Lo Stato e’ al servizio del cittadino o il cittadino e’ il suddito in mano ad uno Stato che ne dispone a suo piacere?


intervento audio: 

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Sommario: 
Dal testamento biologico alla Ru486, dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci alla fecondazione assistita, dalle terapie contro il dolore alla trasparenza nel Ssn. Esempi di leggi e di interventi parlamentari che invece che aiutare il cittadino gli sono di ostacolo. E noi? Dal rischio di diventare alibi di un regime partitocratico alla necessita' di interrompere questa mancanza di democrazia.
Testo Intervento: 

Intervento per il VII Congresso (online) dell'Associazione Luca Coscioni • 17 settembre - 17 ottobre 2009

L’occasione di poter intervenire nella fase dei lavori online del congresso dell’Associazione Luca Coscioni e’ quella giusta per fare un bilancio dell’attivita’ parlamentare e della situazione politica piu’ in generale.

Un bilancio che in entrambi i casi si chiude in negativo. L’Italia ha bisogno di adeguare le proprie leggi, di semplificarle, di renderle strumenti nelle mani dei cittadini perche’ possano semplificargli la vita e non complicargliela. L’Italia sta andando nella direzione opposta, sempre piu’ ostaggio da una parte delle corporazioni che tutelano i propri interessi e non quelli della societa’ e dall’altra di ideologie cui nessuno crede veramente. Nell’ottica del mercimonio piu’ bieco, anche la Chiesa partecipa al baratto. E cosi’ una legge sul testamento biologico vale un divorzio del premier che resta il riferimento per il mondo cattolico, un blocco alla Ru486 una nottata con una prostituta, e cosi’ via…

Se cosi’ e’, diventa ancora piu’ difficile battersi contro iniziative inutili o odiose. A nulla valgono le argomentazioni ragionevoli, le testimonianze civili, le battaglie pragmatiche: non ci sono da abbattere muri di ignoranza o pregiudizi, non c’e’ il confronto democratico, si rimbalza silenziosamente in pareti di gomma innalzate appositamente.

 

E’ questa a freddo la mia valutazione su cio’ che e’ avvenuto al Senato con la vicenda di Eluana Englaro e del testamento biologico e su quanto sta avvenendo oggi sulla Ru486. Tra l’ignavia, la pessima gestione parlamentare di una opposizione che ha al suo interno i germi da combattere e quindi fiacca, se non responsabile della malattia, la maggioranza che ha prevalso politicamente era numericamente coincidente con la maggioranza di Governo, ma era stata nutrita e rafforzata da molto altro. E infatti quello che avviene alla Camera, e che mi auguro conduca verso soluzioni diverse da quelle del Senato, mostra come e’ sempre nella maggioranza di Governo che le crepe possono diventare dirupi in cui far crollare articoli di legge criminogeni.

 

La prova fatta con la legge sulla fecondazione assistita sta dando i suoi frutti. C’e’ il far west, a tutela delle coppie c’e’ bisogno di una legge. La legge che vieta invece che regolare, tutela cosi’ gli interessi di chi ha portato quello scalpo oltretevere come segno di fedelta’. C’e’ bisogno di una legge che disciplini il rispetto delle volonta’ di un malato terminale. La legge impone le cure e toglie ogni volonta’ a chi in quel momento non e’ in grado di farle rispettare. La violenza di appropriarsi del corpo del malato da parte dello Stato che decide il bene e il male e’ manifesta. Oggi, dopo anni che gia’ avviene nel resto del mondo, siamo alla vigilia di un adeguamento tecnico scientifico sulle modalita’ per abortire e quindi dell’introduzione della Ru486. Oggi questo rischia di spianare la strada da una parte per criminalizzare la donna che interrompe una gravidanza, dall’altra per modificare la legge 194.

 

Invece che fare un passo avanti nei confronti della societa’ sembra che la politica abbia deciso che il suo compito sia quello di portare la legislazione due passi indietro. E cosi’ rispetto a cittadini che trovano nelle terapie contro la sterilita’ un modo per combattere una patologia sempre piu’ diffusa, e che ingenuamente ritengono che la medicina sia un aiuto per le persone e non una pratica realizzata da scienziati folli che fanno esperimenti eugenetici sui pazienti, viene scritta la legge 40. E cosi’ rispetto a malati terminali che vogliono veder rispettate la loro dignita’ e la loro volonta’ viene adottata una legge per sequestrare il loro corpo dopo che la natura ha gia’ fatto il suo corso sul resto della loro vita relazionale.

