Un punto di vista cattolico

L'umanesimo Cristiano

di Paul Lowenthal*

Se, a volte, l'Europa si scontra con religioni e convinzioni filosofiche, è anche e collettivamente l'erede di queste correnti. Tutti noi siamo eredi di una passato culturale costruito su esperienze greche, giudeo-cristiane e umaniste. Per lungo tempo si è creduto che fosse necessario separare le pratiche religiose, in virtù del fatto che facevano intervenire un agente esterno: un Dio che, in qualità di creatore e attore della nostra storia, ne avrebbe sconvolto il decorso. Da "l'ha voluto Dio" ridotto all'autoritario "è volontà di Dio", una verità trascendente avrebbe soffocato il libero arbitrio e il libero discernimento umani. Nel mondo cattolico, "l'anti-modernismo" romano ha avuto vita difficile, lasciando ancora oggi tracce nelle proprie pratiche.

Tuttavia, il pensiero cattolico si è evoluto e la dottrina ufficiale (che, come il diritto, segue i costumi con il consueto ritardo rispettoso) ha sanzionato ciò che, generazioni successive a Jacques Maritain o Emmanuel Mounier, costituisce un vero e proprio umanismo cristiano. Quest'ultimo si è accostato molto alla visione protestante liberale. Ne parliamo come una sorta di "secolarizzazione", nel senso che l'uomo è ridiventato (come se non avesse mai cessato di esserlo) il centro della nostra fede: il cristianesimo è una religione dell'incarnazione. Crediamo in Dio, ma crediamo anche che Dio ha messo l'uomo, libero e autonomo, al centro della propria creazione. In pratica, ciò dovrebbe consentire il nostro ricongiungimento. Non per aderire ai luoghi comuni statici, desiderando "ciò che ci unisce e non ciò che ci separa", ma perché ci scontriamo, insieme, con situazioni o evoluzioni che denigrano l'uomo.

Mi riferisco soprattutto all'Europa, che si costruisce sul modello della globalizzazione in modo affaristico, cinico e, a conti fatti, sempre meno democratico, sempre meno rispettoso dei diritti umani. Al di là delle differenze che non si saprebbero sottostimare, il nostro comune umanesimo, la nostra comune secolarizzazione dovrebbero consentirci di resistere in maniera unita. È quello che difende il Groupe Avicenne, pluralista, che promuove le virtù istituzionali del "disaccordo fondatore" dell'Europa: vi rimando alla presentazione al riguardo in questo volume presentata da Guillaume de Stexhe.

*Direttore della cattedra di Teologia e Scienze delle Religioni, dell'Università Carlos III di Madri, e autore di Fundamentalismos y dialogo entre religiones (Trotta, Madrid, 2004)

Martedì, 8 luglio, 2008 - 16:43
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