Lavoro in terapia intensiva, mi iscrivo alla Coscioni

Lavoro in terapia intensiva, mi iscrivo alla Coscioni Sono nove anni che opero assistenza infermieristica in una terapia intensiva cardiologica e con un anno di esperienza anche in un centro specializzato per lungo comatosi. Nel dibattito di questi giorni, riaccesosi dopo gli articoli sull'indagine svolta dall'Istituto Mario Negri,risulta sempre più rilevante l'uso corretto dei termini,non si stacca nessuna spina,non si pratica nessuna eutanasia. Ogni giorno noi operatori sanitari,che siamo come previsto dal nostro codice deontologico e dalla nostra etica professionale dei portatori di vita e non di morte,siamo posti però di fronte a dover compiere delle scelte, a farci delle domande ma anche a farle. A farle a chi ancora può esprimere il proprio volere,nodo rilevante del problema, o ai familiari che sono vicini al loro caro. Il rispetto della sacralità della vita e della dignità della vita non è esclusività dei credenti ma patrimonio comune di tutti gli appartenenti alla società. Noi operatori ci troviamo ad operare in un vuoto normativo sempre più stridente con i bisogni di questa società che viaggia ad una velocità decisamente maggiore,rispetto a quella di una politica italiana,che spesso deve fare i conti con le affermazioni di uno stato estero confessionale piuttosto che con la ragionevolezza e la volontà popolare. In una legge non potrà mai esservi una definizione chiusa e definitiva di che cosa sia o cosa non sia accanimento terapeutico. Ancora una volta,il principio che è importante ribadire riguarda la possibilità, o meglio il diritto,che deve essere riconosciuto a ognuno di noi, di indicare che cosa ritiene accettabile e opportuno per se stesso e che cosa invece considera lesivo della propria dignità. Si chiede sempre più la definizione normativa di un testamento biologico! Dispiace ancora notare l'assordante silenzio del CNB che dovrebbe essere invece,promotore di divulgazione,informazione e presa di coscienza di queste problematiche che definiscono una società civile e laica. "Lasciatemi andare alla casa del padre......" Karol Wojtyla..... rifiutò il posizionamento del sondino naso gastrico ed il ricovero al Gemelli. L'Associazione Coscioni risulta l'unica voce politica che ha preso iniziative e che porta avanti questa che è divenuta una battaglia per il riconoscimento dei diritti dell'individuo. Anch'io ho preso un'iniziativa, mi sono iscritta, spero che altrettanti miei colleghi lo facciano come risposta a quella politica che invece non ascolta più. Silvia Giacomelli

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 17:09
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