Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

03/01/2007

Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Da Piergiorgio Welby, Co-Presidente dell’Associazione Coscioni

Caro Presidente,
scrivo a Lei, e attraverso Lei mi rivolgo anche a quei cittadini che avranno la possibilità di ascoltare queste mie parole, questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese.

Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l’ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su internet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l’allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. Una volta mi alzavo al più tardi alle dieci e mi mettevo a scrivere sul pc. Ora la mia patologia, la distrofia muscolare, si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti, il mio equilibrio fisico è diventato molto precario. A mezzogiorno con l’aiuto di mia moglie e di un assistente mi alzo, ma sempre più spesso riesco a malapena a star seduto senza aprire il computer perchè sento una stanchezza mortale. Mi costringo sulla sedia per assumere almeno per un’ora una posizione differente di quella supina a letto. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi risveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Verso le sei faccio un altro sforzo a mettermi seduto, con l’aiuto di mia moglie Mina e mio nipote Simone. Ogni giorno vado peggio, sempre più debole e stanco. Dopo circa un’ora mi accompagnano a letto. Guardo la tv, aspettando che arrivi l’ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla e nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà.

Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una “morte dignitosa”. No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte.

La morte non può essere “dignitosa”; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. La morte è altro. Definire la morte per eutanasia “dignitosa” è un modo di negare la tragicità del morire. È un continuare a muoversi nel solco dell’occultamento o del travisamento della morte che, scacciata dalle case, nascosta da un paravento negli ospedali, negletta nella solitudine dei gerontocomi, appare essere ciò che non è. Cos’è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita. Ha scritto Eschilo: “Ostico, lottare. Sfacelo m'assale, gonfia fiumana. Oceano cieco, pozzo nero di pena m'accerchia senza spiragli. Non esiste approdo”.

L’approdo esiste, ma l’eutanasia non è “morte dignitosa”, ma morte opportuna, nelle parole dell’uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che “spinge verso il porto”; per Plutarco, la morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo “luogo” dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro.
In Italia, l’eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non “esista”: vi sono richieste di eutanasia che non vengono accolte per il timore dei medici di essere sottoposti a giudizio penale e viceversa, possono venir praticati atti eutanasici senza il consenso informato di pazienti coscienti. Per esaudire la richiesta di eutanasia, alcuni paesi europei, Olanda, Belgio, hanno introdotto delle procedure che consentono al paziente “terminale” che ne faccia richiesta di programmare con il medico il percorso di “approdo” alla morte opportuna.
Una legge sull’eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L’associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l’impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell’alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L’opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare. Molti hanno assistito un famigliare, un amico o un congiunto durante una malattia incurabile e altamente invalidante ed hanno maturato la decisione di, se fosse capitato a loro, non percorrere fino in fondo la stessa strada. Altri hanno assistito alla tragedia di una persona in stato vegetativo persistente.
Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni. Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza.

Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che “di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”. Ma che cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui.
Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.

Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito. Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le volontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto.

Il sogno di Luca Coscioni era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto e solo dopo che è stato interrotto è stato conosciuto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui.

Il mio sogno, anche come co-Presidente dell’Associazione che porta il nome di Luca, la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l’eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi.

