L'intergruppo prende piede

di Maria Antonietta Farina Coscioni

L'idea è piuttosto semplice, e nel solco della tradizione radicale che da sempre prevede, e anzi esplicitamente teorizza, le "doppie tessere", le plurime iscrizioni, le convergenze su temi e obiettivi al di là delle appartenenze politiche. Mi è sembrato naturale, una volta eletta alla Camera, adoperarmi da una parte per iscrivere parlamentari, non importa se di maggioranza o di opposizione, all'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica; e in parallelo costituire - come già erano nati su altre tematiche - uno specifico gruppo interparlamentare, che comprenda oltre ai radicali anche deputati e senatori che hanno a cuore le tematiche che costituiscono la ragion d'essere dell'associazione. Nei primi 100 giorni di legislatura ho raccolto così l'iscrizione di parlamentari, del Partito Democratico (Gino Bucchino, Franca Chiaromonte, Furio Colombo, Anna Paola Concia, Emilia De Biase, Roberto Giachetti, Cesare Marini, Guido Melis); e del Partito della Libertà (Lucio Barani, Margherita Boniver, Francesco De Luca, Mario Pepe, quest'ultimo a tutti i soggetti dell'area radicale). Spero siano gli "apripista" di un gruppo che con il tempo diventerà molto più numeroso. E' importante che si costituisca, si rafforzi e si estenda una "rete" che nelle istituzioni parlamentari si ponga come specifico obiettivo quello di costituire appunto una sorta di "lobby" (democratica, visibile e trasparente nei suoi obiettivi e nel suo operare) della libertà di ricerca scientifica.
L'intergruppo intende essere una sorta di polizza di assicurazione a difesa della laicità dello Stato e dei diritti civili del cittadino. Andrà potenziato, rafforzato, ed evidentemente, alla ripresa dei lavori parlamentari ognuno di noi si impegnerà nella ricerca di nuove adesioni e iscrizioni. Ma questo nostro lavoro può costituire un'ipotesi di lavoro anche al di fuori del Parlamento. Tanto, di quel che riguarda la doverosa assistenza ai disabili (e si sta parlando di almeno tre milioni di persone, senza contare i congiunti e i familiari stretti), passa nelle regioni e nei comuni. Perché, allora, per esempio, non costituire anche negli enti locali, regioni, province e comuni, degli intergruppi per la libertà della ricerca scientifica, che lavorino in parallelo e d'intesa con le locali Cellule Coscioni? Le riforme urgenti per la disabilità e la vita degna di questo nome, possono passare anche da qui.

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Mercoledì, 10 settembre, 2008 - 13:42
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