Lo psichiatra "eretico"

L'insostenibile identità "omosessuale"

di Massimo Fagioli*

Appena arrivato ho sentito una frase che mi è sembrata interessante: "la sessualità non è soltanto una questione del corpo, non è soltanto una questione legale, non è soltanto una questione sociale". E' vero. Io però vorrei criticare questa affermazione, nel senso che la sessualità è anche una questione che riguarda la mente. Forse mi potrete accusare di deformazione professionale però io son convinto che sia anche e soprattutto una questione della mente. Questo è il fondamento, la base per cominciare a fare una ricerca sull'identità umana.
Il fondamento della storia dell'identità umana è il fatto che l'umano non è soltanto un fatto biologico, perché c'è questa emergenza o nascita del pensiero dalla realtà biologica. Ma come mai - mi è stato chiesto - la Chiesa Cattolica considera che la realtà umana sia soltanto un fatto biologico quando va a sostenere che uno è "individuo", cioè ha un'identità, fin dallo zigote come se la realtà umana fosse un fatto biologico punto e basta. Mentre poi, abbiamo detto, non è la sessualità un fatto biologico. Essendo una questione della mente, perché altrimenti sarebbe sessualità animale, dobbiamo iniziare a pensare e vedere l'altra questione, ovvero quella dell'"identità".
La sessualità umana è una questione di identità. E qui iniziano i problemi. Perché tutto quello che è un discorso, una lotta, una campagna del tutto apprezzabile degli omosessuali, per proporre un'identità sociale della sessualità, è un problema enorme. E' forse molto coraggioso, però parte - credo - da un difetto. Il difetto di dire che l'identità legata alla sessualità è una cosa già risaputa. Sono cinquant'anni di che mi occupo di queste cose e mi pare che la parola sessualità è legata a tutto un tipo di ricerca, non si sa mica cosa sia esattamente.
Nella misura in cui è legata all'identità, è funzione dell'identità, ci troviamo di fronte al fatto che le identità personali sono le più varie possibili; c'è da pensare che siano sei miliardi, le identità umane, ognuna diversa dall'altra. Il volto esprime questo. Esistono sei miliardi di volti diversi. Mentre è difficile distinguere il muso di un cervo dal muso di un altro cervo; così il muso di una leonessa dal muso di un'altra sua simile. Nella società e nella storia invece le due cose sono del tutto separate. Le identità sociali non sono identità fisiche.
E questa è una cosa importante per il discorso laico, per il discorso che si può accettare del logos occidentale. Nella società esistono identità sociali e professionali, non personali. Per cui, anche per pari opportunità, la donna ingegnere è uguale a un uomo ingegnere.
Quello che conta è l'identità professionale nella società. A livelli più profondi dobbiamo considerare che c'è un livello di indifferenza nella società assolutamente necessario: non si può vivere troppo passionalmente la guida di una macchina perché allora si arriva a centocinquanta all'ora e ci si spacca la testa; non si può legare ad altra cosa che non sia questo fondamento razionale dell'essere e del movimento nella società. In questo caso appunto ci sono identità che poi - con una brutta parola - sono chiamate "di appartenenza". Ma poi sappiamo che in un regime laico le identità religiose non devono essere prese in considerazione, per cui se uno è ebreo o mussulmano, è liberissimo di esserlo e nessuno si deve occupare delle credenze religiose degli altri. Perché allora si deve occupare della sessualità? Quando poi a me risulta non essere una cosa definita. Essere medico o essere ingegnere o essere quel che volete è questione abbastanza definita, come è abbastanza definita quello che è un corpo sano da un corpo malato. Ma quando andiamo alla mente, qual'è quella malata? Qual'è quella sana? Qual'è questa sessualità... come se fosse un punto di arrivo, invece no, io credo sia un punto di partenza. Dunque se c'è una associazione degli omosessuali, c'è anche magari un'"associazione di casti"! Hanno fatto un'identità della castità. Un altro potrebbe fare un gruppo in cui rivendica la masturbazione.
Però io non credo che si possa portare nella società un'identità per cui "tu sei ingegnere?" "no, io sono un masturbatore". Non è un'identità che può essere portata nella società. Per cui la critica è questa. [...] E poi che significa essere omosessuali? Significa, fare certe cose, sfregandosi il corpo etc.? No, signori miei! La sessualità umana non è animale, per cui basterebbe il funzionamento ormonale e il discorso della scarica...La cosa finisce li? No, è un confronto di identità umane; e se nella società c'è un confronto dialettico più o meno tra chi è più bravo e chi è più intelligente, più libero e tutte queste caratteristiche della coscienza, nel rapporto privato, una volta che uno ha chiuso la porta, cadono tutte le identità di appartenenza.
Non solo se uno è ingegnere o principe o operaio etc. perché deve venir fuori l'identità. Nell'identità umana c'è una questione non solo di "rapporto di corpi" ma c'è anche un "rapporto di menti". Non è solo una questione di scariche ormonali che arrivano a sedici anni per cui bisogna sfogarsi. Una cosa di questo genere legalizza i violentatori e addirittura i violentatori dei bambini che non potrebbero fare a meno di scaricarsi, uccidendo il bambino. E non esiste accettare questo. Si tratta, invece, di una dialettica tra persone dal corpo diverso. [...]

