Legge 40 e "Vita" per difernderla la distruggono

di Filomena Gallo

Come già sul referendum sulla legge 40, per il Congresso della Coscioni la città di Salerno si è mobilitata. Ora toccherà ai cittadini italiani ottenere ascolto dalla politica.

Molti ospiti e molti giornalisti mi hanno chiesto in questi giorni perché il VI congresso dell'Associazione Luca Coscioni si sia tenuto a Salerno: è una domanda che credo vada fatta più al Segretario dell'associazione e ai suoi organi dirigenti che a me. Tuttavia, nella città di Salerno lo slogan "Dal corpo dei malati al cuore della politica" è pienamente realizzato, più che in altre zone del sud.

A Salerno l'amministrazione ha messo in atto ogni strumento idoneo ad attuare una buona vivibilità per tutti i cittadini, sani o malati che fossero, rispondendo personalmente ad ogni loro istanza. Sono stati aperti nuovi asili, e il nuovo piano regolatore prevede un rilancio dell'abbattimento delle barriere architettoniche. La Provincia di Salerno, dal canto suo, non è rimasta a guardare, con una serie di attività in favore dei soggetti meno rappresentati (donne, anziani, bambini e malati): basti pensare all'attenzione verso gli adolescenti, concretizzatasi nel progetto pilota "Scolarmente", finalizzato all'avvicinamento al metodo scientifico per gli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori.

Quella di Salerno è anche l'unica provincia d'Italia in cui sia stata emanata una delibera per il rispetto della rappresentanza di genere nei Consigli di Amministrazione degli enti di partecipazione Provinciale, e in cui i bandi prevedono quote più alte per donne e portatori di handicap; si tratta, inoltre, della Provincia in cui il comitato per il referendum ha prodotto il più alto numero di raccolta firme. Gli amministratori, che durante il referendum erano tutti insieme contro la legge 40/04, sono tutti qui: sono le stesse persone a cui ho proposto di ospitare il congresso dell'Associazione Coscioni, tra le quali il Sindaco, che ci ha aperto le porte della città dando a disposizione senza riserve il palazzo di città.

Consentitemi di ringraziare Vincenzo De Luca, Anna Maria Barbato, Luciana Iosca, Enzo Maraio, Ermanno Guerra, Angelo Villani, Massimo Cariello, Piero Cardalesi, Guerrino Terrone, Enzo Bandino, Caterina Irace, Valentina Barone, oltre a tutti coloro che sono qui o che ci ascoltano da casa, e tutti quelli che che lavorano con noi; perché in questo momento, politicamente grave e preoccupante, tutti dovrebbero prendere l'esempio di questa città. Ieri sono stati affrontati temi specifici: senza riprenderli tutti, dirò in sintesi che ciò che è accaduto a Napoli è di una gravità assoluta.

Rappresenta la violazione della legalità e di tutte le garanzie previste per legge; del resto, non è la prima volta: ieri è accaduto quell'episodio per l'interruzione di gravidanza, mesi prima un nucleo di controllo composto da un cardiologo, un pediatra e un anestesista hanno effettuato un controllo presso un centro di fecondazione assistita, durante un ciclo di applicazione di tecniche di Pma, contaminando i laboratori, gli embrioni e tutti gli ambienti sterili, per mancanza di competenza e qualifiche, determinando la sospensione dei cicli e alterando i test di gravidanza. Ma non è tutto.

I centri di fecondazione assistita in Campania devono subire norme non in linea con le norme nazionali che penalizzano il loro operato: è stato chiuso un reparto di pma a Caserta senza motivo, e senza avvisare i pazienti in lista di attesa. E pensare che chi pone in essere tutto ciò si professa difensore della vita: io penso che sia un difensore solo dei propri interessi, la specie peggiore nella nostra società. Signori, questo è solo l'inizio. Sono in pericoli i diritti civili di noi tutti, e vi è bisogno di maggiore rappresentanza politica che affronti tematiche che altri non trattano per convenienza di poltrona.