Piergiorgio Welby

Mercoledì, 3 gennaio, 2007 - 20:25

commenti

buon giorno signor

buon giorno signor presidente, sono sempre io mary la 24 enne ormai 25 e mamma di un bimbo 4enne,ed ecco che a distanza di 6 mesi mi ritrovo qua ad implorarla anche per un misero purchè onesto lavoro,sa perchè specifico onesto?perchè ho un marito in prigione,e non voglio che una volta fuori dal carcere ricometta lo stesso errore perchè non ha come sfamare suo figlio,signor presidente credo di meritarmi un vita serena con la mia famiglia,ma sopratutto il mio piccolo la merita,per questo cerco disperatamente un lavoro un qualsiasi lavoro purchè mi permetta di mantenere mio figlio,sopratutto adesso che mio marito si trova in prigione.lo scorso mese le ho inviato un'e-mail a proposito del colloquio che mi ha fatto avere con l'assessorato del lavoro,quell'enorme fiasco quell'enorme delusione,si quella delusione che per un pò mi aveva dato la speranza di continuare a sperare nella vita,ma che dopo quel :"siamo spiacenti ,ma non c'è lavoro disponibile per lei,e poi con la licenza media inferiore cosa spera di trovare",cosa spero di trovare??ma mica ho chiesto un posto in banca,ho detto che mi sarei anche accontentata di pulire i gabinetti pubblici,purchè abbia un lavoro,che amarezza nel mio cuore quel giorno dopo quelle parole,ma comunque spero per l'ennesima volta che lei ascolti questo mio grido di disperazione. aiutatemi,ne ho davvero bisogno,in verità il mio bambino ne ha bisogno. a presto egregio presidente giorgio napolitano. maria

Gentile Signor Presidente, da

Gentile Signor Presidente, da quando ho perso il lavoro nel 1978 sono strozzato dalle banche e sono disperato perchè ho 57 anni con moglie, due figli e mia suocera malata di alzhaimer e viviamo con la pensione di mia suocera di 605,0 euro pagando un affitto di 437,0 euro, ho provato a chiedere aiuto a tutti, compreso il Presidente della Repubblica, ma senza mai ricevere alcuna risposta, nel 2000 ho perso la casa dove abitavo ed oggi mi sta strozzando la ex CARIPLO per rate di mutuo residue di 4.000.000 di lire non pagate dal 1998, credito ceduto prima ad una finanziaria CASTELLO aumentando il debito iniziale di 12.000 euro e successivamente alla ITALFONDIARIA con un aumento di 16.000, euro, ribadisco un residuo mutuo di lire 4.000.00 milioni del 1998 trasformato dalla ex CARIPLO in 12.000,0 euro ora la ITALFONDIARIA mi ha richiesto la somma di 42.000,0 euro con il pignoramento della mia casa, ho chiesto a diversi avvocati di assistermi ma senza risultato. Da tutto quanto sto subendo rilevo che questo è il nuovo modo di aggirare la denuncia di usura, in quanto la ex CARIPLO ha portato il debito da 4.000.000 di lire in 12.000 euro che salto, ha ceduto il credito alla CASTELLO aumentando il debito di altri 12.000,0 euro, successivamente il credito è stato ceduto alla ITALFONDIARIO con un'ulteriore addebito di 16.000,0 e relativo pignoramento della mia casa. Sono andato a parlare con il funzionario della Ex CARIPLO a Sassari in Via Pasquale Paoli, dichiarandomi in malo modo che il mio mutuo e stato cartolarizzato e della mia richista non possono fare nulla, ho quindi inviato una raccomandata per richiedere tutta la situazione del mio mutuo, da sono ormai trascorsi due mesi e nulla si è visto. Con la stessa banca Ex CARIPLO avevo anche un prestito personale originario di 20.000.000 milioni di lire, di cui ho versato circa 15.000.000 di lire, anche qui ho chiesto di avere per iscritto tutta la situazione analitica debitoria, inviando anche raccomandata alla BANCA D'ITALIA - Servizio Vigilanza, rispondendomi che non è loro competenza, ora per questo saldo di c/c residuo chiedono 36.000,0 euro. Le CHIEDO e DOMANDO quando ha fine lo strozzinaggio delle banche ?. Le faccio presente che tutto questo si è manifestato dopo il mio licenziamento da una società privata, perdendo d'apprima la prima casa acquistata con mutuo prima casa, ora sto perdendo anche la palazzina di proprietà della mia famiglia da oltre 300 anni, le chiedo un aiuto per cercare di risolvere il grave problema grazie. Per tutto quanto sia necessario, documenti in mia proprietà, sono a Sua completa disposizione. il mio numero telefonico è il 3402156216