 

* Stralcio dell'intervento, non rivisto dall'autore.

Massimo Fagioli, Laureatosi in medicina all'Università di Roma e specializzatosi in Neuropsichiatria, dopo una lunga analisi personale e circa dieci anni di psicoanalitica individuale, propone nel 1971 agli ambienti psicoanalitici il risultato delle sue esperienze e della sua formazione con il volume "Istinto di morte e conoscenza". La sua elaborazione teorica suscita la reazione della Società Psicoanalitica Italiana che decreta la sua espulsione nel 1976.

Mercoledì, 4 giugno, 2008 - 16:41

commenti

Fagioli si ricicla

Ho notato che, subito dopo la sonora sconfitta elettorale di Bertinotti, il suo sostenitore-guru Fagioli si è velocemente allontanato da Rifondazione e, come se niente fosse, si è precipitato a rivendicare presunte battaglie libertarie e militanze inesistenti a favore dei radicali. Pannella è un grande liberale e sembra non indugiare sull'ideologia e la concezione autoritaria (nonché omofobica e reazionaria) di un soggetto come Fagioli. Quest'ultimo, a mio avviso, si vanta di gestire un potere mediatico (conquistato gestendo il controllo della rivista Left e dintorni) e si propone come supporter di politici e organizzazioni, in vista di vantaggi mediatici per sé e per il suo movimento pseudo-sociopsicanalitico. Non voglio portarla per le lunghe, amici, perdonate l'irruenza e l'immediatezza di un giudizio netto, ma per me Fagioli è un prete! Sì, avete inteso, Fagioli è colui che domina assoluto nel suo gruppo, dove mi dicono eserciti il potere spirituale che un papa se lo sogna! Allora, che dire? E' facile accettare discorsi accattivanti, come quelli che Fagioli è disposto a fare pur di avere un ritorno di immagine dalle nostre parti. Però, non guasterebbe valutare il percorso ideologico e personale di questo individuo che spinge a destra e a manca per farsi largo nell'opinione pubblica e crearsi una facciata di combattente libertario quando in realtà è solo una nuova versione del clericalismo in salsa psicologica!

Fagioli omofobo!

Fagioli è ipocritamente sostenitore della libertà!ieri notte ho appena sentito una lunga intervista fra Pannella e il suddetto hanno parlato di tante cose,Basaglia,comunismo,vaticano,embrioni,e hanno toccato pure l'argomento dell'omosessualità! Premetto che mi è piaciuta molto l'inervista,dialogo,sopratutto per i contenuti e per la cultura di questi due signori! Non mi è sembrato che calcasse la mano perchè Pannella lo ha rimproverato a priori,ma mi ricordavo che un tale Fagioli era un tantino omofobo!Infatti questo testo lo dimostra... Pannella dovrebbe guardarsi bene da frequentare FALSI AMICI...perchè sono convinto,come l'amico che ha lasciato il commento prima di me,Fagioli ha interessi propri di potere,magari intellettuale,ma sempre potere! Chissà perchè 7milkiardi di sessualità,tutte giuste tutte belle,tranne quella omosessuale! Paragonare poi i gay con i violentatori o i pedofili è di quanto più ignobile ci sia... Che tristezza,che a destra ci si deve difendere da chi ti manderebbe nei lager,e a sinistra da chi ti vorrebbe in manicomio! che vergogna!
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