancora sentito qualcuno che abbia detto cosa facciamo per la ricerca, l'università, l'investimento in questi settori.

Questa mattina sfogliavo il Corriere della Sera e sono andato a vedere i 12 punti che realizzerà Veltroni; ho visto finalmente: "Università: costruiremo entro il 2011 cento campus". Bellissimo, "cento campus". Vorrei sapere però cosa investiremo, se cambieremo il sistema e così via. Questo è un problema che ci sta molto a cuore; in questo senso abbiamo avuto l'appoggio del senatore Ignazio Marino, molto vicino in questa nostra battaglia, e contiamo molto anche su di lui per le battaglie che continueremo a fare. Mi trovo infatti molto bene nell'Associazione Coscioni, alla quale - a fatica - riesco a dedicare parte del mio tempo.

Ne sono anche il co-presidente, e molto volentieri, visto che in questo Congresso abbiamo invitato pure persone della statura di Rizzolatti, di Berlucchi ed altri che sono venuti volentieri. Questa Associazione non è una associazione di destra o sinistra. Quando la gente dice: "Ma tu sei radicale", non c'entra niente. L'Associazione Coscioni è trasversale, raccoglie persone di destra e sinistra per il bene del paese: questo è il punto fondamentale. Uno dei mali che vedo nella politica è che viene su un ministro e distrugge quanto fatto da quello precedente, poi viene quello dopo e distrugge quello ancora precedente.

La Moratti aveva fatto una cosa buona, bloccando quello sconcio che sono i concorsi locali per professori, un meccanismo veramente devastante. Dopo è venuto un altro ministro dopo che ha detto che la legge Moratti non andava bene; questo quando pure persone di sinistra illuminate, come Settis, avevano detto: "Ma perché non si è presa la legge Moratti, che era buona, perchè aveva bloccato concorsi locali, e non si è cercato di migliorarla e in tre mesi riabilitare i concorsi?".

Altri esempi non mancano. Noi invece, come Associazione, siamo nella condizione di non dovere per forza criticare il ministro di destra o sinistra, cosa che non ci interessa, ma di fare proposte concrete. Nella nostra analisi partiamo dal presupposto che senza un produttivo investimento in ricerca, anche l'economia ed il nostro sistema tutto non possono andare avanti così. Non voglio adesso entrare nel dettaglio, ma lasciatemi almeno ricordare la nostra iniziativa lanciata con l'appello al Ministro Turco. Cosa vuol dire? Vuol dire che la madre di tutte le battaglie che possiamo fare è questa, deve cominciare tutto da lì, nel nostro sistema: la prima battaglia è quella della valutazione ai fini di una distribuzione dei fondi della ricerca secondo criteri meritocratici. I fondi devono andare a chi produce. Se non si risolve questo problema, tutto il resto è inutile; se noi riusciamo a creare un esercito di scienziati pieni di soldi, ma perché producono bene, le università devono essere premiate.

Se gli atenei sfornano scienziati bravi, automaticamente possiamo eliminare i concorsi. Senza quello non cambierà nulla. Se questo è il punto fondamentale, perché ci siamo rivolti alla Turco e non, in generale, all'opinione pubblica? Intanto il nostro appello è generale, riguarda tutti i soldi della ricerca. Due anni fa, quando il Ministro Mussi venne al nostro Consiglio Generale, rimase ad ascoltarci tutti e parlò per 45 minuti, in un modo che ci ha anche entusiasmato. Sembrava parlassimo lo stesso linguaggio riformatore. Il Ministro Mussi aveva fatto tante promesse, ci eravamo anche un po' illusi. Noi avevamo detto: "Ministro, se Lei riuscisse a fare in modo che qualunque fondo investito in ricerca venisse distribuito in maniera altamente meritocratica, Lei compierebbe la più profonda rivoluzione e passerebbe alla storia".

Ricordo ciò per ribadire l'importanza che attribuiamo a questo problema. Questa volta ci siamo rivolti al Ministro Turco, con un appello che è stato firmato in poche ore da 5-600 persone in contatto con l'Associazione Coscioni; ma se l'avessimo potuto diffondere tra tutti i ricercatori italiani forse avremmo raccolto anche 5.000 firme. Presso il Ministero della Sanità si era appena installata infatti una commissione per decidere il da farsi e per discutere della sorte di 350 milioni di euro, che è una bella cifra. Di conseguenza abbiamo detto al Ministro che vorremmo che cambiasse la strategia, che non è tipica del solo Ministero della Sanità, bensì un po' di tutto il nostro sistema. Abbiamo sistemi arcaici di valutazione che si possono riassumere in questo modo: per esempio è tradizione che delle persone siano elette per entrare in una commissione, la quale commissione poi distribuisce i soldi a coloro che li hanno eletti. Questo è un sistema che non va bene, perché così devi distribuire i soldi a chi ti ha dato il voto. E' ora di finirla con questo sistema, il sistema del CNR.

Poi basta con i progetti strategici sull'Alzehimer, che magari sono di esperti, ma magari qualcuno di migliore è stato dimenticato. Fate un programma, un bando, poi distribuite i soldi. Queste sono cose normali e ci si meraviglia che la gente non si scandalizzi. In questo appello abbiamo detto che è ora di finirla drasticamente con questi sistemi vecchi, antiquati, che non hanno spazio in nessun paese civile del mondo. Vogliamo almeno essere in linea con gli altri paesi. Allora c'é un solo sistema, che può avere varianti, ma che è sostanzialmente quello di avere delle commissioni note, di personaggi altamente qualificati, capaci, che producono, i quali poi si devono avvalere del giudizio di esperti. Per me è molto importante sottolineare che questi siano anonimi, anche stranieri, che devono dire liberamente quello che pensano, in modo che io, anche se faccio parte di una commissione, se ho un amico, mettiamo il prof. Giacomo Rizzolatti, che ha fatto domanda, possa dirgli: "Guarda che mi è arrivato un giudizio di tre referees anonimi che hanno detto che il tuo progetto non va bene".

Se siamo amici rimaniamo amici. Se invece dovessi dire: "Ho corretto il tuo progetto e fa schifo", mi troverei in imbarazzo. Questo è l'appello fatto. Il Ministro Turco è stata disponibile, ci ha ricevuto - siamo andati con Marco Cappato e Mina Welby - ed abbiamo avuto un colloquio sereno. Abbiamo raccomandato tra l'altro quel progetto "giovani" del Senatore Ignazio Marino, che credo sia un'altra delle grosse rivoluzioni di questo paese, ossia avere detto per la prima volta: "Vogliamo finanziare i giovani", un po' come ha fatto l'Europa. Il senatore Marino era un po' preoccupato: adesso questa commissione bisogna farla bene. Il ministro ha dato garanzie che questa commissione sarà fatta bene - però questo esula dalle nostre competenze - e ha praticamente recepito completamente le nostre proposte. Naturalmente, voi mi direte, non è detto che se un ministro dice che va tutto bene, poi lo faccia, perché siamo abituati alle promesse. Però dal punto di vista nostro, dell'iniziativa che la Coscioni ha promosso con queste firme, almeno essere stati ricevuti dal ministro, che ieri all'inizio del congresso ci ha mandato anche una bella lettera lunga - che non ho potuto leggere e non posso leggere ora, ma che è disponibile per chi la volesse - una risposta articolata dove dice che vuole cambiare e fare tutte le cose, ripeto: non so se succederà, ma perlomeno la consideriamo una grande conquista positiva.

Martedì, 4 marzo, 2008 - 16:12
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