Negli ultimi anni ho lavorato per il Ministro Bonino su temi di mia competenza: e grazie alla presenza al governo abbiamo potuto portare avanti alcune importanti iniziative. La riforma del sistema sanitario, che poi è diventata un disegno di legge collegato alla finanziaria, con lavoro mio e del Prof. Marcello Crivellini, ha enfatizzato la sicurezza le unità di rischio, l'ingegneria clinica, le garanzie sanitarie che evitano i fatti di cronaca che leggiamo sui giornali; tutti argomenti che nel testo iniziale non erano presenti, ma erano parte di un disegno di legge che, dopo una parziale approvazione sull'attività dei medici, giaceva in Senato e noi abbiamo proposto di inserire nel ddl collegato alla finanziaria.

Essere nel Governo significa contribuire a portare avanti temi che altrimenti sarebbero dimenticati, o trattati con la formula "Vorrei ma non posso". Chi segue le vicende della legge 40/04 sa che le associazioni di pazienti Amica cicogna, L'altra cicogna e Madre Provetta (qui in sala sono presenti anche Gianni Aldini e Monica Soldano) sono intervenute in un ricorso al Tar del Lazio che ha determinato l'annullamento delle linee guida sulla legge 40, nella parte in cui vi era divieto di diagnosi preimpianto, a conferma della recente giurisprudenza, che per casi singoli aveva autorizzato l'indagine clinica sull'embrione ai sensi della legge 40.

Bene, un giornalista ieri mi ha chiesto: perché volete nuove linee guida? Non va bene così? No che va bene: la diagnosi preimpianto, senza l'abbattimento del limite dei tre embrioni e la possibilità di accesso alle tecniche anche per coloro che hanno gravi patologie, ma non sono sterili, non cambia la situazione attuale. Quindi servono nuove linee guida che rispondano alle richieste formulate dalle società scientifiche che interpretano la legge 40 in modo positivo nella tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti.

Questo non significa che la legge vada bene, perché comunque va cambiata nella parte in cui esclude determinati soggetti dall'applicazione di tecniche oggi vietate. E allora, ci si chiede, il Ministro Turco (che da 6 mesi ci fa attendere) come mai solo oggi si ricorda di inviare questo testo delle linee guida per un secondo parere al css? Ricordo a tutti, per inciso, che le linee guida non cambiano la legge 40, ma la possono rendere più applicabile nel rispetto dei diritti e delle evidenze scientifiche. Eppure, se non sbaglio, Livia Turco è la stessa donna che un giorno era con me, ospite ad Omnibus da Antonello Piroso, e sosteneva la sua contrarietà alla legge e ai danni che avrebbe causato.

Oggi quella donna è la stessa che pensa che noi coppie sterili non meritiamo neppure un atto che solo lei può compiere, e che perlomeno renderebbe meno dannoso un ciclo di pma? Io sono arrabbiata, e come me ci sono centinaia di persone. Sono tutte le persone che hanno contribuito ai dati contenuti nella relazione al Parlamento sulla legge 40, che evidenziano calo delle gravidanze e gravidanze con aborti spontanei, nati morti e dolore. Tanto dolore. In parlamento c'è un mezzo di prova certo contro la legge 40: e questo Parlamento cosa fa? Fa finta niente, in una situazione in cui, in qualsiasi altro stato, la legge sarebbe stata Cancellata immediatamente. Eppure c'è chi dice di difendere la vita, mentre la nostra si distrugge. E allora anch'io invito tutti coloro che sono per la libertà di ricerca e per l'affermazione dei diritti civili a rispondere all'invito di Marco Pannella diffuso in questi giorni. Perché solo se ognuno di noi si fa portatore di questi temi la politica, che adesso non ascolta, dovrà ascoltarci.

Martedì, 4 marzo, 2008 - 16:23
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