Ma la lotta non finisce qui

di Josè de Falco

Necessario approfondire la situazione di quanti soffrono di sordità “acquisita” con il passare degli anni. Come fondamentale sarà vigilare sull’applicazione della normativa italiana ed implementare nel nostro paese gli standard internazionali più avanzati

Lettera giunta alla redazione:

 Scriviamo a nome degli utenti di sorditaonline. it e di cisentiamo.it, siti gemellati sui problemi uditivi, attorno ai quali si è formata,tramite un forum,una comunità virtuale in cui non udenti di tutt'Italia si trovano per scambi di idee, consigli, solidarietà. Desideriamo ringraziarVi per aver lottato con successo a favore delle persone non udenti. Ci teniamo tuttavia a precisare che in questa eccezionale conquista c'è, a nostro parere, una lacuna: l'agevolazione tariffaria per sms e cellulari e l'esenzione dal canone Telecom sono infatti riservati ai non udenti percipienti l'Indennità di Comunicazione, che viene rilasciata solo ai sordi preverbali (ex sordomuti) riconosciuti dalla legge 381 del 26/05/70, ovvero a chi è nato sordo o lo è divenuto entro il dodicesimo anno di età. Nel nostro gruppo sono presenti moltissime persone con sordità gravissime,pervenute tuttavia in età adulta o comunque dopo il dodicesimo anno di età;quindi essi risultano solamente Invalidi Civili per Sordità. Le cause di queste sordità sono le più svariate: si va dalle malattie genetiche (Sindrome di Usher, Morbo di Cogan, Neurofibromatosi II, etc) alla somministrazione di farmaci fortemente ototossici, ad esempio in fase di insufficienza renale terminale, agli incidenti stradali con trauma cranico e lesione irreparabile dei nervi acustici, e altro ancora. Tra di noi ci sono inoltre sordi profondi nati tali o divenuti tali nei primissimi anni di età che tuttavia non sono stati riconosciuti ai sensi della L.381/70, perché al tempo ignari dei loro diritti,ed indirizzati verso la meno onerosa (per lo Stato) Invalidità Civile. Tutti loro, in ogni modo, hanno lo stesso gravissimo problema: la comunicazione a distanza, in quanto, esattamente come i sordi preverbali, non sono in grado di effettuare telefonate e si basano esclusivamente sugli SMS e sul web. Non riteniamo giusto che essi vengano esclusi dalle facilitazioni rilasciate ai sordi preverbali: chiediamo pertanto che venga fatta una modifica alla delibera, per cui non sia più indispensabile, al fine di avere le suddette agevolazioni, esclusivamente il certificato di Sordità ai sensi della legge 381/70,ma ad esso venga aggiunto il certificato di Invalidità Civile per Sordità. Le lacune, in materia di legislazione a favore dei non udenti, sono numerose: tuttavia questa ultima delibera sulle Comunicazioni è molto importante,ci auguriamo perciò che, almeno in questo campo, sia possibile colmare questa ingiustizia. Augurandoci che questo nostro appello venga compreso ed accolto,Vi ringraziamo ancora per tutto quel che è stato fatto per noi, e porgiamo i nostri migliori saluti. Francesco Giampà, Antonella Merlino, Flavia Paluzzi ***

Gentili Francesco, Antonello e Flavia, è con molto interesse che apprendiamo delle eccezioni che sottoponete alla nostra attenzione. Anche altri amici sordi ci hanno segnalato il problema e da parte nostra ci attiveremo subito per vedere se sia possibile correggere il provvedimento prima che dispieghi pienamente i suoi effetti. Non vi nascondiamo però la difficoltà dell'azione, in quanto la basi giuridiche del provvedimento sono molto innovative e forzare ora la mano sulla platea degli aventi diritto potrebbe essere controproducente. In ogni caso, nella speranza di poter condurre insieme questa e ulteriori battaglie, vi chiediamo se disponete di dati affidabili per stabilire, con sufficiente approssimazione, quante sarebbero le persone affette da sordità profonda "acquisita" e pertanto escluse dai benefici individuati dall'autorità garante. Noi nel frattempo ci continuiamo a muovere anche sul fronte europeo. Il 18 maggio 2007 l'Associazione Luca Coscioni ha già interagito con la Commissione europea presentando il proprio parere nell'ambito della consultazione pubblica europea "Identificazione di servizi di valore sociale in Europa che potrebbero beneficiare di singoli numeri gratuiti europei che cominciano con 116", riguardante la Decisione adottata dalla Commissione europea e per richiedere agli Stati membri di prenotare una serie di numeri a sei cifre che cominciano per 116 destinati a servizi di valore sociale in Europa. In quell'occasione l'Associazione Luca Coscioni ha suggerito di dedicare alcuni dei numeri "116" a fornire informazioni e assistenza a persone con disabilità. In base ad esempi già in atto in diversi Stati Membri, tali servizi dovrebbero includere alcuni servizi di informazioni gratuite attualmente non presenti in tutta l'Unione europea, in particolare servizi di collegamento per la telefonia testuale e per la videotelefonia. I suggerimenti dell'Associazione Coscioni sono stati accolti dalla Commissione che l'11 luglio scorso ha chiesto di ricevere "informazioni più dettagliate sui servizi suggeriti per una più ampia adozione degli stessi". In base alla ricerca effettuata dall'Associazione Coscioni, sono stati individuati 5 Paesi Membri dell'Unione europea come Gran Bretagna, Italia, Danimarca, Finlandia e Svezia che hanno al loro attivo - in via pubblica o privata - servizi di collegamento telefonico testuale o di videotelefonia e ausili atti a permettere l'accessibilità alla comunicazione, indirizzati a persone in età avanzata o con disabilità; tutto ciò è ascrivibile alla campagna europea per l'e-Inclusion.

Martedì, 6 novembre, 2007 - 12:53
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