Appello comitato referendum Bologna

Pubblico quanto mi è appena arrivato per e-mail. L'appello può essere sottoscritto individualmente alla sal dei Notai o a Santa Cristina. Le adesioni elettroniche si inviano a
Ivana_Sandoni.CGILER@er.cgil.it

TESTO DELL'APPELLO

Siamo donne e uomini di Bologna che voteranno SI’ ai QUATTRO REFERENDUM parzialmente abrogativi della legge 40 sulla FECONDAZIONE ASSISTITA, per modificare radicalmente una legge ingiusta e cattiva nelle parti che ledono la salute della donna e la libertà di ricerca scientifica, negano la fecondazione eterologa (cioè la fecondazione realizzata grazie ad un donatore esterno alla coppia), e che, equiparando i diritti del concepito a quelli della madre, aprono la strada alla possibile rimessa in discussione della legge 194.

Di fronte ad una maggioranza parlamentare che ha approvato norme ingiuste, inutilmente crudeli, intrise di divieti per la donna e per le coppie , di obblighi per la comunità medica e scientifica, discriminatorie per censo, riteniamo che i referendum che cancellano le parti più crudeli e punitive della legge siano la strada necessaria per cambiare una legge così sbagliata.

Dopo la sua approvazione, sono in costante aumento i viaggi della speranza all’estero perché nessun altro paese d’Europa ha una legge tanto punitiva.

In nessun altro paese si registra un insieme di divieti tali da provocare assurde malvagità sulle donne e sul loro corpo, fino a imporre il trasferimento in utero di embrioni, anche se malati.

In nessun altro paese viene negata alla scienza la possibilità di studiare terapie, che potrebbero diventare risolutive, per le malattie cardiovascolari e per malattie sociali oggi incurabili, come il diabete, l’alzheimer e il parkinson.

La vittoria dei SI’ ai quattro referendum potrà contribuire a rendere più libero e rispettoso delle diverse convinzioni, il dialogo sulle questioni della bioetica e sulle norme che regolano la fecondazione assistita.

I riferimenti per noi sono il principio della laicità dello stato, il sostegno alla libera scelta delle persone, il sostegno alla ricerca scientifica, l’affermazione dell’autodeterminazione delle donne.

Il referendum è una occasione di confronto democratico al quale nessuno dovrebbe onestamente sottrarsi.
E invece, rendendosi conto di non poter raccogliere su questi temi il consenso della maggioranza del Paese, la Chiesa ha seguito un’altra strada, ha invitato i cattolici a non andare alle urne. E, dunque, a far fallire il referendum.
Questo è estremamente grave, perché è una vera e propria ingerenza negli affari dello Stato.

Chiediamo alle donne e agli uomini di Bologna di andare a votare in massa.
Il nostro è un appello ad un impegno straordinario perché le cittadine e i cittadini di Bologna si esprimano contro quelle norme della legge 40, lesive a nostro avviso della dignità e della salute della donna e della ricerca scientifica.
Raggiungere il quorum al referendum è decisivo, come è decisivo far vincere i si’.

Nel sottoscrivere questo appello, ci impegniamo a sensibilizzare le cittadine e i cittadini di Bologna e dei Comuni della sua provincia per affermare valori di civiltà e di democrazia.

Bologna, 30 marzo 2005

Venerdì, 8 aprile, 2005 - 13:56
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