 

In quei giorni tremendi e difficili del testamento biologico al Senato, molti di quelli che hanno votato a favore del disegno di legge ammettevano apertamente che confidavano sulla Camera, che la follia si sarebbe interrotta, che la ragione avrebbe riconquistato il suo giusto spazio.

 

Ma la follia una volta che riesce a conquistarsi uno spazio, si sa, difficilmente arretra di nuovo.

 

L’ultima testimonianza e’ la vicenda della Ru486 (http://blog.donatellaporetti.it/?p=851). Dopo decenni che nei Paesi civili si puo’ abortire ai sensi di legge con tutte le tecniche (chirurgiche e farmacologiche disponibili) in Italia finalmente arriva l’autorizzazione all’immissione in commercio della Ru486. Apriti cielo! Il Senato deve avviare una commissione d’inchiesta, anzi solo una indagine conoscitiva, ma che invece che per conoscere e’ per giudicare donne e farmaco, e gia’ che ci siamo anche per emettere una sentenza: non si puo’! E siccome il Senato non e’ titolato per emettere la sentenza, e siccome non e’ titolato neppure il ministero della Salute, allora con modalita’ completamente illegittime forzano l’Agenzia per il farmaco, che a sua volte e’ stata costretta da una direttiva europea a commercializzare la Ru486. L’Aifa come il vaso di coccio tra i due di ferro vacilla. Da una parte la politica preme, dall’altra la legge impone. Nel mezzo le donne che sentono ripartire un vecchio refrain, non dobbiamo lasciare sole le donne ad abortire, l’aborto e’ un male da combattere, un peccato da evitare, un reato che solo in alcuni casi e’ depenalizzato, ….

 

L’episodio e’ significativo: la maggioranza e il Governo dettano la linea politica ai tecnici e si trasformano in inquisitore che spaccia la ragion politica come verita’ scientifica, teologica.
Una volta si bruciavano coloro che sostenevano che era la terra a girare intorno al sole, oggi gli strumenti si affinano, ma l’obiettivo resta identico: se la scienza nega cio’ che il potere sostiene sia la verita’, ci si adopera perche’ la scienza riveda la sua posizione.

Un passo avanti? No, due indietro!

 

La scorsa legislatura sara’ ricordata in positivo per poche cose, di sicuro tra queste le liberalizzazioni di Bersani, o meglio i tentativi di liberalizzazioni accompagnati dalle manifestazioni che esteticamente frapponevano il lato corporativista e letteralmente fascista italiano: farmacisti titolari di farmacia in piazza per difendere i loro interessi spacciati come interesse pubblico, i tassisti che bloccavano il traffico e ti facevano i comizi in auto perche’ loro che avevano comprato una licenza al nero da mezzo milione di euro dovevano essere garantiti rispetto ad uno che prendeva una licenza dal Comune per 50 euro, e se il Comune ne dava via troppe la loro si svalutava nel mercato nero delle licenze, ecc… Sempre vicini a queste battaglie corporative quello che poi si chiamera’ il Popolo delle Liberta’.

Inizia la nuova legislatura parte l’offensiva contro la timida liberalizzazione sulla vendita dei farmaci e l’apertura delle parafarmacie che finalmente in presenza di un farmacista iscritto all’ordine possono vendere farmaci senza obbligo di ricetta medica e da banco. Un ddl Gasparri-Tomassini fa tremare da subito i parafarmacisti, qualche farmaco potra’ uscire dalle farmacie, ma sara’ una listina che buttera’ giu’ l’Aifa e con confezioni ad hoc, per il resto le parafarmacie dovranno chiudere. Se poi in riunioni interne al Partito Democratico si sentono affermazioni del tipo il cittadino non puo’ essere lasciato solo davanti ad uno scaffale di farmaci, e solo in farmacia puo’ essere assistito nel gesto di allungare la mano di la’ dal bancone per passare la ricetta del medico, non ci si deve stupire troppo. Sono gli stessi germi che attecchiscono ovunque. Una corporazione che e’ sopravvissuta non grazie al mercato ma ai privilegi, quei privilegi cerca di spacciarli per interesse generale. E’ interesse del cittadino che quel farmaco prescritto dal medico glielo fornisca un farmacista iscritto all’ordine all’interno di una farmacia oppure al cittadino basta che quel farmaco corrisponda a quello che gli ha prescritto il medico e che sia stato conservato correttamente e che costi il meno possibile?

