Francia: prove di decreto per la ricerca sulle staminali embrionali


Il documento, datato 26 maggio, proviene dal ministero delle solidarieta’, della sanita’ e della famiglia. E’ classificato come confidenziale ed e’ l’ultima versione, per ora, del “progetto di decreto relativo alla ricerca sull’embrione e le cellule embrionali”: uno dei testi d’applicazione piu’ attesi della legge del 6 agosto 2004 sulla bioetica. Il progetto di decreto si preoccupa di stabilire una distinzione tra studi e ricerche che si potranno fare sugli embrioni umani. I primi corrispondono ad “interventi che non ledono l’embrione concepito all’interno di un’assistenza medica alla procreazione e non piu’ oggetto di un programma parentale”. All’opposto, le ricerche sono definite come attivita’ che “recano danno all’embrione”.
Perche’ autorizzare oggi in Francia studi e ricerche sugli embrioni umani? Secondo la legge di revisione delle leggi di bioetica del 1994, questi studi sono giustificati poiche’ sono suscettibili di portare a progressi terapeutici importanti. Spettera’ poi all’Agenzia di biomedicina valutare la “pertinenza scientifica” dei protocolli e delle condizioni messe in atto “rispetto ai principi etici e al loro interesse per la sanita’ pubblica”. “Quest’ultima disposizione e’ particolarmente inquietante”, commenta il professor Marc Peschanski, direttore dell’unita’ neuroplastica e terapeutica dell’Inserm. “Vuol forse far intendere che meno una malattia e’ frequente e meno l’Agenzia di biomedicina dara’ l’autorizzazione?”. Il progetto di decreto prevede anche che “nessuna informazione volta a consentire l’identificazione della coppia o del membro sopravvissuto della coppia che ha originato gli embrioni facenti parte dello studio o della ricerca dovra’ essere comunicato ai responsabili dei lavori”. Un aspetto tra i piu’ delicati del decreto tratta delle condizioni d’importazione ed esportazione di tessuti o cellule embrionali a scopo di ricerca. Il testo prevede “l’interdizione ad importare cellule embrionali prelevate da un embrione umano in vitro creato, o ottenuto tramite clonazione, per finalita’ scientifiche o terapeutiche”. Una disposizione che cade male dopo gli ultimi spettacolari risultati coreani e britannici.
“Non si possono che apprezzare i diversi aspetti costruttivi di questo progetto di decreto”, sottolinea il professor Claude Sureau, membro dell’Accademia nazionale di medicina e del Comitato nazionale d’etica. “Tuttavia, m’inquieta la breve durata di conservazione dei protocolli di ricerca sperimentale, come pure il divieto d’importare o esportare embrioni umani”. I professori Sureau e Peschanski ritengono infatti indispensabile che gli embrioni, allo stesso titolo delle cellule embrionali, possano essere scambiati tra laboratori di vari Paesi.

(Fonte: Aduc, Anno IV Numero 89 del 10 Giugno 2005)

Sabato, 11 giugno, 2005 - 19:20

commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • tags HTML permessi: <a> <p> <span> <div> <h3> <img> <br> <br /> <ul> <ol> <li> <em> <b> <u> <i> <strong> <blockquote> <embed> <object> <param> <div>
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

CAPTCHA

Ti chiediamo di rispondere al seguente quesito per evitare invii automatici di spam.

Se dovessi riscontrare problemi o difficoltà ti preghiamo di scrivere alla mail info@lucacoscioni.it.

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it