buon giorno signor

buon giorno signor presidente io sono arrabbiata con il politici italiani che ci governano 1° litigano troppo fra di loro e si accusano vicendevolmente ma sappiamo che chi è politco è in partenza bugiardo 2° per avere fatta giustizia si deve fare prima le denuncia ma se nn c'è sangue la polizia e i carabinieri nn intervengono 3° l'inps cautela i malati tutti indistintamente uguali? no, perchè per avere un diritto si debono avere amici politici 4° le casalinghe non sono tutelate per niente lavorano 24 ore su 24 e nessuno mai le pensa lo stato perchè non fa loro un regalo magari ogni sei mesi che siano sposate o no perchè servono sempre la famiglia 5° perchè le persone politiche che sono state in galera per truffa o per altre cose ritornano usciti dalla galera a fare il lavoro di prima, come nel caso di palagonia (CT) che al comune ci sono consiglieri o assessori così 6° poi i politici dicono tutti belle parole ma sono il contrario di quello che ci spetta nella vita reale 7° è davvero un reality la politica?!

Non avevo mai letto la

Non avevo mai letto la lettera per intero di Piergiorgio Welby, ma sinceramente dopo averla letta ho capito tante cose, anche se la più importante rimane il diritto di vita. Cercate di capirmi, non dico di essere contrario all'eutanasia, anzi in molti casi l'approvo e sono relativamente contento che Piergiorgio sia riuscito a poter scrivere la parola fine alla sua triste storia. Quello che non capisco è quale diritto abbiamo noi esseri umani? Quando andavo a scuola mi insegnavano tutti i doveri che avevo...ma quando si iniziava a parlare dei diritti, l'unico che avevo era quello di voto! Pazzesco! E' di questo che parlo nella prima riga, cioè di una cosa che ci manca: diritto di vita. Non è possibile che attaccato ad un macchinario o ridotto ad un vegetale io non possa, in passato, aver scelto la via dell'eutanasia, o della fine dell'accanimento terapeutico! Questo intendo per diritto di vita! Non sarebbe suicidio, ma solamente DIRITTO DI SCEGLIERE SULLA MIA VITA! Piergiorgio nella sua lettera scrive una cosa:"Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude." E queste parole sono la prova che si scopre la vita per provare SENSAZIONI ED EMOZIONI, belle e brutte ch'esse siano, perchè quando ridi di gusto tu sei vivo, quando ami tu sei vivo, quando piangi disperato tu sei vivo, quando non sai più che fare per risolvere un problema tu sei vivo! Ma quando mancano queste piccole cose che non si è più in grado di provare allora vorrei poter essere libero di scegliere se la mia esistenza possa continuare oppure no... Ringrazio chi si è soffermato a leggere il mio pensiero, il mio commento e la mia opinione. Devo dire che ero rimasto molto deluso dai commenti presenti qua sopra, pensavo che parlassero di Piergiorgio ed invece sono solo parole di gente che avrebbe potuto impiegare meglio il proprio tempo. Grazie e Saluti, Marco.

lettera

egregio Giorgio Napolitano,chi le scrive è mary una ragazza di 24 anni che non sà più a chi rivolgersi per un lavoro,un qualsiasi lavoro anche come badante..per il momento svolgo un lavoro poco stabile,un lavoro che quando piove non posso svolgere,in poche parole lavo le scale del mio quartiere,ho un bimbo di 3 anni e mezzo da dover crescere è un marito detenuto a cui dar sostegno..vivo una situazione drammatica..qui a palermo non c'è struttura che possa darmi non una mano,ma anche un dito.Mi rivolgo a lei ,membro importante dell'italia,in quanto cittadina italiana per un qualsiasi lavoro...spero che lei presti attenzione a questo mio scritto...sono ancora tante le cose che potrei raccontarle...Chiudo con la speranza di un suo piccolo aiuto... non mi dimentichi anche lei,come ha fatto tutto il resto del mondo.Un grazie anticipato,Maria.