 

E’ necessaria in Italia una legge contro il dolore? Non certo per togliere divieti, ma visto che non si praticano le terapie antidolore e siamo al livello piu’ basso nel mondo per la loro diffusione, forse puo’ essere utile una legge per la loro promozione. Certo fa specie che la legge difficilmente potra’ intervenire per semplificare la vita a coloro che traggono giovamento dalla cannabis terapeutica. I principi attivi sono gia’ prescrivibili, ma visto che l’Aifa non ha autorizzato nessun farmaco, non essendo in commercio in Italia questi si possono solo importare facendo lievitare i prezzi a cifre impossibili per i pazienti. Essendo reato la coltivazione della cannabis, un paziente invece che rivolgersi al medico e al farmacista e’ cosi’ costretto a rivolgersi allo spacciatore.

Non esattamente quel diritto alla salute che immaginavano i costituenti.

 

Tipici esempi di leggi criminogene: creano crimini, alimentano la criminalita’.

 

Chiudiamo il cerchio. Lo Stato e’ al servizio del cittadino o il cittadino e’ il suddito in mano ad uno Stato che ne dispone a suo piacere?

Agli esempi di leggi manifesto e ideologiche si puo’ ben aggiungere quello piu’ in generale del Sistema sanitario nazionale che si regge in piedi e si plasma su medici, ospedali, amministratori, burocrazia ma dove il paziente e’ solo l’oggetto delle prestazioni sanitarie. La vera proposta riformatrice per l’Italia in campo sanitario sarebbe l’introduzione di un sistema di Valutazione-Informazione-Scelta a tutti i livelli del sistema sanitario, trasformando il cittadino-paziente in soggetto attivo e strumento esso stesso di governo del sistema. Al Senato si e’ votato per l’istituzione del ministro della Salute ed e’ stato accolto un nostro ordine del giorno che va in questa direzione e che potrebbe essere rivoluzionario (http://blog.donatellaporetti.it/?p=813), ma certo il contesto in cui si opera non e’ secondario. Anzi.

E noi? Io avverto il rischio e il pericolo di diventare alibi e legittimazione di questo regime partitocratico, sia nella nostra permanenza nel gruppo Pd, come pure nel Parlamento.
Lasciamo agli atti tutto cio’ che e’ possibile, interventi, proposte, denunce, poi in un attimo il lavoro delle formichine viene spazzato via, travolto.


Dopo il testamento biologico davanti alla possibilita’ che questo Parlamento, che questa legislatura sia responsabile di cambiare la legge 194, mi sento ancora piu’ inadeguata. Se fosse perche’ siamo davanti a nuova maggioranza tra i cittadini… ma non e’ cosi’. E quando una scelta viene fatta contro la scienza, contro la ragione, contro la maggioranza dei cittadini che inerti assistono allo scempio, appunto mi sento inadeguata.
Credo sia questo il nostro compito, anche questo, creare quell’azione politica in grado di interrompere lo stato di torpore e di indifferenza.

Del resto l’ultimo premio Nobel per la Pace e’ stato dato per la speranza che ha dato al mondo l’elezione di Obama alla Casa Bianca. Quella speranza e’ quella che ci ha visto e che ci vede lottare tutti giorni con le nostre difficolta’ oggettive e soggettive, ma per la speranza di cambiare.


Con l’Associazione Luca Coscioni, con Radicali italiani, con l’organizzazione della galassia, con il Partito Radicale, con le associazioni tematiche? Con lo strumento più funzionale ad ottenere il risultato. La forma organizzativa deve corrispondere all’ottenimento dell’obiettivo, e quello e’ chiaro: interrompere il regime partitocratrico che ha paralizzato l’Italia, che ha bloccato la democrazia e che puo’ solo degenerare e diffondere la sua “peste” anche fuori dai confini.

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