La vita indipendente in Italia

di Emilia Napoletano

Presidente della DPI (Disabled Peoples International Italia) In Italia, dal punto di vista normativo, i primi accenni alla Vita Indipendente della persone con disabilità, trovano riscontro nell'art. 39, comma 2, della Legge 104/1992, e successivamente nella Legge 21 maggio 1998, n. 162 "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave" (Pubblicata in G.U. 29 maggio 1998, n. 123) che specificamente mira "a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia». L'approvazione della Legge 328/2000 ha introdotto i progetti individuali (art. 14) che devono definire l'insieme dei bisogni e dei servizi che devono essere messi in campo per garantire i diritti delle persone con disabilità. Sia la legge 162/98 sia l'art. 14 della legge 328/2000, soprattutto nelle regioni del sud, sono stati letteralmente disattesi ed ignorati dai governi regionali, molti dei quali non l'- hanno neanche recepite. In alcune realtà, i fondi nazionali destinati a tale scopo, sono confluiti nei piani sociali di zona o in progetti che quasi sempre nulla hanno a che fare con la Vita Indipendente, da qui la necessità di riaprire il dibattito su questo tema fondamentale per la vita di tantissime persone con disabilità. Ed è per questo che si pone ora l'esigenza di dare coesione ad esperienze alquanto diversificate sul territorio nazionale, creando un movimento unitario che possa elaborare una strategia di iniziative finalizzate al riconoscimento del diritto ed alla conseguente diffusione di servizi e strumenti che consentano a tutte le persone con disabilità che lo vogliano, di poter vivere in modo autonomo ed indipendente. Tale strategia deve porsi, a nostro avviso, come obiettivo prioritario, quello di superare l'attuale sperequazione tra le diverse regioni che determina gravi discriminazioni rispetto all'esigibilità del diritto, a seconda del territorio di residenza

Mercoledì, 10 ottobre, 2007 - 17:03
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