LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA BERTINOTTI

DI Marco Cappato

EUTANASIA CLANDESTINA, ROMPIAMO IL SILENZIO

Gentile Presidente,
è passato poco più di un mese da quando
Le abbiamo consegnato le prime
10.000 firme della "petizione Welby" al
Parlamento italiano volta a chiedere
un'indagine conoscitiva sull'eutanasia
clandestina e la calendarizzazione delle
proposte di legge esistenti in materia.
Le chiediamo oggi di intervenire contro
la prematura archiviazione - avvenuta
senza preavviso e senza dibattito - della
proposta. Sulla calendarizzazione,
eravamo concordi nel ritenere prioritario
il percorso parlamentare sul testamento
biologico e nel considerare che
ogni futura discussione sull'eutanasia -
qualunque ne fosse stato l'eventuale
esito sul piano legislativo - avrebbe beneficiato
di un'indagine conoscitiva sul
fenomeno.
Nella scorsa legislatura, un'indagine
parlamentare fu condotta - a pochi mesi
dalle elezioni - sull'interruzione di
gravidanza, un fenomeno per il quale si
disponeva gia di abbondanti cifre ufficiali
e informazioni diffuse. Per le scelte
e l pratiche di fine vita, invece, le informazioni
sono relativamente scarse e
spesso contraddittorie, tanto da pregiudicare
una riflessione parlamentare che
non voglia essere viziata da pregiudizi
ideologici. La proposta raccolse il tuo
interesse e il tuo impegno a consultare i
Presidenti delle Commissioni competenti.
Alcuni giorni dopo il nostro incontro,
Piergiorgio Welby decise di voler
essere - anche formalmente - il primo
firmatario della petizione.
Mercoledì 20 dicembre, il nostro co-
Presidente morì, a seguito della sedazione
terminale e del distacco del respiratore
da lui stabiliti nel rispetto della
Costituzione. La firma della petizione è
stato dunque il suo ultimo atto politico.
Sempre il 20 dicembre, poche ore prima,
una riunione dell' Ufficio di presidenza
delle Commissioni Giustizia e
Affari Sociali della Camera, integrato
dai rappresentanti dei gruppi, esaminò
la "petizione Welby", senza che peraltro
il punto fosse menzionato nell'avviso di
convocazione. Tutti i rappresentanti dei
partiti, ad eccezione della Rosa nel
Pugno e dei Verdi, bocciarono l'indagine
conoscitiva, con motivazioni che
svelavano un vero e proprio tenore della
realtà rispetto a un fenomeno certamente
lontano dalle aule parlamentari,
ma non dai reparti di rianimazione o
dal capezzali dei malati italiani. Forza
Italia, Alleanza Nazionale, UdC, Udeur,
ma anche Ulivo, Comunisti italiani,
Rifondazione Comunista, Italia dei
Valori: tutti uniti, quindi, non contro
l'eutanasia, ma contro la conoscenza. I
partiti stabilirono invece di procedere a
delle audizioni con alcuni "esperti", da
effettuarsi addirittura a porte chiuse! Le
audizioni sono state convocate in tutta
fretta, il 18 gennaio, cioè immediatamente
alla riapertura dei lavori della
Camera, per impedire persino alle personalità
che saranno audite di realizzare
un lavoro decente di raccolta di informazioni.
L'importante, evidentemente,
era chiudere quanto prima la pratica
Welby. Se il Parlamento avesse semplicemente
rifiutato di dare seguito alla
petizione, la scelta, seppur politicamente
per noi inqualificabile, sarebbe
certamente stata più limpida per l'istituzione
parlamentare. Ci rendiamo
perfettamente conto che la decisione
sul trattamento da dare alla petizione
Welby non e prerogativa esclusiva del
Presidente, e che sono poi le forze parlamentari
e i partiti a decidere.
Riteniamo pero necessario, proprio in
omaggio all'attenzione e all'interesse
che Lei ha prestato alla materia - con
tutti i dubbi da Lei espressi su eventuali
decisioni legislative, ma con la condivisione
della necessita di conoscere i
dati di fatto - rivolgerci di nuovo a Lei,
come Presidente e come leader politico,
per chiederLe di fare tutto quanto in
Suo potere per impedire il perfezionamento
di una pagina parlamentare
davvero indecorosa. Per parte nostra,
non abbiamo alcuna intenzione di abbandonare
l'obiettivo dell'indagine conoscitiva
ed anzi riteniamo che l'episodio
ne confermi la necessita e l'urgenza.
Abbiamo nel frattempo raccolto altre
10.000 firme e continueremo la nostra
campagna fino a che il Parlamento
decidere di non venire meno al compito
fondamentale di collegamento con
la società italiana. Il 18 gennaio, accompagneremo
le eventuali "audizioni farsa"
con una cartellonata in Piazza
Montecitorio. Distribuiremo li i risultati
- pur frammentari e non sempre
omogenei - delle principali indagini
sull'eutanasia clandestina condotte in
Italia e all' estero. Nell'attesa che un'indagine
sistematica e approfondita sulla
"morte all'italiana" sia ufficialmente affidata,
dal Parlamento o da altre istituzioni,
a un soggetto in grado di realizzarla
con professionalità, ad esempio
l'Istituto nazionale di statistica.
Marco Cappato
Maria Antonietta Farina Coscioni
Gianfranco Spadaccia
Rocco Berardo

 

Mercoledì, 21 novembre, 2007 - 15:58
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