Malati, operatori, parlamentari

di Donatella Poretti

Mi ha fatto molto piacere ascoltare primaIgnazio Marino perchè mi stupisce sempreancora con il suo richiamo al buonsensoe alla razionalità che dovremmo averequando si vanno a fare le leggi.Evidentemente poi il buonsenso e la razionalitàsfuggono a questi palazzi altrimentinon ci sarebbe spiegazione per cui è statafatta una legge che invece di regolamentarela fecondazione assistita ha deciso dimettere una serie di limiti e paletti per renderlainaccessibile: questa è la legge 40.Marino si sta battendo per avere un testodi legge sul testamento biologico che dovrebbeessere una cosa di buonsenso percui se uno decide di rifiutare delle terapiepotrebbe dichiararlo anticipatamente inmaniera tale che se si trovasse nelle condizionidi non poterlo dire questa sua volontàsia rispettata.Anche su un testo razionale come questovi sono evidentemente dei problemi e arrivanoanche dallo stesso mondo medico.Prima veniva fatto un richiamo sugli stessioperatori del settore che, finito il referendum,sembrano essersi dileguati da unpunto di vista di impegno proprio su questalegge. Per esempio sul testamento biologicoio ho notato con stupore che è venutafuori l'idea dell'obiezione di coscienzada parte dei medici sul testamento biologico.Sembra veramente una follia: comepuò venire l'idea che un medico quandoun paziente decidere di rifiutare una terapiapossa fargliela per forza? C'è mica iltrattamento sanitario obbligatorio? No.Allora per quale motivo inserire la clausoladell'obiezione di coscienza nel testamentobiologico? Lo scopo è chiaro, renderenullo e invalidare il diritto al testamentobiologico e quindi la volontà del paziente.Sulla legge 40 la via giudiziaria nonsembra essere sfociata in nulla di buonoper il momento, il caso di Cagliari, la CorteCostituzionale lì si è fermata. La viaParlamentare che veniva citata prima delreferendum si è bloccata nella scorsa legislatura,adesso vediamo quella di questa.La via Amministrativa, quella delle lineeguida della legge 40, se volessimo vedereun bicchiere mezzo pieno, potrebbe farcivedere qualcosa di buono perchè ilMinistero ha fatto sapere che, entro il 2Luglio, rinnoverà le linee guida. Fra l'altro,pur essendo un atto di competenza puramenteministeriale, senza doversi confrontarecon le aule parlamentari, hannofatto sapere che lo porteranno nelle rispettivecommissioni competenti. Quindi sia aquella di Marino, Igiene-Sanità al Senato,che alla Commissione Affari Sociali allaCamera. Vediamola quindi come buonospunto per iniziare a mettere sul tappetoquei punti su cui possiamo, in teoria, trovarcitutti d'accordo, perché solo così potremmotrovare più spunti comuni che poisono le cose più mostruose contenute nellalegge: la diagnosi pre-impianto, la ricercascientifica e io ci metterei pure l'eterologaaltrimenti tagliamo fuori mezza popolazioneche vorrebbe accedere alle tecnichedi fecondazione assistita. Ne possiamodepositare migliaia di progetti di legge,noi qui presenti ne abbiamo depositato almenouno, il problema è politico.Depositare un disegno di legge è molto facile,lo scrivi, lo lasci agli uffici, lo firmi, cifai aggiungere altre firme, in automaticoviene anche assegnato alle Commissioni epoi queste politicamente decidono se incardinareun dibattito su quell'argomentooppure no.Il passaggio più importante è questo, dipendedai capigruppo d'aula. E' quindi unproblema prettamente politico: è unapriorità di questa maggioranza e di queiparlamentari (di maggioranza e opposizione)che si erano ritrovati insieme sul referendum?Io credo che lo sia e continuo aricordarlo in Commissione Affari Socialidella Camera, anche in maniera sgradevoleperchè mi rendo conto che questo è untema delicato su cui la Maggioranza rischia.Ma io credo che sia un tema su cui èbene rischiare: il tema della vita; se non rischiamosu questo non capisco davveroche cosa ci stiamo a fare. Certo non abbiamole folle che ce lo richiedono, si tratta peròdi temi che dovrebbero far sentire i politiciin dovere di intervenire. Al contrario, senon interveniamo, di fatto, accettiamoquella legge, la applichiamo, la facciamonostra. Un anno fa, immediatamente dopola morte di Luca Coscioni, e basterebbeandare a riguardarsi i giornali di quei giorni,il mondo politico si caratterizzò per decinedi "coccodrilli". Fummo inondati daarticoli in cui un po' tutti sembravano essersiresi conto chi fosse Luca, del sensodella sua iniziativa; sembrava davvero cifosse stata una svolta. Luca doveva morireper ottenere quel riconoscimento politico?Ma poi che è successo? Un anno è bastatoperchè quel riconoscimento fosse scomparsonel nulla? Chiediamocelo e sollecitiamocitutti a vicenda, medici, malati,operatori, parlamentari, di riprendere inmano questi argomenti.

Venerdì, 16 novembre, 2007 - 16:09
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