lettera

di m.parachini

A partire da questo numero i lettori di Agenda Coscioni ci potranno scrivere all’indirizzo lettere@agendacoscioni.it. Sarà un modo per rendere pubblici almeno alcuni dei tanti messaggi che ogni giorno arrivano all’associazione. Il direttore di Agenda Coscioni, o uno dei dirigenti dell’associazione, risponderà alle osservazioni o alle riflessioni che vorrete condividere.

Gentile associazione Luca Coscioni, vi scrivo per sapere più sulla pillola abortiva chiamata RU-486.Poichè in Italia la sperimentazione (per quanto mi risulta) è stata bloccata dall'ex ministro Storace, la si può avere recandosi,ad esempio,in Francia (dove mi pare sia legale)? In caso si possa, bisogna presentare al farmacista qualche analisi o documentazioni di sorta? Grazie. La "pillola abortiva" RU 486 (il nome farmacologico è MIFEPRISTONE) rappresenta una alternativa all'aborto chirurgico. E' un farmaco usato precocemente, entro le prime settimane di età gestazionale, in associazione con un altro farmaco, una prostaglandina, che somministrata dopo due giorni, induce le contrazioni dell'utero che portano all'espulsione della gravidanza interrotta con il mifepristone. La letteratura internazionale è ormai concorde nel considerare l'aborto medico una sicura ed efficace alternativa a quello chirurgico, una possibilità in più che, intervenendo in una fase più precoce, viene ritenuta un'opzione più sicura e spesso più accettata dalle donne per motivi sociali e psicologici. In Italia la Ru486 non è commercializzata poichè nel 1999, quando la casa farmaceutica produttrice Exelgyn ne chiese la registrazione in quasi tutti i paesi europei, escluse Italia, Portogallo e Irlanda (in questi due paesi l'aborto volontario è ancora illegale). E nessuna azienda farmaceutica italiana ne ha mai richiesto l'immissione in commercio nel nostro paese. La sperimentazione con il MIFEPRISTONE presso l'Ospedale S.Anna di Torino ha rappresentato il tentativo di introdurre il farmaco in ambito clinico, secondo il principio del rispetto delle linee guida delle maggiori società scientifiche, ma è stata ostacolata in ogni modo, dalle ripetute ispezioni ministeriali alle ordinanze di sospensione della sperimentazione. In particolare l' ordinanza del Ministro della Salute Storace imponeva che durante tutto il trattamento la donna fosse ricoverata in ospedale. Questo sulla base di una curiosa interpretazione della legge 194/78, secondo la quale l'espulsione deve avvenire, necessariamente, all'interno dell'ospedale. La sospensione della sperimentazione ordinata dal Ministro Storace era fondata appunto sulla necessità del ricovero, che non è previsto in nessun altro paese. Finalmente, nel mese di settembre scorso, il commissario dell'ospedale S.Anna, Marinella d'Innocenzo ha annunciato: "Consegneremo alla comunità scientifica i dati relativi alla fase di studio condotta, ma nel frattempo cercheremo altre modalità per continuare a somministrare la pillola alle donne che ne faranno richiesta". In effetti da più di un anno in diversi ospedali italiani l'aborto farmacologico viene praticato ricorrendo alla richiesta di importazione del farmaco "ad personam" come da decreto Ministero della Sanità 11 febbraio 1997, ma la procedura è particolarmente complicata soprattutto per i grossi centri. In Francia, che è il paese dove la RU 486 è stata scoperta presso i laboratori Roussel-Uclaf (da cui la sigla del farmaco), viene somministrata in ambito ospedaliero. Per effetto della legge francese, che richiede un periodo di riflessione di una settimana, 8 giorni prima della somministrazione del mifepristone viene eseguito un consulto preliminare. Nel 2004 è stato emanato un decreto che consente ai medici curanti - previa una specifica convenzione -di somministrare alle pazienti il MIFEPRISTONE ambulatoriamente entro la quinta settimana. Una donna italiana che volesse andare in Francia per richiedere la somministrazione della pillola abortiva non dovrebbe quindi rivolgersi in farmacia, ma presso i centri preposti di I.V.G. (Interruzione Volontaria della Gravidanza).

Mirella Parachini Ginecologa e Membro della Giunta dell'Associazione Coscioni

Giovedì, 29 novembre, 2007 - 16:44
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