Egregio Signor. Presidente,

Egregio Signor. Presidente, sono Bollino Assunta, una cittadina di questo grande Paese, e le invio la presente per dare libero sfogo al mio grande sconforto, Sono rimasta allibita nell'apprendere che il nostro presidente del Consiglio ama rivorgersi ai cittadini italiani che non la pensano come lui con parole poco gentili e poco educate. Le chiedo la conferma, se non sbaglio l'ITALIA è un paese che condanna il bullismo?. P.S. dove posso venire a ritirare il mio diploma di laurea di coxxxona che il sig. BERLUSCONI ha promesso a chi non usa le sue stesse parole carine?. Ringrazio per l'attenzione.

Egregio Sign.

Egregio Sign. Presidente, sono Imma una regazza di 13 anni. Le scrivo per chiederle un consiglio:Due anni fa circa vicino casa mia a pochi metri di distanza, è stata costruita una villa dove festeggiano molti matrimoni e ad ogni loro fine concludono sempre con dei petardi fastidiosi.Io sono contraria a queste cose perchè inquinano l' ambiente,fanno un fracasso enorme ecc.Io sono stufa di sentirli ogni notte!!!! La mia famiglia ha cercato di far cessare questa vicenda,ma senza un risultato! Quindi le chiedo:-Secondo lei può finire questo fracasso continuo ogni notte? C'è una legge che lo vieta? Sa io da grande vorrei fare o l'avvocato o il giudice per combattere questo mondo INGIUSTO! P.s Spero che lei mi risponda. Imma Ercolano

RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI - RICICLABILI

Spett.le Sig. Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e.p.c. Sig. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi Sig. Sindaco di Palermo Diego Cammarata Palermo lì 31/05/2008 Oggetto: - RECUPERO RIFIUTI RICICLABILI - Gentile Sig. Presidente, abbiamo apprezzato molto il Suo intervento in data 30/05 c.a. su TG 5 ore 20,00 c., dove incoraggiava sia le istituzioni, sia i cittadini a collaborare per lo smaltimento dei rifiuti in tutta Italia. Condividiamo insieme a Lei l'importanza e l'utilità di svolgere la raccolta differenziata. Proprio per questo motivo desideriamo parlare a Lei, in merito alla NS Azienda... La NS Azienda – Maraventano Trans S.r.l. (PA) – è un'imprenditoria femminile che opera da 6 anni nel settore del Trasporto dall'Italia per tutta la Sicilia. Siamo anche autorizzati al Trasporto di Rifiuti non pericolosi. Le Amministratrici dell'Azienda siamo 2 ; ragazze di 28 e 26 anni... Maraventano Concetta – Maraventano Ester. Ma come ben sapete, sia per il caro prezzo del gasolio, sia per il caro vita generale, la NS Azienda si è trovata in difficoltà. Motivo per cui nell'anno 2005, nel cercare di ampliare la nostra azienda, era nostra iniziativa occuparci anche della raccolta e recupero rifiuti NON pericolosi (carta, cartone, plastica, etc.). Quindi, dopo aver chiesto pareri ad Enti specifici del Settore, abbiamo provveduto ad effettuare diversi lavori per la realizzazione di una Piattaforma Raccolta e recupero rifiuti NON Pericolosi di c. 4500 mq idonea sotto tutti gli aspetti. Tutto ciò, acquistato con grande sacrificio e onestà dalla Nostra azienda con relative fatture, più tutte le varie spese continue per rendere tale piattaforma a NORMA, sotto l'aspetto: idrico, elettrico e antincendio. E ci creda, ...gli zeri che comprendono la cifra spesa per ottenere tutto quanto, sono tanti !!! Sarebbe veramente un peccato vedere l'impianto arrugginire, perchè non ancora in funzione da tempo e se così durasse per altro tempo, se non addirittura effettuare altre spese per ripristinarlo ! La situazione creatasi però, è risultata essere alquanto deludente. Tale attività non è MAI stata autorizzata, in quanto ci si è accorti che il terreno cui è posta la piattaforma ricade in un vincolo di “fascia rispetto cimiteriale” (dove da diversi anni se ne parla, ma che non ancora esiste). Per tale motivo, il Comune di Palermo ha richiesto per poter procedere al rilascio dell'autorizzazione, di autenticare NS “Patti d'Obbligo” dichiarando la NS disponibilità all'esproprio dal terreno, qualora il cimitero disponga per motivi di spazio di espropriare. - Così abbiamo fatto! Anche in questo caso, tutto è risultato... INUTILE !!! Come VS conoscenza, la città di Palermo e provincia conta più di 1.000.000 di abitanti, ed esiste 1 sola Piattaforma Organizzata per eseguire la Raccolta Differenziata. Ma come da articoli su giornali (Giornale di Sicilia del 22/05 c.a. - Giornale di Palermo del 28/05 c.a.), la Raccolta Differenziata ed il Recupero di materiali riciclabili va a rilento o addirittura in certi periodi non viene svolta. Perchè non creare altri siti di Recupero con nuovi posti di lavoro per effettuare con più efficacia il recupero di materiali riciclabili e non farsi impedire da un semplice Vincolo di Fascia di Rispetto Cimiteriale? Siamo in attesa da circa 3 anni. L'Urbanistica di Palermo, adesso, non ritiene più valide le NS richieste e le tutte le documentazioni che abbiamo fornito loro, nonostante veda le necessità e l'urgenza di smaltire rifiuti non pericolosi. La loro risposta? - “Il NS terreno è posto sul Vincolo Fascia di Rispetto Cimiteriale...” ! Ma come..., nel corso di questi anni, ci sono state date speranze positive per l'avvio a questa attività di Raccolta e Smaltimento di rifiuti. Moltissimi i documenti che ci hanno richiesto e che abbiamo consegnato loro puntualmente. Nonostante il Vincolo cui è posto il NS terreno, ci hanno anche richiesto “Patti d'Obbligo”; - quindi allora un'alternativa c'era... !? - Altrimenti perchè avrebbero dovuto chiederceli !? Sarà che durante questi anni si siano solo presi gioco di Noi ? Ciò che noi desideriamo trasmettere, è che tale Attività collaborando insieme ad altre, non solo comporterebbe una città più pulita; non solo comporterebbe l'avvio certo della raccolta differenziata; Ma creando una cooperativa di raccoglitori per le strade, darebbe anche la possibilità di molti altri nuovi posti di lavoro a molta gente disagiata (perchè no, anche ex detenuti). E ben sapete che la parola LAVORO a Palermo, è molto ! Non chiediamo la Luna! Chiediamo la possibilità di avviare un'Attività molto utile per la città di Palermo. Un'Autorizzazione anche provvisoria triennale (essendo che essa non impedisce la realizzazione del Cimitero), per poter lavorare e riprenderci finanziariamente e provvedere a collocarci in terreni Industriali. Chiediamo questo, perchè tutte le NS risorse finanziarie sono state spese per effettuare proprio questa piattaforma di recupero. E attualmente non abbiamo la possibilità finanziaria di ubicarci in terreni idonei. A questo punto, proprio per la situazione che si è venuta a creare, ci viene spontaneamente domandarci: ➔ DAVVERO NON ESISTE UN'ALTERNATIVA AL NOSTRO PROBLEMA ? (Fascia di Rispetto Cimiteriale) Come già detto, siamo disposti a rifare nuovi “Patti d'Obbligo” con il Comune di Palermo, dove nel momento in cui necessita loro i NS terreni, non ci opporremo all'esproprio e provvederemo ad ubicarci in altri terreni. Se così non fosse, 10 NS Operai rischierebbero il posto di lavoro, in quanto ad oggi solo con i Trasporti non ci si riesce ad andare avanti. Per concludere, se è possibile, chiediamo il VOSTRO intervento. Non per andare contro Leggi, ma se si può trovare qualche soluzione al NS problema per avviare questa NS Piattaforma di Raccolta e Recupero rifiuti NON pericolosi. Nel ringraziarVi anticipatamente, porgiamo a TUTTI VOI... Distinti saluti
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