L'Italia cambi idea sui divieti

di Armando Massarenti

Anche in America questo tipo di ricerca è controversa, ma in un futuro non lontano anche l’Italia sarà costretta a cambiare politica. Anche gli individui più devoti hanno il dovere morale di battersi per curare chi già vive e soffre e non solo chi non è mai nato. Mario Capecchi, Premio Nobel per la medicina 2007

[...] In Italia ogni giorno gli scienziati si lamentano per la carenza di fondi per la ricerca. "E' una giusta preoccupazione - commenta Capecchi -. Ma bisognerebbe preoccuparsi ancora di più del problema della distribuzione dei grant. La scienza negli Usa è molto forte per un motivo molto semplice. Se un giovane scienziato ha una buona idea può sottoporla alla comunità scientifica, che segue criteri di valutazione controllabili. Se la richiesta viene accettata il giovane riceverà personalmente i fondi che gli servono. In Italia, invece, e un po' ovunque in Europa, per non parlare del Giappone dove le cose vanno anche peggio, i finanziamenti vengono dati non a individui, ma a grandi istituzioni, che non li distribuiscono in maniera efficiente. Tendono o a tenerseli o a finanziare a pioggia". [...] Che ne pensa delle interferenze politiche e religiose sulla libertà della ricerca? Lei è famoso per i suoi esperimenti sui topi, e usa le loro cellule staminali embrionali. Trova corrette le restrizioni alla ricerca sulle staminali embrionali umane? "Credo molto fermamente che sia necessario adottare tutte le possibili opportunità. Le cellule staminali umane hanno un potenziale enorme. Non abbiamo ancora raggiunto i risultati che vogliamo, ma il potenziale è assolutamente evidente. Non provare in questa direzione, non sondare tutte le possibilità, sarebbe da irresponsabili. Il problema etico va impostato correttamente, tenendo conto del seguente fatto. La società sarà sempre più composta da ultraottuagenari, e questo farà sorgere un problema enorme. A quell'età la probabilità di contrarre malattie neurodegenerative come l'Alzheimer diventa enorme. Noi non possiamo ignorarlo. Dobbiamo provare ogni via almeno per contenere il fenomeno, per eliminare inutili sofferenze. Ed è questo che stiamo cercando di fare". Dunque lei pensa che le restrizioni del Presidente Bush, e anche quelle vigenti in Italia, non siano giustificate? "Sono del tutto illogiche. E possono sempre essere aggirate facilmente. Lavoro solo su cellule embrionali, ma a uno stadio che non le porterà mai a diventare degli embrioni, e tanto meno degli individui. Ho sviluppato tecniche che funzionano assai bene sui topi a partire dalle due sole cellule staminali che si trovano negli embrioni al loro primissimo stadio. Con l'uomo sembra più difficile, ma bisogna provare a trovare il modo". Ha senso distinguere tra cellule staminali embrionali e adulte e sostenere che la ricerca sulle une è più promettente di quella sulle altre? "No, non ha alcun senso. In alcuni casi sembrano più promettenti le adulte (per esempio per la ricerca sui tumori del sangue) e in altri si sono avuti successi con le embrionali (per la produzione di tessuti di organi). La ricerca deve proseguire in tutte le direzioni". [...]

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 16:34
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